PESCARA – Più di 27 mila persone hanno sfidato non solo le calde temperature che superavano i 30 gradi ieri a Pescara ma anche le innumerevoli difficoltà per raggiungere lo Stadio Adriatico ‘Cornacchia’ e assistere all’appuntamento musicale più significativo dell’estate pescarese 2014: il concerto di Luciano Ligabue.

In particolar modo, quanti avevano acquistato il biglietto d’ingresso per il prato, si erano accampati davanti ai cancelli dello stadio già dalla mattinata, poi alle 15.30 l’apertura dei cancelli e la folle corsa verso il palco per assicurarsi il posto migliore da cui godersi l’esibizione dell’artista emiliano.

Prima di salire sull’enorme palco allestito per il suo concerto, Ligabue ha regalato anche qualche altra soddisfazione alla città come il pranzo presso il Ristorante “La Zattera” in viale Primovere, dove si è fatto fotografare con lo staff.

Dopo una lunga ed estenuante attesa, finalmente alle 21.30, spente le luci all’interno dello stadio, si poteva ascoltare la graffiante chitarra che dava il via alle note di Il muro del suono, canzone simbolo del suo ultimo album che a sua volta annunciava l’inizio del concerto e l’ingresso di un ‘Liga’ diverso dall’ultima volta che ha calcato il palco dell’Adriatico, ben quattro anni fa.

Aria più matura, occhiale da sole scuro e il suo look rinnovato con capelli corti e abbigliamento nero hanno subito esaltato il pubblico che per 2 ore di concerto non ha mai smesso di cantare e ballare al ritmo delle sue canzoni e anche l’eccessivo caldo, di fronte a tanta emozione, è passato in secondo piano.

Vasto è stato il repertorio di pezzi presentato per l’occasione, e molte sono state le canzoni attinte dal duro rock del Ligabue degli anni ’90: oltre al fedele chitarrista Federico Poggi Pollini, sul palco è stato accompagnato, per una pausa caffè, dallo storico amico di sempre onnipresente nella sua carriera, Mario Zanni, dell’omonimo ‘bar Mario’ diventato il suo official fan club, un po’ invecchiato forse, ma con la stessa grinta e la stessa ironia dei primi tempi.

La spettacolare scenografia circolare, come il mondo di cui egli stesso dà una nuova visione in questo tour, si è avvalsa di grandi effetti speciali proiettati sul maxischermo ben visibile anche da postazioni più lontane, ma emozionante è stata anche la riproduzione di fotografie che fanno parte del passato di quel Luciano Ligabue che ha deciso con questo nuovo album, di parlare di sé, soprattutto nella canzone Per sempre, tratta da Mondovisione.

Altre canzoni proposte ai fan: Il volume delle tue bugie, I ragazzi sono in giro, e l’intramontabile Ho messo via, da sempre il manifesto di quella sensibilità a volte taciuta da un artista così fedele a un rock più duro.

Ed ancora Ciò che rimane di noi, Le donne lo sanno, Nati per vivere, Il giorno di dolore che uno ha, Siamo chi siamo, Leggero, e quella canzone che non ha mai fatto smettere di ballare sin dalla sua prima uscita e per la quale il ‘Liga’ nazionale è diventato davvero famoso: Urlando contro il cielo insieme a Balliamo sul mondo.

Ricorre spesso la parola ‘mondo’ nelle sue canzoni: A che ora è la fine del mondo?, per esempio è un’altra di quelle canzoni proposte che non frenerà mai, probabilmente, la carica dei fan, che sebbene stremati da una così lunga giornata, hanno mostrato tutta la loro grinta.

Bambolina e barracuda, poi, e Sono sempre i sogni a dare forma al mondo, una canzone particolarmente positiva, in grado di alimentare quelle speranze riposte nei sogni che vengono messi da parte per vivere quella realtà difficile in cui bisogna stare con i piedi per terra ma come ha più volte detto ai suoi fan, Ligabue: ”Non bisogna mai smettere di sognare”.

In seguito ha proposto La neve se ne frega e con l’aiuto del pubblico Ho perso le parole, Marlon Brandon è sempre lui, Viva; grande è stato il coro per la canzone più clickata dell’ultimo album Tu sei lei, e dunque Il sale della terra, Il meglio deve ancora venire, Tra palco e realtà, e la sua canzone più romantica Piccola stella senza cielo.

Per concludere, Quella che non sei e quella canzone che non manca mai, la celebre Certe notti, con cui ha salutato degnamente il suo pubblico fedele, compagno di una magica notte d’estate.