PESCARA “Entro il 2020 procederemo con la demolizione progressiva del ‘Ferro di Cavallo’, informando il territorio dei successivi passi procedurali, riassegnando un alloggio a tutti coloro che ne hanno diritto, lavorando contestualmente sulla messa in agibilità di tutto il patrimonio esistente nel quartiere e pensando alla riedificazione di una quota di nuovo, senza però ricreare quell’effetto ‘cumulo’ che è stato il vero cancro di Rancitelli. La cabina di regia istituzionale è costituita e il lavoro è già entrato nella fase operativa”.
Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri al termine della lunga riunione convocata stamane dall’assessore Guido Liris sulla problematica strutturale del Ferro di Cavallo, e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Governatore Marco Marsilio, del sindaco di Pescara Carlo Masci, dell’assessore comunale alla Politica della Casa Isabella Del Trecco, dei consiglieri regionali Vincenzo D’Incecco, Guerino Testa e Luca De Renzis, del Presidente dell’Ater di Pescara Mario Lattanzio accompagnato dal Direttore Giuseppina Di Tella e dai tecnici, della Prefettura e della struttura amministrativa della Regione Abruzzo.
“La riunione è servita per fissare paletti e punti fermi. Il primo è che il Ferro di Cavallo verrà abbattuto, e lo faremo entro il 2020, dunque servono 2milioni 200mila euro per finanziare l’intervento – ha detto il Presidente Sospiri -. C’è una tempistica stringente che ci sta già vedendo impegnati per la verifica dei requisiti di chi oggi occupa quegli alloggi e stiamo definendo l’iter da seguire per raggiungere l’obiettivo finale, al fine di restituire spazi aperti e vivibilità al quartiere. Compito dell’amministrazione comunale e dell’Ater sarà quello di confrontarsi con i cittadini, di informarli, come del resto hanno anche chiesto i Comitati, e ricordando che, nel frattempo, è pronto anche il progetto per l’abbattimento dei tre palazzi a rischio crollo di via Lago di Borgiano, oltre che per la riqualificazione dell’esistente che significa poi restituire dignità a tutto il quartiere che deve diventare parte integrante del tessuto cittadino e non estrema periferia. I prossimi passi saranno dunque la definizione dei progetti fatti di soluzioni tecniche e coperture economiche, progetti che presenteremo ai cittadini, ai Consigli comunali per far crescere la consapevolezza che il Ferro di Cavallo andrà a terra con la sostituzione integrale dell’esistente”.
“I primi passi – ha aggiunto l’assessore Del Trecco – saranno i bandi che l’Ater dovrà pubblicare da un lato per gli abbattimenti, dunque la disponibilità immediata di progetti, e, dall’altro, per la manifestazione d’interesse tesa a trovare la disponibilità di immobili sul territorio provinciale per ricollocare gli aventi diritto. Comune e Ater insieme, intanto, dopo aver concluso il censimento di tutti i residenti del rione, avvieranno ora la verifica dei requisiti, anche alla luce della nuova legge regionale, quindi controllando anche i casellari giudiziari di tutti i titolari di contratto e dei loro conviventi, per accertare quanti effettivamente oggi non hanno diritto all’assegnazione di un alloggio popolare e quanti, invece, dovremo risistemare in altra situazione abitativa. A strettissimo giro, con l’arrivo dei fondi necessari, sapremo anche il numero esatto di case che dovremo restituire agli aventi diritto”.
Ha detto a sua volta l’assessore Guido Liris.
“Tutelare innanzitutto le persone oneste tenendo conto dell’esigenza degli inquilini in possesso dei requisiti necessari per abitare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, di godere di una sistemazione abitativa dignitosa. Una volta ricollocate in maniera adeguata queste persone, potremo pensare ad una qualsiasi politica, compreso l’abbattimento del complesso Ferro di cavallo di Rancitelli”.
“Ho voluto fortemente l’incontro di oggi – ha spiegato Liris – per ascoltare tutti i portatori di interesse in ambito di Edilizia Residenziale Pubblica e prendere decisioni, non certo sulla scia di un’onda emotiva, ma tenendo conto e contemperando due realtà: quella regionale che deve tutelare il valore patrimoniale degli alloggi e l’amministrazione comunale che deve studiare ed attuare politiche di programmazione urbanistica. La volontà comune – ha aggiunto – è quella di ridurre le sacche di disagio sociale e, a tal proposito, l’abbattimento del cosiddetto Ferro di Cavallo potrebbe rappresentare uno choc positivo per la città di Pescara”.
E’ stato concordato un nuovo incontro, da fissare nel giro di un paio di settimane, per fare il punto della situazione sulle risorse disponibili per l’attuazione degli interventi ritenuti più urgenti.
“In ogni caso – ha concluso Liris – anche l’abbattimento del Ferro di cavallo dovrà rientrare in un contesto generale di ridisegno urbanistico di quella zona di Pescara che merita di essere riqualificata a beneficio in primis di chi risiede nel rione Rancitelli e poi di tutti i pescaresi”.




