PESCARA – Tanto dolore a Pescara, in un giovedì pomeriggio diverso dagli altri. Ci si avvicina al Natale nel cuore della città, ma luci festose, ghirlande e colori hanno perso il loro significato di fronte alla salma di una giovanissima donna di 33 anni che pian piano veniva accompagnata nella parrocchia per l’ultimo saluto, arrivato proprio nel momento in cui poteva vivere il suo sogno.
L’addio a Francesca Rucci, è stato dato nella chiesa di Sant’Antonio in via Regina Elena: un fiume di persone ha voluto partecipare al funerale di “Francy” come molti la chiamavano, centinaia e centinaia di persone hanno condiviso con i familiari il loro cordoglio, ma la chiesa non ha potuto accogliere tutti al suo interno, infatti in molti hanno atteso la fine della funzione fuori, malgrado il freddo.

In tantissimi hanno abbracciato in lacrime il marito Luigi De Marco, che ha perso la bellissima moglie, “l’angelo” come l’ha definita sul social network Facebook dove ci sono ancora le foto di Francesca con un sorriso raggiante. La donna che tanto amava e che quattro anni fa era diventata sua moglie ora non c’è più e con lei è volato in cielo anche quel bambino che la giovane ragazza aveva in grembo: da poco Francesca aveva annunciato alla famiglia di essere incinta.
“Bella come il sole, sorridente, e troppo giovane per morire, poi in quel modo; era arrivato il momento di vivere una realtà così importante per una donna, e invece non le è stato possibile. È proprio vero che di fronte alla morte siamo tutti uguali, l’unica consolazione è che era felice, ma..”. Scuote la testa la signora Anna, una delle poche persone partecipanti alle esequie che è riuscita a commentare, anche se le lacrime le hanno subito stroncato le parole.
Pochi i commenti sulla vicenda che lascia ancora scossi e increduli i suoi familiari, tanta commozione tra i numerosi giovani amici di questa ragazza definita “vittima di un destino senza scrupoli”. A salutarla anche tanti clienti della gelateria di De Marco.
Fuori, nel cortile della chiesa di Sant’Antonio, dopo la messa ad attendere la bara c’erano tanti palloncini bianchi, simboleggianti candore e giovinezza e tanti fiori colorati che hanno accompagnato in modo elegante il lento e doloroso corteo funebre dopo un lungo e troppo doloroso applauso, il vero addio.



