L’AQUILA – “Il progetto per la ristrutturazione del ponte Belvedere è pronto da tempo ma resta chiuso nel cassetto, almeno fin quando il Comune dell’Aquila non deciderà finalmente di ratificare l’accordo, o meglio, il vero e proprio contratto di ricerca per il monitoraggio della integrità strutturale dei ponti Belvedere e di Sant’Apollonia”.

A spiegare ad AbruzzoWeb l’impasse che dura ormai da molti mesi è Dante Galeota, docente direttore del dipartimento di Ingegneria civile, edile-architettura e ambientale dell’Università degli Studi di L’Aquila.

Ponte Belvedere serve a collegare tra loro via XX settembre e viale Duca degli Abruzzi, due grandi arterie dell’area più vicina al centro storico, trafficatissime prima del terremoto del 6 aprile 2009. È chiuso al traffico dal 6 aprile 2009, salvo una brevissima riapertura, di un giorno soltanto, in occasione della fiera dell’Epifania 2012.

Galeota premette di non voler fare polemica ma con amarezza denuncia come “da troppo tempo, e passando per diversi interlocutori, la firma del contratto che riconoscerebbe all’Università almeno un rimborso delle spese fin qui sostenute per tutte le prove tecniche, strutturali e di carico effettuate in particolare sul Ponte Belvedere, venga costantemente rimandata a data da destinarsi”.

“Solo negli ultimi 2 mesi – prosegue Galeota – ho avuto diversi contatti con l’assessorato alle Opere pubbliche, ma con un nulla di fatto. Il dipartimento ha già anticipato le somme necessarie a eseguire le prove tecniche, l’ultima delle quali la prova di carico proprio sul Ponte Belvedere che ha risposto molto bene in termini di tenuta”.

Una situazione che nasce anche, ma non solo, nello stato di impasse in cui versa il settore Opere pubbliche del Comune, dopo l’addio dell’assessore degli ultimi 6 anni Alfredo Moroni. L’attività ordinaria viene portata avanti dai dirigenti e dipendenti, ma manca una linea politica che causa blocchi sulle questioni nodali tipo questa.

Oltretutto su Belvedere c’è stata spesso effervescenza nell’amministrazione, con l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano che aveva proposto un abbattimento e ricostruzione completa, ipotesi smentita dal collega Moroni per mancanza di quattrini.

“Il Comune – racconta ancora Galeota – ci aveva richiesto anche un’indagine geotecnica sulla collina su cui insistono i piloni del Ponte. La stessa collina che è stata oggetto di lavori di consolidamento e messa in sicurezza. Si tratta di indagini molto costose e il dipartimento, di questi tempi, non dispone di grosse cifre. Per cui abbiamo utilizzato dati di precedenti rilevazioni, ugualmente validi, per abbattere i costi”.

Galeota ammette di essere “stanco di correre dietro a questo o quell’assessore per ottenere il riconoscimento del lavoro svolto con impegno e professionalità dai ragazzi e dal personale del dipartimento. Ribadisco che il progetto, pronto – conclude – resterà chiuso nel cassetto fino alla firma del contratto. Non abbiamo intenzione, pur non volendo fare alcuna polemica, di lavorare gratis”.