L’AQUILA – “Se i condomini non decideranno cosa fare, revocheremo il finanziamento per la ricostruzione dell’edificio che è fermo ormai da troppo tempo”.

È guerra aperta ormai tra il Comune dell’Aquila e gli inquilini del civico 207, l’edificio di via Roma la cui ricostruzione è ferma da anni perché cozza con il recupero dell’area archelogica di Porta Barete. 

“Se non si deciderà subito revocheremo il finanziamento per la ricostruzione del palazzo, assegnandolo ad altri cantieri pronti a partire e faremo la stessa cosa anche per tutti gli altri contieri fermi della città”, aggiunge l’assessore. 

Pugno di ferro dell’assessore Pietro Di Stefano, dopo la lettera infuocata dei condomini che l’altro ieri hanno denunciato la mancanza di proposte da parte del Comune, accusando l’amministrazione di “voler costruire al posto del palazzo un parcheggio o un albergo” e di non voler salvare la porta. 

Di Stefano annuncia la stretta anche su tutti quei cantieri del capoluogo bloccati da anni che “hanno soldi fermi sui conti correnti, ma che non partono. Stiamo lavorando a un report per capire quanti ne sono per capire come intervenire”. 

Il cantiere del condominio 207 che ha avuto una prima tranche di finanziamento del 46 per cento (circa 2,6 milioni di euro) in realtà è partito, ma è stato poi bloccato dall’apposizione del vincolo da parte dell’ex direttore dei Beni culturali Fabrizio Magani, sospeso dalla sentenza del Tar dopo il ricorso dei condomini fino all’apposizione di un nuovo vincolo lo scorso agosto da parte della soprintendente unica Archeologia belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del “cratere”, Alessandra Vittorini. 

“Pur dandogli atto che i lavori erano effettivamente iniziati – specifica l’assessore – a oggi la situazione è cambiata e in quella zona, sottoposta a tutela non si può più costruire. Dovranno trovare una soluzione tra quelle che abbiamo proposto. Non si possono tenere i soldi fermi per così tanto tempo”. 

Il Comune nei mesi scorsi aveva annunciato una possibile soluzione aprendo ai condomini l’ipotesi dello spostamento di pochi metri dell’edificio, offrendosi di pagare un nuovo progetto, oltre alla proposta di indennizzi e abitazioni equivalenti per i condomini intenzionati a lasciare i propri appartamenti. 

“Non abbiamo avuto risposte alle nostre proposte che hanno tanto di delibera comunale, anzi leggo dichiarazioni di fantasia secondo cui vorremmo realizzare un parcheggio”. 

“Ora la palla passa ai condomini che dovranno fare qualche passo in avanti – aggiunge – Non si può continuare a fare la guerra di carte bollate contro una città intera e un Paese cha attraverso il Fai chiede la salvaguardia di quel sito. Abbiamo un piano pronto, devono solo accettarlo”. 

Nel progetto presentato dal Comune nei mesi scorsi c’è il ridisegno di tutta l’area di Porta Barete, inserita nel contesto del recupero di tutta la cinta muraria. 

La zona di Porta Barete inoltre, come mostrato nel progetto presentato dal Co,mune nei mesi scorsi sarà la prosecuzione di quella di Piazza D’Armi e via XXV Aprile. 

“Ogni volta che facciamo uscire un elenco e accreditiamo i soldi abbiamo bisogno della cassa, cioè della liquidità dal governo – conclude – Non possiamo chiedere soldi per parcheggiarli nei conti correnti. Ora basta”.