L’AQUILA – “È necessario riaprire subito gli Uffici Postali chiusi e razionalizzati quali Poggio Picenze, Vittorito, Castel del Monte, Abazia di Sulmona, Collarmele, Rivisondoli, Torrone di Sulmona, Tione degli Abruzzi e il  doppio turno di Carsoli, Tagliacozzo e altri ricadenti nella provincia dell’Aquila, potenziare  il fabbisogno di personale che tenga conto della complessa operatività degli uffici stessi,  aggravata dalla digitalizzazione dei servizi, i quali, a causa delle difficoltà riscontrate nella  gestione delle applicazioni on line e problemi legati alla rete, portano molte persone a  rivolgersi agli Uffici Postali”.

Lo scrive, in una nota, il segretario Confsal della provincia dell’Aquila Roberto Montagnani che spiega: “È noto come la vita quotidiana in Poste Italiane sia caratterizzata da un clima di grande tensione e disagi che hanno portato le condizioni di lavoro ad un forte peggioramento. La politica organizzativa ed occupazionale sempre più orientata alla riduzione dei costi, sta creando gravi problemi di carichi e ritmi di lavoro”.

“Da molteplici segnalazioni arrivate a questo Sindacato, come ad esempio quelle dei cittadini e del sindaco del Comune di  Poggio Picenze, il quale, ha inviato numerose richieste ai responsabili nazionali di Poste  Italiane di normalizzare l’orario al pubblico del relativo ufficio postale, si evidenziano le difficoltà in cui vivono alcune realtà del nostro territorio provinciale”.

“Come prevedibile si è arrivati ad una situazione insostenibile che non solo ha comportato disagi per gli utenti, ma anche e soprattutto, un aggravio di stress per le lavoratrici ed i lavoratori che con forte senso di appartenenza all’Azienda hanno garantito in maniera continuativa il servizio alla clientela, anche quando a inizio pandemia la paura e la preoccupazione per i propri cari era tanta. Sempre più difficile la condizione lavorativa negli Uffici della provincia di l’Aquila aperti al pubblico, per la quale, la giustificazione  ufficiale fornita, ossia l’emergenza pandemica che il Paese sta attraversando, ha in realtà costituito solo il paravento per nascondere quella forte carenza di personale più volte dall’Azienda negata”.

“Quanto attuato e programmato dall’Azienda in tema di riduzione dei costi – viene osservato -, porta in ogni caso ad una obiettiva diminuzione del tempo di apertura offerta al pubblico in condizione di normalità e a  una grave concentrazione di persone che aumenta la pressione sul personale in servizio, accrescendo la tensione lavorativa e rendendo praticamente impossibile il rispetto delle corrette tempistiche operative  con riferimento  alla conformità e adeguatezza delle operazioni spesso motivo di provvedimenti disciplinari: si peggiora in toto la prestazione offerta. Questa azione trascura, inoltre, quanto richiesto dal governo in materia di distanziamento sociale anti covid 19. In sintesi, quanto in  previsione va a creare giustificato scontento sia nei lavoratori, stremati dallo stress a cui sono sottoposti per carichi di lavoro, sia tra i cittadini che da parte delle autorità, che non hanno mancato di esporci il loro forte disappunto. Quanto sopra appare particolarmente pesante in alcune realtà della provincia la cui criticità non è più sostenibile”.

La Confsal Comunicazioni “protesta vibratamente per questa incomprensibile proroga delle chiusure, e chiede l’immediata normalizzazione degli Uffici sopra citati e una politica dell’Azienda che tenga conto dei carichi di lavoro e della complessità delle procedure operative.  Se non riceveremo risposte adeguate, saremo costretti a rivolgerci al Prefetto e chiedere un suo intervento diretto”.