ROMA – In Abruzzo cresce il reddito disponibile, che misura il potere d’acquisto delle famiglie, 3,43% in più dal 2023 al 2024 contro una media nazionale del 2,98%, più della media italiana, ma resta basso il reddito pro capite, con tutte e quattro le province dal 60esimo posto in giù, sulle 103 complessive in Italia.
È quanto emerge dall’analisi di Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne sulle stime 2024 del reddito disponibile delle famiglie consumatrici a valori correnti.
Un dato significativo è che il reddito disponibile delle famiglie cresce di più al Mezzogiorno rispetto al resto del Paese: 3,38% contro 2,84% nel 2024 rispetto al 2023. Ma il nord resta molto più ricco.
Per reddito disponibile, ovvero della misura della capacità di spesa, va innanzitutto chiarito, si intende il reddito delle famiglie, proveniente dalla differenza tra entrate (redditi da lavoro dipendenti, redditi da capitale, prestazioni sociali, come le pensioni, reddito figurativo proveniente dal possesso di una abitazione occupata dal proprietario, ) e uscite (imposte e contributi sociali).
A conferma del migliore andamento del Sud, ben sei province meridionali conquistano le prime dieci posizioni della classifica nazionale guidata da Rimini (+5,78%), Ragusa (+5,55%) e Venezia (+4,95%). Mentre Prato -0,13%, Imperia -0,03% e Ancona +0,36% mostrano più difficoltà.
In questa classifica che registra gli incrementi la provincia di Teramo spicca al 5° posto della classifica generale con il 4,80%, al 52esimo posto Pescara 3,09%, al 60esimo posto L’Aquila 2,75% e al 62esimo posto Chieti 2,59%
Ma le distanze tra Nord e Sud restano marcate, il reddito pro-capite complessivo del Settentrione supera di circa il 50% quello del Meridione.
La provincia di Pescara è al 60esimo con 21.618,17 euro, Teramo al 63esimo posto con 21.121,50 euro, Chieti al 69esimo posto con 20.349,63 euro, male la provincia dell’Aquila all’81esimo psoto con 17.984,47 euro.
Cifre ben distanti dalle prime cinque province in classifica: Milano con 36.187,95 euro, Bolzano con 32.679,92 euro, Monza 30.182,05 euro, Bologna 29.190,88 euro e Parma 27.616,90 euro.
In fondo alla classifica la provincia di Caserta 15.287,90 euro, Agrigento 15.058,54 euro e Foggia 14.952,94 euro.
“La mappa del reddito disponibile ci fornisce un quadro articolato che da un lato smentisce lo stereotipo di un Sud statico contro un Nord dinamico e dall’altro fa emergere delle geografie inedite”, dice Gaetano Fausto Esposito direttore generale del Centro Studi Tagliacarne -. Al Sud il reddito disponibile pro-capite resta inferiore di 23 punti percentuali rispetto alla media italiana. E, ancora, se la variazione del reddito disponibile risulta al Mezzogiorno superiore a quella del Centro-Nord, il valore della componente retributiva evidenzia un divario di circa venti punti percentuali rispetto al resto del paese”.
“Si conferma, inoltre, il primato delle città metropolitane – continua Esposito – veri hub di potenzialità: con un reddito pro capite superiore del 14% rispetto alle altre province, anche per effetto delle retribuzioni più alte di quasi un terzo sostenute dalla concentrazione di attività direzionali meglio pagate e dal più elevato costo della vita. Infine, nel 2024 sembra cominciato un processo di recupero del reddito disponibile che in tutte le ripartizioni territoriali è risultato superiore all’inflazione”.








