PIZZOLI – “Dove sono finiti i soldi dell’autonoma sistemazione destinati ai cittadini del Comune di Pizzoli?”. A chiederselo è il consigliere comunale di minoranza al Comune di Pizzoli (L’Aquila) Francesco Luciani.
“Ho l’impressione (giustificata da un’attesa lunghissima e snervante) che i contributi per l’autonoma sistemazione, riservati ai cittadini del Comune di Pizzoli per la loro sopravvivenza, abbiano preso strade diverse da quelle prestabilite. Non riuscendo in alcun modo a trovare spiegazioni plausibili, né tantomeno a comprendere i poco trasparenti criteri adottati dall’amministrazione comunale, dal punto di vista dell’erogazione di tali contributi, mi auguro che la mia sia un’impressione del tutto errata”.
“Prendere, appropriarsi o utilizzare i suddetti contributi per qualsiasi altro motivo è furto. I soldi sono dei cittadini e non possono prendere in alcun modo altre strade. I nostri cittadini hanno percepito contributi fino al mese di ottobre del 2009. Questa è, senza ombra di dubbio, una vergogna”.
“Mi auguro che il sindaco e la sua giunta si risveglino il prima possibile dal torpore nel quale sono piombati – illudendosi che tutto va bene – per risolvere questo disastro, invece di stare a guardare senza fare nulla. Altrimenti, dal mio punto di vista, dovrebbero dimettersi prima che sia troppo tardi”.
“Vi ricordo che dal giorno del sisma niente è più come prima. Per coloro che lavorano nella pubblica amministrazione o in enti parastatali le cose sono rimaste quasi invariate. C’è invece una parte della popolazione che fa molta fatica ad arrivare quasi a fine mese. Il rimanente fa la fame!!! Sono finiti i tempi delle parole utilizzate per ‘addomesticare’ i cittadini”.
“Sulla rivista comunale ‘Contatto Diretto’, vi mettete in evidenza, pavoneggiandovi per far vedere quanto siete bravi, raccontando un mucchio di storielle ‘O che bel castello…’ Sarà anche bello il castello ma i cittadini muoiono di fame. Si pensa a fare cassa a tutti i costi con nuove tasse, ma non si fa nulla, né si prendono provvedimenti per agevolare o andare incontro alle famiglie povere che aumentano quotidianamente”.
“Una tragedia che tutti vedono ma che nessuno ha il coraggio di denunciare e affrontare con fermezza. Perché non viene creato un gruppo di volontari che si interessano delle condizioni delle famiglie? Perché le associazioni locali (alpini, proloco, centri anziani e associazioni varie) non vengono coinvolte in un progetto di solidarietà per andare incontro alle famiglie povere in attesa che i tempi migliorino? I poveri o gli sfortunati sono la nostra vergogna e il nostro fallimento. Caro Sindaco più il tempo passa più le famiglie povere aumentano e non c’è più tempo da perdere”.



