PESCASSEROLI – Una donna di 77 anni che soffre di disturbi psichici è barricata in casa da 15 giorni e non permette a nessuno di entrare a Pescasseroli (L’Aquila).
Bisognosa di cure specifiche, più volte interrotte per sua labile volontà, nella scorsa primavera era stata sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio e ricoverata presso una casa di riabilitazione del chietino.
Al rientro in paese, la donna avrebbe dovuto continuare a essere seguita, soprattutto in termini di assistenza sociale e medica, ma sembra che qualcosa non abbia funzionato, tanto che oggi si ripropone quanto accaduto solo qualche mese fa.
Un consigliere comunale di Pescasseroli, Pietro Scarponi, ha inviato un telegramma urgente al prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, informandola sul caso affinché solleciti il sindaco Nunzio Finamore a prendere i provvedimenti di legge a tutela della salute della donna.
LA DONNA CATTURATA PER TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO, PROTESTE
PESCASSEROLI – Il sindaco del Comune di Pescasseroli, Nunzio Finamore, ha ordinato un nuovo trattamento sanitario obbligatorio nei confronti dell’anziana di 77 anni di Pescasseroli che da 15 giorni si rifiutava di avere contatti con l’esterno, chiusa nella sua abitazione in pieno centro dove vive da sola.
La cattura dell’anziana, eseguita come al solito con l’assistenza della forza pubblica e in presenza di medici, ha suscitato logico sdegno da parte dei vicini, visto che la donna era stata sottoposta allo stesso trattamento e fine marzo 2010, ma nessuno si è più preoccupato di assisterla quando era tornata a casa.
“Ancora medicine per offuscare la sua mente – dice il consigliere comunale di Pescasseroli, Pietro Scarponi – ma nulla si muove dalle istituzioni per accudirla quando rientra a casa e per farla vivere degnamente, come spetta a ogni essere umano. Spero che in assenza dell’intervento delle amministrazioni preposte, almeno i pochi parenti si facciano vedere adesso e non solo al momento dell’apertura dei testamenti”.
Pietro Scarponi questa mattina ha inviato un telegramma urgente al prefetto dell’Aquila, dottoressa Giovanna Maria Iurato ed è forse grazie all’interessamento della prefettura che qualcosa si è mosso.





