PESCARA – I carabinieri di Pescara hanno eseguito un’ordinanza della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila che contesta a un gruppo di calabresi arrestati a San Salvo (Chieti) l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
In manette sono finiti: Eugenio Ferrazzo, alias “Roberto il calabrese”, 33 enne originario di Mesoraca (Crotone) ma domiciliato a Campomarino (Campobasso); Maria Grazia Catizzone 28 enne di Mesoraca (Crotone) residente a Vasto (Chieti) e domiciliata a Campomarino (Campobasso), moglie del Ferrazzo; Rocco Perrello 33enne di Scilla (Reggio Calabria) residente a Vasto (Chieti); Alina Elena Anton, 27, di origine rumena residente a San Salvo.
Trattandosi del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, previsto dall’articolo 74 del Dpr 309/1990, quindi di competenza della Direzione Distrettuale Antimafia, il Pm della Procura Distrettuale, Antonietta Picardi, ha richiesto al Gip l’emissione dell’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere a carico degli stessi soggetti.
L’Ordinanza in questione è stata eseguita questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pescara attraverso la notifica ai quattro soggetti già reclusi nei carceri di Pescara e Chieti dal giorno del loro arresto in flagranza.
Il Gip presso il Tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, nell’emettere l’ordinanza in argomento ha concordato pienamente con le risultanze investigative proposte dai Carabinieri che hanno disegnato un’organizzazione stabile di soggetti di origine calabrese, da tempo stabilizzati in territorio abruzzese, che avevano fatto del traffico internazionale di stupefacenti, la loro attività principale.
Le armi sequestrate al momento degli arresti sono state inviate al Ris dei Carabinieri di Roma per cercare di ricostruire le matricole originarie ed eventuali episodi delittuosi in cui sono state usate. Nel frattempo, da una più accurata ricerca sulle stesse armi da parte dei militari di Pescara su una di queste, il revolver Smith & Wesson cal 44 magnum, è stata rinvenuta la matricola Cfy7107 abbinata ad una pistola dello stesso tipo e calibro che risulta denunciata come oggetto di furto in data 21 gennaio 2006 presso il Comando Stazione Carabinieri di Leporano (Taranto) da Antonio Sferra 43 enne di origine napoletana, che per tale fatto è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per omessa custodia delle armi in quanto i militari di quel Comando Stazione hanno rilevato che non erano state adottate misure idonee a garantire la sicurezza di tali armi da parte dello Sferra.
L’aspetto inquietante è che Sferra, oltre ad avere numerosi precedenti di polizia, tra i quali anche l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, dal giugno 2010 risulta irreperibile.





