L’AQUILA – “È ormai diventato impossibile recuperare qualsiasi informazione relativa al rapporto cliente-banca agli sportelli di Banca Etruria, al punto che anche la semplice stampa del proprio profilo di rischio, la ormai nota Mfid, ti viene negata”. 

Per questo lunedì mattina, l’ingegnere aquilano Amedeo Gregori del Comitato Difesa Risparmiaotri Banca Etruria di Pizzoli (L’Aquila) “esasperato dall’attesa di documenti richiesti più e più volte e sempre negati” ha richiesto l’intervento dei Carabinieri, giunti nella sede di Pizzoli dopo pochi minuti, per tentare di ottenere la documentazione relativa al proprio profilo.

Dopo il decreto salva banche attuato dal Governo per Banca Etruria, Banca Marche Cariferrara e Carichieti, Gregori ha visto andare in fumo le proprie obbligazioni subordinate proprio come gli altri 1500 componenti del Comitato.

Il comitato, primo  a costituirsi in Italia per difendere i diritti dei risparmiatori, ha raccolto e continua a raccogliere adesioni da ogni parte d’Italia ed è spesso in prima linea nelle manifestazioni di protesta in lungo e in largo per il Paese.

Gli obbligazionisti e azionisti “vittime” del Decreto Salva Banche sono 1500 solo nel piccolo comune aquilano che ospita la sede storica dell’istituto di credito che ha anche un’altra filiale nel capoluogo. 

In Abruzzo invece i risparmiatori “beffati” clienti delle 4 bad bank sono oltre 1500. 

“Ormai la banca stessa è diventata diffidente nei confronti dei clienti a cui ormai serve l’aiuto dei Carabinieri per tentare la difesa dei propri diritti – aggiunge – Si tratta di documenti che presso qualsiasi altra banca nessuno avrebbe difficoltà a chiedere e vedersi consegnati in pochi istanti. Eppure, presso Banca Etruria, queste richieste imbarazzano tutto il personale e, benché i dipendenti abbiano tutto a portata di mano e di click, questi utlimi hanno sempre tante scuse assurde da raccontare per non procedere alla consegna di qualunque documento alla clientela”. 

“Certo! Clientela. Perché pur avendo perso tanti dei propri risparmi presso la Banca, molte persone hanno ancora rapporti in essere con la Banca stessa – sottolinea Gregori- Rapporti che solo a chiacchiere la Banca dice di voler conservare e anzi promuovere. Chissà poi in che modo pensano di farlo. I comunicati pubblicitari della Nuova Banca Etruria invitano infatti a mantenere il resto dei propri risparmi presso l’Istituto, ma sulla base di quale fiducia, se neanche più le proprie informazioni personali possono più essere recuperate dalla banca quando il cliente le chiede?”.

Gregori spiega che l’insofferenza dei clienti “non è rivolta ai dipendenti, ma alla nuova banca. Nuova solo nel nome e ancora tale e quale alla vecchia nella precisa intenzione di tenere segrete certe informazioni ai clienti, che invece ne hanno  tutti i diritti”.

“Dà comunque molto fastidio sentire i dipendenti della filiale di Pizzoli di cui putroppo ci siamo sempre ingenuamente fidati dichiarare espressamente ai Carabinieri di aver ricevuto precise disposizioni dalla banca a non fornire più, dal 22 novembre in poi, alcun documento ai clienti senza prima informarne l’ufficio legale della banca stessa, che deciderà solo dopo 3 mesi cosa concedere e cosa no – conclude – E questo sarebbe un rapporto di fiducia? Eppure hanno ancora la sfacciataggine di chiederci di continuare a tenere i nostri risparmi in questa nuova, ma ancora vecchia volpe, Banca Etruria”.