L’AQUILA – Rendere più competitive non meno di 1300 imprese agricole, finanziare 450 progetti di imprese agro-industriali, sostenere l’agricoltura biologica praticata su 20 mila ettari, consentire ad almeno 700 giovani di avviare un attività, coinvolgere il 37 per cento della popolazione che vive in buona parte in aree dove implacabile è lo spopolamento e l’abbandono dei campi e dei pascoli, in strategie di sviluppo locale.

Sono gli ambiziosi obiettivi del Piano di sviluppo rurale 2014-2020,ì della Regione Abruzzo, approvato dalla Commissione europea a fine ottobre, e che farà arrivare nei prossimi anni in Abruzzo 433 milioni di euro. I bandi partiranno già nei primi mesi del 2016.

La vera sfida sarà riuscire una buona volta a spendere tutto fino all’ultimo centesimo. A differenza di quello che è avvenuto per il Psr 2007-2013, della cui dotazione finanziaria, 382 milioni, torneranno a Bruxelles 6 milioni di euro. Più 20 -25 milioni andati ‘in trascinamento’, che si potranno spendere in questo Psr, visto che non ci si è riusciti con quello vecchio, con la conseguenza però la Comunità europea ha riconosciuto meno fondi nel nuovo Piano.

Soldi non spesi per i ritardi della cantierizzazione della banda larga, l’internet veloce, per le difficoltà dei Comuni a partecipare ai bandi e fare progettazione. E soprattutto perché ci sono state molte aziende che non sono riuscite a farsi prestare i soldi dalle banche e mettere la loro quota di partecipazione, al fine di ottenere il finanziamento solo in parte a fondo perduto del Psr.

Abruzzoweb ha già riferito poi delle problematiche emerse su questa o quella misura e relativa dotazione finanziaria: troppo poco ad esempio per il ristoro dei danni da calamità naturale, troppo per consulenze.

 L’assessore regionale Dino Pepe ha però ricordato che le dotazioni finanziarie possono essere nel corso degli anni rimodulata in base al tiraggio e anche alle indicazioni dei diretti interessati.

Nello scorrere il corposo documento ci si rende conto dell’importanza di un Psr: senza la iniezione di denaro, l’agricoltura e la zootecnia abruzzese semplicemente sarebbe destinata al collasso, soprattutto nelle aree montane, lontane dai circuiti del consumo, ma anche nelle aree più avvantaggiate, dove però le aziende difficilmente riuscirebbero a tenere botta alla crisi economica, all’aumento dei costi di gestione e alla competizione globale delle multinazionali dell’agroalimentare che inondano i mercati di prodotti e materie prime a prezzi stracciati.

A seguire dunque voce per voce, cifra per cifra il Psr 2014-2020.

CONOSCENZA E INFORMAZIONE

A questa misura sono destinati 4.6 milioni di euro: potranno partecipare ai bandi i prestatori di servizi di formazione o di altri tipi di trasferimento di conoscenze, che spaziano dalle materie fiscali e giuridiche, alla normativa europea, alle norme sulla sicurezza, al corretto utilizzo dei macchinari dei fitofarmaci e così via. Il vantaggio per l’agricoltore è che questi corsi saranno gratuiti, o a costi assolutamente accessibili.

CONSULENZA E ASSISTENZA

A disposizione 5,1 milioni di euro, per pagare l’attività di consulenza di specialisti che aiutano a migliorare la produzione, ad innovarla, e a curarsi della complessa e talvolta asfissiante burocrazia che incombe su un’azienda agricola. Con questa misura insomma le aziende agricole potranno sgravarsi di una significativa parte dei costi di gestione. I fornitori di servizi potranno essere sia pubblici che privati.

FIERE ED EVENTI

Con 7 milioni di euro si finzianzieranno al 70 per cento a fondo perduto, le attività di promozione e in particolare la partecipazione a fiere ed eventi dei prodotti tipici e le filiere di qualità.
Beneficiari sono le associazioni di produttori, consorzi di tutela, organizzazione dei produttori, reti di impresa.

GIOVANI INVESTIMENTI E MOLTO ALTRO

E’ la misura più corposa con 126 milioni a disposizione. In proporzioni ancora da definire, per le singole voci. Con un contributo a fondo perduto al 50 per cento, visto che la restante metà ce la devono mettere i richiedenti, si potranno sostenere gli investimenti delle aziende agricole finalizzati al miglioramento della redditività, per fare investimenti della trasformazione commercializzazione dei prodotti agricoli. Con questa misura si potrà anche sostituire un macchinario, ristrutturare una stalla, migliorare l’efficienza energetica di un magazzino.

Particolarmente atteso il bando dedicato ai giovani agricoltori, per insediare la loro prima attività.

Ma non solo, nella stessa misura si dovrà attingere per la manutenzione delle reti irrigue consortili, e per rimettere in sesto la rete viaria secondaria dei comuni.

E ancora per “strutture e attività funzionali al mantenimento delle attività agricole in aree ad alto valore naturale”, ovvero tutto ciò che è utile  per difendersi nelle aree protette dai danni causati dalla fauna selvatica, ungulati in primis, che provocano danni enormi,  e dunque contributi per recinzioni fisse e mobili, reti elettrificate, dissuasori, acquisto cani pastore.

CALAMITÀ NATURALI

Sono solo 6 milioni, per ora, i milioni a disposizione per riparare i danni causati alle aziende agricole da alluvioni smottamenti. Aspetto questo che ha sollevato qualche perplessità, visto che ogni anno il conto dei danni è ben più salato.
Con questa misura si intendono sostenere anche investimenti in azioni di prevenzione. sistemazione idraulica agrarie e interventi a carattere strutturale. Beneficiari sono i Consorzi di bonifica altri enti pubblici.

BANDA LARGA E VILLAGGI RURALI

A disposizione di questa misura 38,4 milioni di euro.
Beneficiari sono i Comuni, la Regione e Parchi per l’aggiornamento di piani di sviluppo e per implementare i servizi comunali di base, nonché di piani di tutela e di gestione dei siti Natura 2000 e di altre zone ad alto valore naturalistico.

E soprattutto per l’installazione, il miglioramento e l’espansione di infrastrutture a banda larga, l’internet veloce, nonché la fornitura di accesso alla banda larga e ai servizi di pubblica amministrazione online. Inoltre si intendono sostenere investimenti per il “miglioramento o all’espansione di servizi di base a livello locale per la popolazione rurale, comprese le attività culturali e ricreative, e della relativa infrastruttura”.

Infine con questa misura si può finanziare il restauro e la riqualificazione del patrimonio culturale e naturale dei villaggi, del paesaggio rurale e dei siti ad alto valore naturalistico.

FORESTE E IMBOSCHIMENTO

A disposizione 13 milioni per il sostegno alla forestazione e all’imboschimento. Beneficiari sono i privati detentori dei terreni. Si potrà accedere a questi fondi per fare prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici. E per fare investimenti in nuove tecnologie dell’industria del legname.

CONSERVAZIONE DEI PASCOLI

A disposizione quasi 60 milioni di euro: beneficiari sono gli agricoltori e allevatori che potranno godere di aiuti economici, per migliorare pascoli e per conservare la fertilità del suolo, incrementando la sostanza organica, per fare manutenzione di fontanili, muretti a secco, per seminare negli appezzamenti essenze erbacee ed arbustive tipiche della macchia mediterranea, per conservare la biodiversità.

AGRICOLTURA BIOLOGICA

Tra le misure più apprezzate: 30 milioni di aiuti a fondo perduto, calibrati ad ettaro, con cifre ancora da stabilire, per la conversione o il mantenimento al biologico delle produzioni.

AGRICOLTORI DI FRONTIERA

Un’altra delle misure più attese, che può contare su 40 milioni di euro. Si tratta di un sostegno a fondo perduto, per gli agricoltori e allevatori che operano in aree montane e disagiate. Nel Psr precedente erano a disposizione un premio da 200 e 250 euro per ettaro. In media 10 mila euro l’anno a richiedente e le domande sono state 5 mila.

COOPERAZIONE DI FILIERA

Sono 14,4 i milioni per il sostegno a progetti pilota che mettano inseme più soggetti, dai chi produce a chi commercializza, ovvero alle filiere, al fine di introdurre nuovi processi e tecnologie¸ strategie di marketing. Farà punteggio progetti che puntano sulle filiere corte e mercati locali.

GRUPPI DI AZIONE LOCALE

 Sono ben 24 i milioni di euro che saranno assegnati come impone la Comuni europea, ai cinque gruppi di azione locale abruzzesi (Gal): Abruzzo Italico Alto Sangro, Teramano, Gran Sasso Velino, Maiella Verde e Terre Pescaresi. I Gal sono consorzi partecipati con quote da imprese private, associazioni di categoria, enti locali e università. E che potranno utilizzare i fondi, con un buon margine di discrezione, per svariate azioni che spaziano dai contributi per il rinnovamento dei macchinari alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari, alla promozione turistica delle bellezze d’Abruzzo, del patrimonio culturale ma anche di feste tradizionali e delle sagre, l’organizzazione di eventi, convegni, partecipazione a fiere fuori regione, pubblicazione di guide e realizzazione di siti on line. Avvalendosi di numerose consulenze esterne.