BARI – Sulla Banca popolare di Bari sarebbe presto “scoppiata una bomba”.

A dirlo in una intercettazione telefonica del 6 aprile 2017 è Elia Circelli, ex responsabile della divisione bilancio e amministrazione della banca, posto agli arresti domiciliari il 31 gennaio scorso con Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio rispettivamente ex presidente ed ex co-direttore dell’istituto di credito, commissariato il 13 dicembre da Banca d’Italia.

L’intercettazione è contenuta negli atti depositati dalla Procura di Bari al Tribunale del Riesame, al quale domani i difensori degli indagati chiederanno la revoca degli arresti domiciliari.

Nella telefonata Circelli parla con un altro indagato, Giuseppe Marella, responsabile dell’Internal audit della banca, al quale riferisce di un incontro “farsa” con i due Jacobini e l’ex ad Giorgio Papa sulla “ideazione” di una “operazione alternativa alla trasformazione della banca in Spa”.

Ad un certo punto della conversazione, Circelli accenna a “contrasti – sintetizzano i magistrati – con i vertici del management della banca (Marco, Gianluca e Luigi Jacobini, nonché lo stesso amministratore delegato Giorgio Papa) per la questione dei crediti deteriorati e per altre problematiche emerse durante l’incontro, al punto che fra un po’ sarebbe ‘scoppiata una bomba’”.

Secondo la Procura “la conversazione riveste particolare importanza in quanto emergono delle evidenti divergenze in seno alla governance dell’istituto bancario che porrebbe in essere condotte e azioni non in linea con gli standard imposti dagli organismi di vigilanza, Banca d’Italia in primis”.