L’AQUILA – Si arricchisce di un nuovo capitolo il confronto sul futuro dei lavoratori impiegati nella Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila attraverso società esterne e degli idonei della graduatoria del concorso per assistenti amministrativi bandito dall’Azienda sanitaria. Dopo il recente intervento del segretario regionale della Fesica-Confsal Abruzzo, Marcello Vivarelli, arriva la replica di Giuseppe De Matteis, che rappresenta un gruppo di candidati risultati idonei nella procedura concorsuale.

Nel suo comunicato, Vivarelli aveva invitato a non creare “minestroni giuridici”, sostenendo la necessità di distinguere il percorso degli idonei da quello dei lavoratori delle società esterne. Il sindacalista aveva inoltre ricordato che lo scorrimento delle graduatorie rappresenta una facoltà e non un obbligo per l’amministrazione e aveva richiamato la normativa che consente il percorso di internalizzazione del personale, evidenziando come essa preveda una riserva del 50% dei posti per gli aventi diritto, lasciando il restante 50% potenzialmente accessibile anche agli idonei della graduatoria.

“Ringrazio il sig. Vivarelli che, nel suo comunicato del 2 agosto 2026, ha tuonato contro i ‘minestroni giuridici’. Mi offre l’occasione di fare ciò che più interessa agli idonei che rappresento: riportare i fatti, lasciando da parte le polemiche”, esordisce De Matteis.

De Matteis apre il suo intervento richiamando quello che definisce l’aspetto umano della vicenda, sostenendo che i candidati inseriti in graduatoria vengano spesso identificati soltanto con un numero.

“Gli idonei sono ridotti quasi sempre a meri codici alfanumerici dentro una graduatoria. Sono ‘idonei’. Numeri. Posizioni. Sigle. Ma dietro quei codici ci sono persone esattamente come le altre: c’è la madre che ha perso il lavoro e vede nello scorrimento della graduatoria la possibilità concreta di dare stabilità ai propri figli, c’è il padre separato che fatica a sostenere un affitto, il professionista che, dopo anni di esperienza, si è ritrovato travolto da una crisi economica. Ci sono giovani che hanno studiato per anni e persone che vedono in questa graduatoria una delle ultime occasioni per rientrare stabilmente nel mondo del lavoro”.

Sul piano giuridico, De Matteis afferma di condividere con Vivarelli un punto di partenza, ossia che lo scorrimento della graduatoria costituisca una facoltà e non un obbligo dell’amministrazione. Allo stesso tempo sostiene che lo stesso principio debba valere anche per l’internalizzazione, che considera anch’essa una facoltà rimessa alle valutazioni dell’Azienda, pur essendo espressamente prevista dalla normativa vigente.

“Concordo con il sig. Vivarelli su un punto: lo scorrimento della graduatoria non è un obbligo, ma una facoltà dell’amministrazione. Con la stessa chiarezza, però, occorre sottolineare che anche l’internalizzazione costituisce una facoltà e non un obbligo”.

De Matteis richiama quindi l’esistenza di una graduatoria concorsuale pienamente vigente, sostenendo che, nello stesso periodo, la Asl abbia continuato a fare ricorso ai lavoratori delle società esterne, con costi che, a suo dire, sarebbero superiori a quelli derivanti dall’assunzione degli idonei.

Secondo il rappresentante degli idonei, la scelta di non utilizzare la graduatoria pone anche una questione di economicità dell’azione amministrativa. “Nello stesso periodo la Asl ha continuato a sostenere costi che la stessa Azienda e le organizzazioni sindacali hanno più volte riconosciuto essere superiori rispetto a quelli derivanti dall’assunzione degli idonei. È vero che le spese per il personale e quelle per beni e servizi appartengono a capitoli diversi, ma resta il fatto che si tratta sempre di risorse pubbliche, che devono essere impiegate secondo criteri di economicità, efficienza e buon andamento e che, soprattutto, possono essere rimodulate”.

Da qui la domanda che il rappresentante degli idonei rivolge all’amministrazione: “Perché continuare a sostenere costi maggiori per ottenere il medesimo servizio, quando esiste già una graduatoria pubblica dalla quale attingere? Chi sarà chiamato ad assumere le decisioni amministrative dovrà inevitabilmente valutare con attenzione la razionalità di scelte che si protraggono ormai da tempo, che hanno già prodotto effetti che non possono più essere ignorati né tantomeno sanati. Tuttavia errare è umano e perseverare è diabolico”.

De Matteis si sofferma poi sul tema dell’internalizzazione, spiegando di essere consapevole che essa richieda una procedura selettiva, ma mettendo in dubbio l’opportunità di avviare una nuova selezione quando esiste già una graduatoria concorsuale.

“Quale interesse pubblico giustifica l’avvio di una nuova selezione, con ulteriori tempi, costi e attività amministrative, quando una procedura concorsuale è già stata espletata? Tanto più che quel concorso non era precluso ai lavoratori impiegati presso la Asl da società esterne e prevedeva persino una premialità per chi già operava presso l’Azienda”.

Il rappresentante degli idonei precisa quindi di non considerare i lavoratori delle società esterne degli avversari e di riconoscere il contributo fornito durante la pandemia.

“Hanno svolto un lavoro importante e meritano rispetto. Tuttavia è altrettanto vero che hanno operato nell’ambito di un rapporto di lavoro regolarmente retribuito, in una fase storica in cui larga parte del Paese viveva condizioni ben più drammatiche: migliaia di lavoratori erano in cassa integrazione, numerose partite Iva subivano perdite gravissime, moltissimi disoccupati non riuscivano a trovare occupazione e interi settori economici erano sostanzialmente paralizzati”.

L’avvocato richiama inoltre il precedente degli operatori socio-sanitari della Asl dell’Aquila, osservando che anche molti Oss impiegati durante l’emergenza Covid-19 sono stati successivamente sostituiti dai vincitori del concorso pubblico, ribadendo che il concorso rappresenta lo strumento ordinario di accesso alla pubblica amministrazione.

“È quindi legittimo chiedersi perché quel principio debba valere in alcuni casi e non in altri. Se il concorso pubblico rappresenta lo strumento ordinario di accesso alla pubblica amministrazione e la garanzia dell’imparzialità e della parità di trattamento, esso deve continuare a essere il criterio di riferimento per tutti”.

Infine, De Matteis affronta il tema del merito concorsuale. Il rappresentante degli idonei – ossia dei candidati risultati idonei nella procedura, ma non vincitori – sostiene che l’esperienza lavorativa, da sola, non possa costituire un titolo preferenziale per l’accesso alla pubblica amministrazione.

“C’è anche da dire che in alcuni casi la famosa esperienza maturata sul campo da alcuni lavoratori pluriventennali non è stata dimostrata in sede concorsuale. Molti lavoratori assunti con società esterne non hanno superato il concorso mentre gli idonei, con lo studio e l’abnegazione, lo hanno superato. Sia chiaro quindi una volta per tutte che l’esperienza va di pari passo con il merito di essere risultati idonei in un concorso nel quale i requisiti sono stati richiesti nel bando di partecipazione dallo stesso ente che lo ha indetto. L’esperienza non è un diritto di prelazione che può garantire l’assunzione presso la pubblica amministrazione. Il concorso sì”.

Tra i lavoratori impiegati attraverso le società esterne, tuttavia, figurano anche candidati risultati idonei nella medesima procedura concorsuale. Una circostanza che evidenzia come, anche all’interno della platea degli idonei, vi siano posizioni differenti rispetto alle possibili soluzioni per il superamento del precariato.

Nella sua replica, De Matteis non interviene invece sulle dichiarazioni rese dal direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, già espresse nel corso dell’adunanza aperta del Consiglio comunale dell’Aquila e successivamente ribadite in una recente intervista al quotidiano Il Messaggero. “Tutti i vincitori del concorso che l’azienda ha bandito nel 2024, cioè per le 53 posizioni programmate, sono stati tutti assunti”, ha affermato il manager, aggiungendo che, qualora la Asl avesse successivamente assunto personale con il medesimo profilo professionale, “avrebbe sicuramente attinto da quella graduatoria perché questo prescrive la legge”. Quanto all’ipotesi di un ricorso al Tar prospettata da De Matteis, Costanzi ha dichiarato: “Lo attendiamo serenamente come facciamo da dieci mesi, da quando ciò viene paventato ma mai concretizzato”. Il direttore generale ha inoltre ribadito la legittimità del percorso di internalizzazione previsto dalla normativa vigente.

La conclusione della replica di De Matteis richiama, con una battuta, il titolo del precedente comunicato di Vivarelli. “Come spero sia ormai evidente anche a chi nutre ancora qualche dubbio, la situazione mi è perfettamente chiara. Ed è proprio per questo che preferisco attenermi ai fatti, alle regole e all’interesse pubblico, evitando qualsiasi ‘minestrone’, sia giuridico sia politico. E, aggiungerei, anche culinario. Del resto, il minestrone non mi è mai piaciuto”. (red.)