VASTO – “Esiste un grosso squilibrio tra quanto è stato impegnato dalla Asl provinciale di Chieti per San Salvo e quanto per altre località, a cominciare da Vasto, come conferma l’inaugurazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità di oggi, da 3,5 milioni di euro. Mi chiedo: c’è forse un disegno dietro a tutto questo? Si nasconde qualcosa dietro questo depotenziamento dell’ospedale e dietro il silenzio ch’e calato dopo le elezioni regionali intorno alla realizzazione della nuova sede?”.
La riflessione è dell’avvocato Giuseppe Tagliente, ex sindaco di Vasto, ed ex consigliere regionale del Pdl, che torna a criticare con forza le scelte del dg della Asl provinciale di Chieti, Thomas Schael, nel giorno in cui sarà inaugurata la Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità a San Salvo, finanziate dal Pnrr, nella città dell’assessore regionale Tiziana Magnacca, ex sindaco.
Vasto invece è guidata dal centrosinistra dal 2006, con il sindaco Francesco Menna.
Tagliente denincia la situazione sempre più critica della sanità di Vasto: “i reparti sono ridotti al lumicino; i medici scappano o non vogliono venire; il personale sanitario, tecnico e manutentivo è a ranghi ridotti; la mensa non funziona; l’obitorio somiglia a quello dell’ospedale di Mogadiscio; le apparecchiature sono obsolete ed anche quelle più moderne funzionano male”, scrive l’ex consigliere regionale.
LA NOTA DI TAGLIENTE
L’inaugurazione a San Salvo della Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità, non può che farmi piacere, esattamente come mi ha rallegrato la recente inaugurazione nella stessa Citta consorella del cosiddetto COT, acronimo di Centrale Operativa Territoriale, la struttura delegata a prendersi carico delle persone nella fase post-ospedaliera.
Alcune considerazioni però non posso esimermi dal fare a margine di questi avvenimenti, se non altro per stimolare risposte che non trovo, almeno sul piano della logica.
La prima e più importante delle questioni che vorrei porre riguarda il criterio a cui si attiene la Asl nell’impiego delle risorse finanziarie, derivanti in questo caso dal PNRR (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza).
La questione non è di poco conto perché mi sembra di poter dire con assoluta tranquillità che esiste un grosso squilibrio tra quanto è stato impegnato per San Salvo ( 3.500.000 euro per le sole strutture inaugurate) e quanto per altre località, a cominciare da Vasto.
C’è una logica in tutto questo? Se c’è vorrei saperlo, così come gradirei sapere perché alla velocità con cui si procede a realizzare strutture e servizi a San Salvo non corrisponde uguale solerzia da parte della direzione generale della Asl, per quelle individuate per Vasto, a cominciare dall’ospedale di comunità che dovrebbe essere realizzato (ma quando?) presso l’ex Inam di via Michetti.
Non credo di fare dello stupido campanilismo nel porre queste domande ma di porre sul tappeto problematiche che non vengono sollevate dai politici a tutti i livelli di rappresentanza, sia locale che regionale e/o nazionale e nel fare appello ad un criterio di programmazione seria ed equilibrata delle risorse.
E che logica c’è , mi vien da aggiungere, in tutto questo se a questa cascata di denaro pubblico speso a macchie non uniformi di leopardo corrisponde il degrado continuo, inarrestabile del presidio sanitario principale?
Ma che direttore generale è mai questo che ci ritroviamo (soltanto Dio sa perché !) se rincorre ed asseconda la facile politica clientelare e di favori e non vede che il San Pio, in barba al nome, non registra un benché minimo miracolo ed il riguardo che gli è dovuto come ospedale di primo livello?
I reparti sono ridotti al lumicino; i medici scappano o non vogliono venire; il personale sanitario, tecnico e manutentivo è a ranghi ridotti; la mensa non funziona; l’obitorio somiglia a quello dell’ospedale di Mogadiscio; le apparecchiature sono obsolete ed anche quelle più moderne funzionano male, come, ad esempio, la RMN che per quanto nuova non è in grado di fare esami con mezzo contrasto, e il Direttore generale pensa a rincorrerre…farfalle.
Mi chiedo: c’è forse un disegno dietro a tutto questo? Si nasconde qualcosa dietro questo depotenziamento dell’ospedale e dietro il silenzio ch’e calato dopo le elezioni regionali intorno alla realizzazione della nuova sede?
Lo ignoro, seppur sono portato a pensare qualcosa, ma la politica, i partiti, (tutti beninteso, di destra come di sinistra) i deputati, i senatori, i consiglieri regionali, i sindaci che fanno?





