PESCARA – Mozziconi di sigaretta gettati sulle scale e un odore intenso a suggerire che, poco prima, qualcuno ha fumato all’interno dell’ospedale.
La segnalazione arriva ad AbruzzoWeb da un famiglia che qualche giorno fa, mentre si trovava all’ospedale Santo Spirito di Pescara per una visita, ha assistito all’ennesimo episodio, cogliendo sul fatto alcuni ragazzi mentre fumavano sulla rampa di scale interna che collega i reparti di Neonatologia-Ostetricia e Ematologia-Oncologia.
“Abbiamo avvertito il forte odore di fumo dalle scale – viene raccontato ad AbruzzoWeb – così abbiamo deciso di andare a verificare cosa stesse succedendo. Qualche gradino più sopra c’erano circa 7 ragazzi e ragazze che fumavano come se nulla fosse, all’interno dell’ospedale, comodamente seduti sugli scalini. Erano appena le 7 del mattino. Quando ci siamo lamentati con loro ci è stato anche risposto ‘è solo una sigaretta, che volete che sia’. Non è la prima volta che assistiamo ad episodi del genere e quindi, qualche mattina fa, abbiamo deciso di denunciare l’accaduto all’Urp”.
Come precisato in un secondo momento dall’Ufficio segnalazioni, negli ospedali è vietato anche fumare all’esterno dell’edificio, nelle immediate vicinanze degli ingressi e, comunque, dentro tutto il perimetro esterno, come stabilito dal decreto legislativo 6 del 2016.
Con il decreto è stato introdotto il divieto di fumo nelle pertinenze esterne delle strutture universitarie ospedaliere, dei presidi ospedalieri e degli Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) pediatrici, nonché nelle pertinenze esterne dei reparti di ginecologia e ostetricia, neonatologia e pediatria delle strutture universitarie ospedaliere e dei presidi ospedalieri e degli Irccs.
La violazione del divieto prevede l’applicazione di multe, anche salate, in base al caso specifico, come accaduto, sempre a Pescara circa un anno fa, quando due persone sono state sorprese a fumare nei pressi dell’ospedale. La sanzione si aggira attorno ai 60 euro. I due fumatori erano stati sorpresi, in due episodi distinti, con la sigaretta accesa davanti all’ingresso dell’ospedale pescarese.
Multe ancora più salate sono previste per ci getta mozziconi a terra invece che negli appositi posacenere.
“Dopo la segnalazione gli addetti alle pulizie hanno provveduto a rimuovere i mozziconi ma ci auguriamo che vangano presi provvedimenti seri e vengano effettuati costantemente gli opportuni controlli. Il personale dell’Urp, che ringraziamo – concludono i lettori -, si è subito adoperato e ha protocollato il nostro esposto”.
Ma quella di Pescara non è una circostanza isolata. Risale a settembre dell’anno scorso, infatti, il caso di un dipendente dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, che aveva denunciato il ripetersi di episodi analoghi. Fumo al blocco operatorio e perfino nelle sale del responsabile antifumo, buchi nella filiera di controllo dell’utilizzo degli stupefacenti e sparizioni non denunciate, uscite di emergenza ingombrate da armadi e carrelli, strumenti monouso sterilizzati e riutilizzati, contestazioni su indennità percepite, turni e organizzazioni.
Dopo le iniziali smentite e le visite ispettive dei Nas, era stata la caposala a confermare alcuni dei rilievi denunciati dal dipendente, che in quegli esposti metteva la stessa caposala sul banco degli accusati. Tra le conferme, la cattiva e pericolosa abitudine di fumare nel blocco operatorio.





