POGGIO PICENZE – “Chiedo al sindaco se la costruzione di un marciapiede su viale della Repubblica sia prioritario, rispetto a tante altre necessità di cui il paese, martoriato dal terremoto del 2009, ha bisogno in questo momento”. 

Giampiero Manilla, capogruppo della minoranza del consiglio comunale di Poggio Picenze (L’Aquila), critica in una lettera indirizzata al primo cittadino Nicola Menna, gli interventi di manutenzione stradale in atto di questi ultimi giorni in paese. 

“Questa minoranza, in data 12 agosto 2013, aveva presentato lettere con le quali si chiedevano lavori di sistemazione di alcune strade, prima fra tutte la via dietro al cimitero, poi la via per Fossa ed in ultimo via I maggio – si legge nella lettera – C’è da aggiungere che, a queste nostre richieste, si sono spontaneamente uniti alcuni concittadini che hanno voluto portare alla vostra attenzione lo stato di abbandono in cui versano tali viabilità”. 

“Una cosa deve essere chiara, non sono e non siamo contro quest’opera, né contro altre dello stesso tenore, perché danno un valore aggiunto al paese – conclude Manilla – Ma siamo per la trasparenza nella scelta delle priorità, ribadisco trasparenza, e sono convinto che chi più da vicino beneficerà di questo abbellimento condividerebbe la nostra contestazione. Ora si chiede: se non c’erano fondi per quelle strade, questi utilizzati per il marciapiede, da dove sono piovuti?”.

LA LETTERA INTEGRALE

Il sottoscritto capogruppo di minoranza di questo Comune, chiede gentilmente delucidazioni in merito a lavori che si stanno eseguendo in Viale della Repubblica. Si chiede se la realizzazione di un marciapiede, di fronte ad una realtà qual’è quella di un paese martoriato dal ben noto evento, sia prioritario rispetto a tante altre necessità di cui il paese ha bisogno in questo momento.

Inutile dire, che non un sindaco dell’intero cratere ha pensato di dare priorità alla realizzazione di opere di arredo urbano nel contesto in cui ci si trova . Questa minoranza in data 12 agosto 2013 aveva presentato lettere (protocollo n. 1501e1502) con le quali si chiedevano lavori di sistemazione di alcune strade (prima fra tutte la via dietro al cimitero, poi la via per Fossa ed in ultimo via I maggio).

C’è da aggiungere che a queste nostre richieste si sono spontaneamente uniti alcuni concittadini che hanno voluto portare alla vostra attenzione lo stato di abbandono in cui versano tali viabilità. Ebbene relativamente a via per Fossa a noi ci è stato risposto: “l’amministrazione già da tempo ha programmato un intervento in tal senso con i dipendenti comunali e la collaborazione degli amministratori…”.

Per le altre la risposta è stata: “una sistemazione definitiva non è al momento realizzabile per mancanza di fondi…”. Sono sicuro che la stessa risposta sia stata data ai cittadini su menzionati.

Una cosa deve essere chiara, non sono e non siamo contro quest’ opera, né contro altre dello stesso tenore, perché danno un valore aggiunto al paese, siamo per la trasparenza nella scelta delle priorità, ribadisco trasparenza e sono convinto che chi più da vicino beneficerà di questo abbellimento condividerebbe la nostra contestazione. Ora si chiede: se non c’erano fondi per quelle strade, questi utilizzati per il marciapiede, da dove sono piovuti? E si aggiunge: quante persone attraversano le strade da noi segnalate e quante invece fanno uso del marciapiede?

Nel realizzare questo marciapiede voi che amministrate avete fatto in modo che uno storico parapetto del famoso ponte “della casa cantoniera” venisse cancellato, definendolo relitto. La storia forse non è la materia preferita dall’attuale amministrazione tant’è che anche del più famoso ponte di “matalena” maddalena ormai non c’è più traccia. Che peccato!

Un monumento in pietra interamente a faccia vista, cancellato dal capriccio di questa stessa amministrazione ma direi Giunta comunale, a proposito di ricostruzione, più di una volta ha espresso e sostenuto che nulla in paese deve o dovrà essere modificato di quello che era il E allora dove sta la risposta a questa contraddizione? Quelli non erano capolavori in pietra erano relitti, cose che danno solo fastidio.

Dovrebbe farci visita il noto Sgarbi, ci sarebbe proprio da ridere. Comunque questo e tanto altro denotano confusione e leggerezza nelle decisioni. A proposito del parapetto in pietra definito relitto, a nostro giudizio, adeguatamente ripulito e magari leggermente traslato dalla posizione cui si trovava poteva fungere da panchina, sicuramente non avrebbe dato fastidio alle migliaia di pedoni che vi si imbattevano, ma poteva benissimo assurgere a comodo sedile oltreché memoria storica.

Per chiudere aggiungo una personalissima sensazione. Venendo a Poggio da Barisciano non appena si supera la curva della ex casa cantoniera si ha la sensazione che la carreggiata si sia ridotta a vantaggio del marciapiede, spero solo che sia una sensazione.