PESCARA – La filovia della discordia torna a far parlare di sé.

Dopo le 10 mila firme raccolte ieri dal senatore Glauco Torlontano e dal consigliere comunale, Michele Di Marco, in favore di una accelerazione nella realizzazione sulla “Strada Parco” della filovia che collegherà Pescara a Montesilvano, il coordinamento “No filovia” fa sentire la propria voce.

“É facile raccogliere 10.000 firme – si legge in una nota del coordinamento – sotto un gazebo marcato ‘S.O.S. Inquinamento’ in una città dove costantemente le centraline segnalano il superamento dei limiti di emissioni di CO2. Ci piacerebbe però che il professor Torlontano spiegasse meno genericamente in che maniera questa filovia potrà risolvere il problema dell’inquinamento a Pescara”.

“Oggi – prosegue – più che di un progetto di trasporto pubblico di massa innovativo e veloce ci troviamo  di fronte a un appalto caratterizzato da poca trasparenza e irregolarità manifeste negli iter procedurali”.

Il progetto della filovia è, secondo il coordinamento “No filovia”, “un’opera ridotta (da 22km a 8 km),  costosa (31 ml di euro ), obsoleta (pali e fili elettrici non si istallano più in nessuna città europea) e che, dopo 20 anni, (il finanziamento del progetto risale al 1992), non tiene in alcuna considerazione la trasformazione del territorio”. 

Il coordinamento sottolinea inoltre una mancanza di integrazione con le altre reti di trasporto pubblico. “Mancano – si legge – gli strumenti fondamentali  di garanzia per la salute e la sicurezza dei cittadini, come lo Studio e la Valutazione di Impatto Ambientale, e le certificazioni di idoneità del tracciato. Manca  persino  il Piano economico-finanziario, previsto per legge, che garantisca i cittadini dal rischio di dover subire i costi di una eventuale perdita di gestione”.

“Torniamo a ribadire – si legge in conclusione – che la nostra opposizione alla filovia non è una egoistica difesa del ‘giardino sotto casa’ bensì una difesa del diritto dei cittadini a partecipare  alle scelte per il futuro della loro città e una battaglia per la trasparenza degli atti pubblici”.

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