PESCARA – “Chieti sarà capoluogo di Pescara”.
Un declama, quello fatto da Enrico Di Giuseppantonio sulla stampa e basato sulle prime risultanze del taglio alle Province della spending review, che non è piaciuto neanche un po’ nella città adriatica.
Immediatamente si è scatenata la bagarre contro il presidente della Provincia di Chieti nonché referente abruzzese dell’Unione province italiane (Upi).
Piccatissima la replica di Luigi Albore Mascia, sindaco di Pescara, e dell’ex presidente del Consiglio comunale, Licio Di Biase, che altro che scomparsa, ha rimesso in moto la quarantennale questione del capoluogo di Regione.
Strali bipartisan pure da Maurizio Acerbo (Prc) e Federica Chiavaroli e Lorenzo Sospiri del Pdl.
La replica di Di Giuseppantonio è stata molto semplice: “Non decido io, a parti invertite Mascia direbbe le stesse cose”.
Sul tema è intervenuto anche Roberto Santuccione, dell’associazione Pescara Capoluogo. “Abbiamo molta più storia, Di Giuseppantonio controlli su wikipedia”, il caustico commento.
In casa Pd, Antonio Di Marco ha sottolineato una sorta di conflitto d’interessi che avrebbe Edg, che è anche presidente regionale Upi: “Deve proteggere tutte le province, non solo la sua”.
MASCIA: ”UNA VENDETTA CHE NON HA FONDAMENTO
“Pescara in provincia di Chieti? È una vendetta consumata nel tempo che non ha fondamento”.
Senza mezzi termini il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, replica al presidente della Provincia di Chieti, nonché presidente regionale Unione Italiana Province, Enrico Di Giuseppantonio, secondo il quale sarebbe questo lo sbocco inevitabile dopo la soppressione di alcune Province prevista dal governo nell’ambito della spending review.
“Pescara è una città con radici lontane nel tempo” dice Mascia, pronto a mandare a Di Giuseppantonio un libro per documentarsi.
“Dal presidente della Provincia di Chieti – ha detto Mascia in conferenza stampa – c’è stata una vera e propria aggressione mediatica, inaccettabile anche nel tono, e che noi rispediamo al mittente. Sono sempre stato contro i campanilismi che non fanno certo crescere la nostra regione”.
“Ma in questo caso sentir dire queste cose da un politico come lui non è una cosa bella, come non è bello sentir parlare di Pescara come di città solo del commercio e del terziario”, ha aggiunto.
Mascia ha quindi annunciato che invierà, oggi stesso, al presidente un libro “con mia dedica personale, dello storico Licio Di Biase, che è anche suo compagno di partito. In centinaia di pagine è scritta, spiegata e raccontata la storia di Pescara”.
“Pescara – ha concluso Mascia – che ha fondato la sua fortuna guardando sempre avanti e andando oltre localismi e campanilismi che ne hanno fatto una grande e moderna città”.
LICIO DI BIASE: ”MACCHE’, PIUTTOSTO RIVEDIAMO CAPOLUOGO DI REGIONE”
“Sono arrabbiato per la posizione presa da Enrico. Pescara è stata uno dei quattro approdi principali sull’Adriatico. Peraltro lui dovrebbe avere già letto il mio libro La grande storia. Pescara-Castellamare dalle origini al XX secolo, gliel’ho mandato io stesso”.
Così Licio Di Biase, consigliere comunale Udc delegato alla valorizzazione del patrimonio storico di Pescara, commenta l’ipotesi di inglobare la città adriatica nella Provincia di Chieti, avanzata dal presidente, Enrico Di Giuseppantonio, suo compagno di partito, sulla base delle direttive della spending review.
“Sto lavorando da tempo a una nota, che diffonderò a breve, con cui intendo rilanciare il concetto di capoluogo – spiega Di Biase – Va recuperata la posizione di Pescara nell’interesse dell’Italia centrale. Rivedere il numero delle Province è l’opportunità per verificare l’articolazione dei Comuni, per valutare l’eventuale unione di Pescara con Montesilvano e Spoltore e anche per ragionare sul capoluogo di regione”.
E, ampliando ulteriormente la visione, Di Biase afferma che giungerà il momento di “rileggere la condizione amministrativa e riflettere sulla possibilità di una regione unica con il Molise”.
Ricorda Di Biase, ex presidente del Consiglio comunale pescarese, che negli anni ’49 e ’50 del secolo scorso si era aperto un dibattito sul capoluogo d’Abruzzo, nella prospettiva della nascita delle Regioni, e tutti convergevano su Pescara.
“Poi prevalse L’Aquila – aggiunge – perché è riuscita a conservare meglio le tracce della sua storia. Pescara ne ha di meno perché fu bombardata. Ma Pescara, l’antica Ostia Aterni, ha una posizione strategica per le sue infrastrutture. L’Aquila non può rivendicare niente”.
La replica del sindaco Mascia a Di Giuseppantonio, per Di Biase, è dunque un ulteriore segno che “abbiamo acquisito consapevolezza di avere una storia”.
CHIAVAROLI E SOSPIRI (PDL): ”DI GIUSEPPANTONIO PRESSAPPOCHISTA”
Risposta al vetriolo della coppia Federica Chiavaroli–Lorenzo Sospiri a Enrico Di Giuseppantonio.
Intanto “Pescara è la capitale economica d’Abruzzo”, e poi meglio “Guerino Testa” che “al posto di incerti proclami ha scelto la via della riflessione, che in questo caso deve essere più che mai ponderata”.
Quindi “visto il pressapochismo con cui il presidente Di Giuseppantonio continua ad affrontare un tema così delicato come quello della presunta fusione delle Province di Chieti e Pescara”, e viste “le ragioni più che valide per cui Pescara debba conservare lo status di Provincia”, “è necessario sgombrare il campo da un equivoco di fondo: la Province sono utili o no?”.
“Se la risposta è sì – proseguono – non ha senso chiuderne alcune e non altre. E comunque la decisione spetta al governo. Secondo punto: un centro di interesse provinciale lo si sceglie non per ciò che accadeva duemila anni fa, ma per l’interesse attuale. E certamente Pescara è la capitale economica d’Abruzzo ed il maggior centro di richiamo”.
C’è anche un terzo punto: “Sotto l’aspetto logistico è evidente che Pescara sia meglio collocata rispetto a Chieti”.
E inoltre “se il presidente Di Giuseppantonio vorrà affrontare la questione con la necessaria obiettività e serietà, dovrà ammettere che tutta la costa teatina, e non solo, nutre maggiore simpatia per Pescara, che per lui. La nostra non è una difesa campanilistica, ma piuttosto un’analisi lucida delle esigenze del territorio”.
“Pescara ha grandi potenzialità – concludono la Chiavaroli e Sospiri – e negli anni ha conquistato a ragione un ruolo da protagonista al livello regionale, un ruolo di cui può beneficiare tutto il territorio. Non merita, pertanto, di essere mortificata in questo modo”.
ACERBO (PRC), ”NON BASTAVA DEMENZIALE SINDACO CHIETI”
“Le dichiarazioni di Enrico Di Giuseppantonio servono solo a seminare discordia e a rianimare conflitti campanilistici già rinfocolati recentemente dalle demenziali uscite del sindaco di Chieti”.
Lo scrive in una nota il consigliere regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, che propone in primis di evitare “il riproporsi di conflitti campanilistici”.
E poi rincalza, dicendo che “anche in questo campo il centrodestra – di cui fa parte a tutti gli effetti l’Udc in Abruzzo – si dimostra incapace di affrontare i problemi con un’ottica che guardi al futuro”.
DI GIUSEPPANTONIO REPLICA, ”MASCIA PARLEREBBE COME ME”
Dopo le polemiche che lo hanno travolto, Enrico Di Giuseppantonio non ci sta.
“Mascia, al mio posto, avrebbe risposto le stesse cose”.
Il presidente della provincia di Chieti ribatte che “volendo il Governo sopprimere la metà delle Province italiane, fra cui Pescara, decisione che personalmente non condivido, e dovendosi realizzare un diverso assetto fra due realtà contigue al punto di compenetrarsi, come i territori provinciali di Chieti e Pescara, è nell’ordine delle cose che il capoluogo debba essere quello della Provincia che non viene soppressa, in questo caso Chieti”.
“Non decido io – mette le mani avanti – la soppressione e l’eventuale fusione delle Province. Ma al mio posto Mascia avrebbe detto le stesse cose”.
Di Giuseppantonio insiste spiegando che “qualsiasi sindaco o presidente di Provincia avrebbe detto le stesse cose. Ed è naturale – aggiunge – che io auspichi una soluzione di questo tipo, anche se non toccherà a me prendere una decisione ma sarà il Consiglio delle autonomie locali della Regione Abruzzo che delibererà riduzioni e accorpamenti. Piuttosto è sconcertante sentir parlare di vendetta. E da parte di chi, poi?”.
Al primo cittadino di Pescara, Luigi Albore Mascia, dice poi: “Premesso che in base all’articolo 17 del decreto che fissa i criteri per riduzione e accorpamenti in Abruzzo potrebbe restare addirittura una sola Provincia, riconosco non da oggi a Pescara il ruolo di vero e proprio capoluogo e motore economico, sociale e culturale di questa regione, né ho mai pensato di sminuire la sua storia”.
“Credo che altrettanto si possa dire di Chieti – insiste ancora – quanto alla sua vocazione di città culturale e caratterizzata dalla presenza di numerosi uffici, oltre che da una storia ultramillenaria. Peraltro, sin dalla scorsa estate, con il collega Guerino Testa abbiamo avanzato una ipotesi di fusione dei servizi fra le due Province nell’ottica di ridurre ulteriormente le spese”.
“E comunque non voglio polemizzare, credo che la mia moderazione sia nota, e mi fa francamente sorridere l’accusa di campanilismo: accetto con simpatia il libro che Mascia ha voluto donarmi, e che l’amico Licio Di Biase non mi ha mai regalato, e prometto che lo leggerò con attenzione. Per il resto, con o senza la fusione, continuerò a occuparmi dei tanti problemi che affliggono la mia Provincia e che fra tagli e tasse rischiano solo di aggravarsi”, conclude.
SANTUCCIONE (PESCARA CAPOLUOGO): ”ABBIAMO MOLTA PIU’ STORIA”
“Chieti non ‘conquisterà’ Pescara e, probabilmente, L’Aquila non fagociterà Teramo. Promessa di Pescara Capoluogo d’Abruzzo”.
Così Roberto Santuccione, presidente del movimento biancazzurro che si batte per la centralità della città adriatica nella vita politica regionale, ha commentato su Facebook le dichiarazioni del presidente della provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio.
“È inammissibile – prosegue Santuccione – che nel 2012 si voglia ancora strumentalizzare la ‘storia’ cittadina per ottenere vantaggi politici, soprattutto quando la suddetta predominanza storica è del tutto opinabile. Vorrei ricordare al presidente teatino che Pescara con i suoi primi insediamenti, esisteva già al tempo dei faraoni e che, volendo avvicinarci un po’ piu’ ai nostri tempi, Ostia Aterni era il più importante porto romano sull’Adriatico”.
“Quindi, in quanto a storia – ribatte – non abbiamo nulla che manca alla nostra città. Non pretendiamo una grande culura storica dai nostri ‘nemici’, basterebbe un giretto su una normale fonte wikipediana per evitare di ‘esaltare’ proprietà storiche di un territorio”.
Santuccione precisa poi “proprio a chi ha poca memoria storica, che la gran parte del territorio della provincia di Pescara attuale lo ha ceduto Teramo e non Chieti. Ci sarebbe da chiedersi, a questo punto – conclude – come Gabriele D’Annunzio e Giacomo Acerbo, dall’Aldilà stiano commentando questo ‘tentato scippo’ istituzionale. Intuirlo è facile”.
PD PESCARA: ”DEVE PROTEGGERLE TUTTE, NON SOLO LA SUA”
“Al presidente dell’Upi Abruzzo dovrebbe competere il ruolo di difendere tutte le Province della nostra regione e d’Italia e non solo quella nella quale è stato eletto presidente”.
Con queste parole il capogruppo Pd alla Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, è intervenuto in seguito alle dichiarazioni del Presidente della Provincia di Chieti, nonché presidente Upi Abruzzo, Enrico Di Giuseppantonio sull’eventuale accorpamento di Pescara e Chieti.
“È abbastanza evidente l’interessamento di Di Giuseppantonio sulla provincia di Chieti, abusando del ruolo che, in realtà, dovrebbe svolgere per tutte le province abruzzesi. La riflessione andrebbe, invece, posta in termini non solo territoriali, ma di concentrazione di popolazione e di economie che si creano intorno alle province che dovrebbero essere accorpate”.
Per il Pd pescarese insomma “è auspicabile che si attivi un tavolo ristretto affinché non accada quanto accaduto lo scorso anno con la legge sui piccoli Comuni, che inizialmente sembrava trovare il favore di tutti e, invece, si è rivelata una legge errata”.
“Prima di decidere quale provincia debba chiudere, bisogna valutare tutte le circostanze. Farebbe bene il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa a coinvolgere in fretta tutti i consiglieri pescaresi”, conclude Di Marco.






