L’AQUILA – Dalla sanità alle scuole, dalla piano complementare per la ricostruzione al potenziamento della tratta ferroviaria Roma-Pescara: l’Abruzzo, come il resto d’Italia, alla prova del Pnrr.

Intanto è ufficiale: la commissione europea ha bocciato il restauro dello stadio di Firenze e la costruzione di uno stadio e di un palazzetto dello sport a Venezia, entrambi previsti dai Piani urbanistici integrati dei due capoluoghi. Lo ha annunciato il ministro degli Affari europei, il Pnrr, Sud e la Coesione Territoriale Raffaele Fitto durante la sua informativa al Parlamento sul Pnrr, specificando che non potranno essere realizzati con i fondi del Pnrr, ma potranno avere altre soluzioni fuori dal percorso del Piano.

Il ministro Fitto, sarà all’Aquila domani, venerdì 28 aprile, in occasione del convegno “Le aree del sisma alla prova del Pnrr” che si terrà alle 10 all’Auditorium del Parco. All’incontro pubblico, dedicato alle opportunità di sviluppo e crescita legate Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il Fondo complementare per i territori colpiti dai terremoti del 2009 e del Centro Italia, parteciperanno il sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto, il sindaco, Pierluigi Biondi, il senatore Guido Liris, il presidente della Regione, Marco Marsilio, il commissario sisma 2016 Guido Castelli, rappresentanti di Invitalia, Abi e Unioncamere.

La Commissione europea sta ultimando la fase di valutazione sul rispetto degli obiettivi Pnrr raggiunti dall’Italia al 31 dicembre 2022.

“Nelle prossime ore ci aspettiamo un superamento delle criticità” legate ai progetti da ultimare entro il 31 dicembre 2022 “e ci auguriamo uno sblocco della terza rata” dei finanziamenti del Pnrr, pari a 19 miliardi, ha detto Fitto.

Sono infatti state risolte positivamente le altre due criticità sui 55 obiettivi per la terza tranche. Quella sulle concessioni portuali è stata risolta con un decreto del ministro Matteo Salvini che ha superato le osservazioni della Commissione e dettato nuove linee guida rafforzando il quadro regolatorio e coinvolgendo l’Autorità dei Trasporti. L’altra criticità relativa al bando sulla promozione del teleriscaldamento efficiente è stata superata con la prossima pubblicazione di un nuovo bando concordato sempre con la Commissione.

Forti dell’esperienza fatta con la terza tranche, il Governo si sta preparando ad evitare e prevenire altri disallineamenti con la Commissione in vista dei 27 obiettivi da centrare entro il 30 giugno di quest’anno per ottenere i 16 miliardi della quarta rata. Fra questi obiettivi ce ne sono alcuni da rimodulare.

In particolare sono oggetto di un confronto con la Commissione i target relativi agli asili nido e alle scuole d’infanzia, la sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto stradale e il progetto Cinecittà.

L’obiettivo più sensibile sono gli asili nido sui quali si è scaldato il dibattito parlamentare. Mentre Fitto garantisce: “Il governo sta cercando di salvare gli asili, salvaguardarli nell’obiettivo finale perché ad oggi sono stati accumulati grossi ritardi, ci sono comuni che riescono a raggiungere il target del 30 giugno e altri non ce la fanno. Noi stiamo trattando con la Commissione Ue per salvare l’obiettivo che ‘cuba’ 4,6 miliardi di finanziamenti”.

La mappa dei progetti Pnrr Regione per Regione

VALLE D’AOSTA, P.A DIGITALE: Elettrificazione della linea ferroviaria, digitalizzazione, potenziamento della rete energetica e riqualificazione dei borghi. Questi i principali progetti per i 397 milioni disponibili. Il progetto bandiera è un investimento di 6 milioni per la digitalizzazione della p.a.

PIEMONTE, DALLE RETI IDRICHE AL DISSESTO: Alla Regione il Pnrr porterà 6 miliardi di euro, di cui 4 già in cassa per progetti che spaziano dall’idrogeno verde alle scuole e al contrasto al dissesto idrogeologico. Per Torino la fetta è vicina ai 900 milioni di euro per attivare 300 cantieri. Alessandria prevede interventi per rendere più efficienti le reti idriche e opere compensative per il Terzo Valico.

LIGURIA, INFRASTRUTTURE MA ANCHE IA: I finanziamenti sono pari a oltre 7,2 miliardi di cui 4,9 per le infrastrutture. Spicca la diga foranea del porto di Genova che riceverà 500 milioni per la fase A con i lavori in partenza a maggio. Gli investimenti per la salute sono 189 milioni e riguardano soprattutto le case di comunità e i nuovi ospedali, mentre 100 milioni sono per progetti su robotica e intelligenza artificiale.

LOMBARDIA, RIVOLUZIONE VERDE: Sul territorio lombardo ricadranno oltre 11,5 miliardi tra Pnrr e Fondo complementare, il 12,6% dei fondi destinati all’Italia. Circa 4,5 miliardi andranno alla rivoluzione verde, 3 alla mobilità sostenibile. Con 1,5 miliardi saranno finanziati progetti su istruzione e ricerca, con altri 1,6 miliardi quelli su inclusione e coesione.

TRENTINO ALTO ADIGE, FOCUS SUL BYPASS DI TRENTO: In provincia di Bolzano i fondi per i progetti ammontano complessivamente a quasi 900 milioni. In Trentino arriveranno 1,59 miliardi. Le Missioni più finanziate sono istruzione e ricerca, con 153 milioni, digitalizzazione, innovazione, cultura e turismo, con 150 milioni, e rivoluzione verde, con 188. Per il bypass ferroviario di Trento sono previsti 930 milioni.

VENETO, DALLA MENSA DEI POVERI ALL’ARSENALE: L’alta velocità da Verona a Padova, il grande canale irriguo nel cuore della pianura, l’Arsenale di Venezia ma anche la mensa per i poveri di Padova sono alcuni dei principali progetti nella Regione. I fondi sono pari a 6,9 miliardi di euro, 5,6 miliardi al netto dei progetti nazionali (Tav, scuole).

FRIULI PUNTA SULL’HYDROGEN VALLEY: Le assegnazioni di fondi ammontano a 1,9 miliardi. Strategico il progetto bandiera sull’idrogeno che prevede una Hydrogen Valley, finanziata con 14 milioni. Trieste conta assegnazioni per 140 milioni euro e tra i progetti figura il più suggestivo e insieme più contestato: una cabinovia che dal Porto Vecchio si arrampica fin sul Carso.

EMILIA ROMAGNA, DAL SUPERCOMPUTER AL TRAM DI BOLOGNA: Sono 7 i miliardi pronti per essere spesi. Nei prossimi giorni si apriranno i cantieri per la linea rossa del tram di Bologna che prevede un finanziamento di 151 milioni, che si sommano agli altri 222 per la seconda linea. Spazio alla ricerca, con 60 milioni per le infrastrutture necessarie al super computer del Cineca ‘Leonardo’, e alla sanità che vale 530 milioni.

MARCHE, FONDI PER LA DIGITALIZZAZIONE: Le risorse ammontano a 1,9 miliardi di euro, per mettere a terra circa 5mila progetti gestiti da Regione, Comuni, università, scuole e aziende ospedaliere. La parte più corposa è per la digitalizzazione (circa il 33%). Il 2026 sembra però troppo ravvicinato per alcuni progetti, come il raddoppio ferroviario “Orte-Falconara Marittima” di cui è attuatore Rfi.

TOSCANA, NON SOLO LO STADIO DI FIRENZE: Circa 450 milioni per il completamento del sistema tramviario di Firenze, oltre 470 milioni per la sanità regionale con 76 case di comunità e 24 ospedali di comunità sul territorio regionale, più di 170 milioni per migliorare il servizio idrico. Il Pnrr in Toscana, all’ultimo check-up effettuato, vede un contributo diretto di 5,6 miliardi su 6,6 miliardi di euro di investimenti attivati, per un un totale di 5.920 interventi.

UMBRIA, PRIORITA’ ALLE INFRASTRUTTURE: L’Umbria ha intercettato finora 2,1 miliardi di euro: 1,8 miliardi per 200 progetti di importo superiore a un milione di euro e 300 milioni per 1.931 progetti minori. Per i progetti di taglio superiore al milione, 795 milioni sono destinati alle infrastrutture, 110 ai mezzi di trasporto, 225 alle scuole, gli asili, lo sport e per gli edifici pubblici.

LAZIO, OBIETTIVO SANITA’: Alla Regione sono destinati oltre 17 miliardi di euro per oltre 40 interventi. I progetti vanno dall’occupabilità, alle politiche attive del lavoro, fino alla valorizzazione dei luoghi storici. Predominante la sanità: si punta alla modernizzazione degli ospedali, oltre al potenziamento delle strutture di prossimità e alla stabilizzazione degli operatori sanitari.

ABRUZZO, TRA RICOSTRUZIONE E ROMA-PESCARA: Circa 216,5 milioni di fondi sono assegnati per progetti in ambito sanitario, 80 per le scuole, 620 per il potenziamento della tratta ferroviaria Roma-Pescara. Parte consistente delle risorse arriva dal Piano complementare che, per le aree colpite dai terremoti, ammonta complessivamente a 1,78 miliardi.

MOLISE, SI PARTE DALLE SCUOLE: La Regione punta su edilizia scolastica, sanità, ambiente, impiantistica sportiva, sociale. Approvato e pubblicato l’avviso finalizzato alla selezione e al successivo finanziamento di proposte progettuali per la produzione di idrogeno rinnovabile. I fondi a disposizione ammontano a 16 milioni di euro.

CAMPANIA, DA SCAMPIA AI PANNOLINI: Si va dalla riqualificazione di interi quartieri, come Scampia e Taverna del Ferro alla rigenerazione di luoghi simbolo come l’Albergo dei Poveri, dalle linee 1 e 6 della metropolitana di Napoli fino ad un impianto per il recupero dei pannolini. Ma la scadenza al 2026 per la spesa degli 11 miliardi totali per molti Comuni è già un incubo. I progetti più a rischio riguardano l’edilizia scolastica e la rigenerazione urbana.

BASILICATA, PIU’ COLLEGAMENTI PER MATERA: Tra Pnrr e Piano complementare affluiranno in totale 1,58 miliardi di euro. Le priorità sono le opere ferroviarie e stradali, che assorbono 700 milioni di euro: dall’ammodernamento della tratta “Battipaglia-Potenza-Metaponto-Taranto” alla realizzazione della nuova linea “Ferrandina-Matera La Martella” (costo 365 milioni, 50 sul Pnrr).

CALABRIA, FONDI ALLA SANITA’: I finanzamenti sono pari a 4,3 miliardi. Priorità alla salute con il potenziamento delle case e degli ospedali di comunità. In materia di trasporti e mobilità, si prevede l’ammodernamento della linea Cosenza-Catanzaro con un appalto da 188,8 milioni di euro. Stenta invece ad affermarsi l’utilizzo dei 90 milioni per l’edilizia scolastica.

SARDEGNA, RETI IDRICHE ED ENERGETICHE: Il Pnrr servirà per riammodernare infrastrutture di trasporto e servizi ai cittadini e per colmare il gap col resto della Penisola. Le risorse ammontano a 1 miliardo e 320 milioni di euro ma sia la Regione che i Comuni non stanno ancora monitorando lo stato di avanzamento dei singoli lavori ed è pertanto difficile, al momento, capire se ci saranno progetti a rischio.

SICILIA, SFIDA SULLE FERROVIE: È sul fronte ferroviario la sfida più impegnativa. Sono cinque lotti lungo la tratta Palermo-Catania, per un totale di 1 miliardo e 440 mila euro, che rappresenta una quota parte di un investimento complessivo pari a 8 miliardi di euro (6 miliardi e mezzo coperti da altre fonti di finanziamento).