PESCARA – Circa 4 mila ragazzi si sono trovati ieri sera all'”Arena del mare” di Pescara, un pezzo di spiaggia libera, situato in prossimità del porto e dell’imponente “Ponte del mare”, dove generalmente vengono organizzati concerti sulla sabbia.

L’occasione è stata il “botellon”, un maxi raduno di giovani con due regole ben precise: ognuno deve portare e consumare la propria bottiglia alcolica o analcolica e ripulire la spiaggia dalla propria immondizia, una volta deciso di andare via.

Il “botellon” è una tradizione tipica spagnola della fine del ‘900, che vede gruppi di numerosissimi giovani riunirsi per divertirsi, bere, ballare, cantare e suonare nelle spiagge, nelle piazze e negli spazi aperti e pubblici della città.

L’origine del termine (botella) significa proprio “bottiglia”, per cui inevitabile è il collegamento tra festa a fiumi di alcool.

In Italia il primo Botellon si è svolto circa quattro anni fa a Milano; a esportarlo sono stati gli studenti che partecipano al Progetto Erasmus, il programma che permette ai giovani di studiare all’estero.

Altre manifestazioni simili si sono tenute in Svizzera e in alcuni paesi dell’Unione Europea.

Tutto è iniziato la scorsa settimana, in cui l’evento, organizzato tramite il passa-parola di Facebook, aveva raccolto le adesioni di più di 5.000 partecipanti. L’appuntamento era stato fissato alle 22.30 sul Lungomare all’altezza dell'”Arena del mare”, con l’obiettivo di concludere l’evento verso le 8 del mattino.

Alle 22.30 già fiumi di ragazzi potevano scorgersi dall’altezza del Ponte del mare, bloccati sul Lungomare dai poliziotti che impedivano l’ingresso alla spiaggia, e che cercavano di fare una summa delle presenze raccolte per evitare rischi.

L’evento, infatti, “assolutamente non autorizzato”, come hanno detto i poliziotti presenti, ha visto la partecipazione di numerose forze dell’ordine, decine e decine di poliziotti, carabinieri, finanzieri, del 118, e dei volontari della Croce Rossa e Misericordia, con la presenza anche di tende mobili di emergenza e primo soccorso.

Poco dopo un’ora ecco che, arrivato il via libera delle forze dell’ordine, migliaia di persone si sono riversate sulla spiaggia urlando, saltando e occupando tutta l’area libera.

Nel corso della serata questo sciame si è trasformato in una folla indistinta di persone che ballava, cantava e beveva a ritmo di jambè e tamburi, un paio di ambulanze si sono sentite partire, e qualche ubriaco è stato visto sbandare qua e là senza capire più nulla, ma per il resto la mega festa è riuscita e Pescara ha passato una serata diversa dalle altre, nonostante la timida pioggia che alle 2 ha rinfrescato qualche animo bollente.

“Sicuramente – dichiara un gruppo di ragazzi presenti – è un raduno che crea non pochi disagi ai palazzi fronte mare, alle forze dell’ordine e, se vogliamo dirlo, anche alla città, per le strade bloccate e la sporcizia che inevitabilmente viene lasciata sulla sabbia”.

Ma per i giovani pescaresi, “se organizzata però con criterio e un po’ di razionalità ed evitando che l’alcool prenda possesso di noi, questa è una bella occasione per divertirsi e fare qualcosa di nuovo: si balla, si canta e poi la sabbia è così comoda…”.

“L’evento è stato spettacolare – ha aggiunto qualcun altro – ma pochi hanno avuto la civiltà di ripulire tutto e questo è uno schifo. Se partecipi a un evento, hai il dovere morale di pulire quello che hai sporcato, invece è sempre la solita storia”.

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ASSOCIAZIONE CHIEDE PIU’ SPAZI PER I GIOVANI

PESCARA – Dopo la manifestazione spontanea del ‘botellon’ a Pescara l’associazione So.ha chiede più spazi per i giovani in città.

LA NOTA DELL’ASSOCIAZIONE

Una manifestazione nata e pubblicizzata solamente online attraverso i social network che riesce a radunare più di cinquemila giovani, come il Botellon che si è tenuto la scorsa notte all’Arena del Mare di Pescara, non può non essere motivo di riflessione.I giovani pescaresi, e non solo, hanno voluto riappropriarsi degli spazi della città, gli spazi destinati al divertimento non bastano più, non sono sufficienti non dal punto di vista quantitativo ma qualitativo.

La SO.HA – GiovaniCittadiniAttivi continua a chiedere alle istituzioni la realizzazione immediata di un centro sociale, di uno spazio destinato ai giovani e alla cultura giovanile, dove i ragazzi e le ragazze della città, della provincia e perché no anche della regione, possano ritrovarsi, socializzare ed esprimersi liberamente. Gli unici centri sociali che esistono sono destinati agli anziani, con questo non vogliamo assolutamente fare una guerra generazionale ma un centro di aggregazione socioculturale giovanile è di vitale importanza per una città come Pescara che tanto ambisce ad avere importanza e visibilità, sia nazionale che europea.

La SO.HA chiede un contributo attivo, concreto e costruttivo delle istituzioni per l’attuazione di un grande progetto di rinnovamento, per i giovani, per la cultura e per la città di Pescara.