PESCARA – Si complica la posizione di Angelo Ciarelli, il 38enne accusato di aver freddato a colpi di pistola Tommaso Cagnetta la scorsa settimana.

Secondo quanto riporta oggi il quotidiano Il Centro il rom si trovava in via Tavo al momento dell’omicidio, circostanza sempre negata dall’accusato. Ad incastrarlo le sue impronte digitale rinvenute su una Renault Clio di una coppia di tossicodipendenti che da Francavilla era giunta nel quartiere Ferro di cavallo per acquistare una dose di droga.

Anche alcune dichiarazioni e testimonianze, riportate dal pm Valentina D’Agostino nella richiesta di incidente probatorio, confermerebbero la presenza dell’indagato nel quartiere Rancitelli alle 18:45 di lunedì 2 luglio.

A rinvenire le impronte sull’auto sono stati gli agenti della polizia scientifica del gabinetto interregionale di Ancona. Anche le impronte di Manuela Spinelli sono state trovate sul lunotto posteriore del veicolo: si tratta della nomade che avrebbe ceduto ai due tossicodipendenti la dose di  cocaina da un grammo al prezzo di 70 euro anzichè di 80.

Una differenza minima di prezzo ma che avrebbe provocato il precipitare degli eventi, con la nomade che insegue la tossicodipendente per le scale, la corsa in auto, la bagarre tra rom e clienti durante la quale Ciarelli avrebbe esploso i colpi di pistola verso Cagnetta che si stava avvicinando all’automobile.

Per questo Spinelli è indagata per favoreggiamento e spaccio di droga. Attesa per ulteriori verifiche tecnico-scientifiche sull’auto per provare la presenza di una terza persona sul luogo del delitto.