PESCARA – “Sinistra, ecologia e libertà ritiene un primo passo, necessario ma non sufficiente, l’istituzione delle targhe alterne a Pescara. Il nostro stile di vita non è più compatibile con l’ambiente nel quale viviamo tutti i giorni, per questo è necessario riorientarli verso comportamenti urbani più sostenibili”.
Lo scrivono in una nota Daniela Santroni, capogruppo Sel al Comune di Pescara, Ivano Martelli, presidente della Commissione comunale Gestione del Territorio, e Roberto Ettorre, coordinatore comunale del partito.
“Assieme alle targhe alterne, Sel propone altre misure che vanno da una lato verso la riduzione delle emissioni e dall’altro verso la sensibilizzazione.
“Per prima cosa – affermano – riteniamo un provvedimento utile la creazione di sconti e maggiori esenzioni per chi prende i mezzi pubblici specie durante i giorni di stop al traffico. Bisogna garantire esenzioni per chi possiede macchine poco inquinanti come quelle a Gpl o elettriche. Tutto ciò può avvenire nel breve periodo. Nel medio periodo, Sinistra, ecologia e libertà, si impegnerà a potenziare il sistema di trasporto urbano integrandolo con strumenti quali il car sharing e pooling, nuove pedonalizzazioni e la messa a sistema delle piste ciclabili della città. Sul lungo periodo riteniamo indispensabile dotare il centro della città di un ‘Polmone verde’ in grado di depurare l’aria e pensiamo alla riqualificazione dell’Area di Risulta come una splendida occasione per rivitalizzare l’area e contemporaneamente aumentare la qualità dell’aria cittadina”.
“Inoltre – proseguono – la stazione di Porta Nuova e Pescara San Marco possono essere utilmente utilizzate anche per il traporto urbano prevedendo magari delle apposite convenzioni fra Tua, Comune di Pescara e Ferrovie dello Stato. Un ultimo impegno è quello relativo ai parcheggi di scambio, oramai non più procrastinabile”.
Insomma – conclude la nota – le targhe alterne sono solo un primo passo, noi di Sel ci impegneremo ogni giorno per rendere Pescara una città sempre più pulita e sostenibile, le istituzioni in questo senso devo dare l’esempio: perché non abbassare il riscaldamento negli uffici pubblici escluse le scuole?”.





