PESCARA – A due anni e spiccioli dal suo insediamento a Palazzo di Città Luigi Albore Mascia, sindaco di Pescara dopo l’era D’Alfonso è pronto per un bilancio dei primi 24 mesi di attività, che gli hanno cambiato la vita.
Sindaco, la professione di avvocato è solo un ricordo?
Non metto piede nel mio studio legale praticamente dal via dei Giochi del Mediterraneo di due anni fa. Sono entrato in un vortice, da quel giorno, e ne sono contento, fare il sindaco è un mestiere bellissimo, anche se molto, molto faticoso. Vorrà dire che in questa fase il politico doveva prendere il sopravvento sull’avvocato. La vita è fatta di periodi. L’importante è dare sempre il massimo.
Una vita al massimo. Eppure l’accusano di immobilismo.
Probabilmente non spendo abbastanza in comunicazione rispetto a chi mi ha preceduto. E dico queste cose con cognizione di causa, guardando i conti e non andando a sensazioni. Fa parte del mio carattere, sono un tipo schivo, al dire preferisco il fare, non vado in giro a stringere mille mani, mai mi sognerei di investire otto-novececentomila euro per dire quello che facciamo. Preferisco spendere per altre cose che servono di più alla città.
Eppure se andiamo a vedere le grandi opere strategiche, quelle avviate dalla nostra amministrazione sono molte di più, mi riferisco alla filovia, ai ponti carrabili, alla stessa area di risulta che ormai ha preso la sua identità. Direi che ora ci si sta lavorando, prima non ne sono state fatte.
Dovesse indicare la cosa di cui va più fiero e quella che invece avrebbe voluto già fare e non è stata ancora realizzata?
Per le opere pubbliche direi il bando per il quarto ponte della città. Che penso, ma ne dobbiamo parlare, si chiamerà “Ponte Nuovo”. Un ponte di cui si è parlato poco, ma che avrà un’importanza strategica non da poco perché completerà l’opera avviata con gli altri tre unendo le due sponde. Sarà un ponte carrabile e sarà pronto, riteniamo, nella primavera del 2013. Riprenderà, come segno il ponte del mare, in piccolo. Ma sarà carrabile.
Per lo sport penso al riconoscimento di Pescara Città Europea dello Sport per il 2012. Quanto alla cultura, invece, vado molto fiero del Festival dannunziano. Abbiamo caratterizzato Pescara culturalmente.
E il rammarico invece?
Il rammarico, invece, è legato a piazza Salotto. Non mi piaceva come è stata rifatta e non mi piace ancora. Vorrei caratterizzarla per quello che merita. Ripenso a quella piazza, luogo d’incontro nel passato e luogo di desolazione oggi, senza una pianta che faccia un metro d’ombra. A proposito ho appena fatto piantare delle magnolie, ma non basta. Non mi dispiacerebbe se potessero fare ritorno le grandi palme, ma prima bisogna che si risolva il problema del punteruolo rosso, che è il loro killer. Inutile spendere trenta-quaranta mila euro se poi si ammalano. Ma presto ce le riporteremo.
Io ci vedrei anche uno specchio d’acqua, non una fontana qualunque, però, ma una fontana che sia un luogo di aggregazione, con dei gradoni su cui ci si possa sedere. Una fontana che dia un’identità alla città, sulla scorta di quelle viste di recente a Berlino, un luogo fotografato con le persone. Ne ho appena vista una che funziona con delle cellule fotoelettriche che vanno a immortalare il momento. Purtroppo nelle proposte di restyling dobbiamo tener conto della grossa cifra che è stata spesa, circa un milione di euro, solo pochi anni fa e la Corte dei conti non ci permetterebbe, ad esempio di rifare il manto.
Ma prima della scadenza del mandato sono convinto che anche questo rammarico sarà superato e riuscirò a caratterizzare la piazza più importante di Pescara. Del resto siamo abituati a fare economia, appena arrivato a Palazzo di Città ho dovuto fronteggiare un debito pregresso con l’Enel di 20 milioni di euro. Con il rischio del dissesto finanziario dell’Ente. La notte non ci dormivo. Lo abbiamo evitato. Ma anche di questo si è parlato poco”.
È stato accolto come un liberatore quando, appena insediato, ha riaperto la rampa dell’asse attrezzato. E il flash che resta è l’ex presidente della Camera di commercio Ezio Ardizzi che la ringrazia in ginocchio.
Quella era stata una promessa fatta ai cittadini che mi hanno votato. Sull’argomento la precedente amministrazione aveva dato luogo ad un difetto di democrazia. C’era stata, evento unico nella nostra storia, una consultazione popolare che si era espressa chiaramente al riguardo, ma il Consiglio comunale bocciò quanto deciso, ignorando il referendum e il riscontro popolare. In pratica fu disatteso l’esito della consultazione.
Per questo, e non per il clamore dell’iniziativa, è stata la prima cosa che ho fatto da sindaco. E a parte tutto resto convinto che quel piano traffico, così come era, non funzionava e la rampa deve rimanere aperta. Comunque il tema della viabilità è il nostro fiore all’occhiello, e anche di questo non si parla abbastanza. A parte la filovia, che sarà ultimata per l’autunno 2012 e cambierà il volto alla città, con il Ponte Nuovo potremo coronare il sogno di una nuova pedonalizzazione abbiamo dato il ponte ridarà impulso alla viabilità verso l’interno per chi arriva da nord, ci sarà l’asse preferenziale via Caravaggio, via Ferrari, via Gran Sasso.
Un flusso nuovo che ci permetterà anche di pedonalizzare corso Vittorio. E più in là, con la filovia a regime, anche parte della Riviera. Ditemi quale città d’Italia può vantare una riviera così lunga e così bella? Proprio la riviera può diventare il nostro segno distintivo.
Pescara, si è detto in questi giorni, è la cenerentola d’Abruzzo quanto a finanziamenti che arrivano dalla Regione.
Sì, è vero, condivido la terminologia. E anche con colleghi della mia coalizione stiamo ragionando su questa situazione. Ma qui c’è un problema di fondo. Va rivisto completamente il rapporto con il resto del territorio e anche con L’Aquila. Che è una città che va aiutata nel modo giusto.
Per fare un esempio, martedì sarò all’Aquila per un incontro con il sindaco Cialente e il presidente del Consiglio regionale Pagano, che darà il via ad un vero e proprio gemellaggio tra le due città. Il terremoto ha unito queste due realtà abruzzesi, mettendo fine ad anni di inutile campanilismo. Pescara ha dato prova di grandissima solidarietà con manifestazioni di accoglienza spontanee e organizzate. E tanti aquilani che non conoscevo, mi sono diventati amici sinceri.
Pescara è al momento, il motore dell’economia abruzzese e può fare da traino anche per la rinascita dell’Aquila. Chi non coglie questo aspetto e questa sinergia è miope. Ad esempio è logico che per l’aeroporto, il porto, la stazione e tutte le infrastrutture non possono che tirare la volata anche alla rinascita dell’Aquila. Su questo lavoreremo e la Regione deve capire che per fare questo deve sostenere Pescara con più forza e non con meno forza rispetto alle altre città. Pescara è il volano dell’economia abruzzese. Martedì porremo la prima pietra. Il gemellaggio sarà tra i prossimi appuntamenti e verrà votato in Consiglio Sarà una nuova era nel rapporto tra i due territori, un nuovo rapporto di cui beneficeranno tutti”.
Si è fatto dare la tessera numero uno della nuova campagna di abbonamenti del Pescara. Non corre il rischio demagogia?
Per la verità la tessera me l’hanno offerta, non l’ho chiesta. Quanto alla demagogia non è nelle mie corde. Sono un appassionato e un tifoso sincero del Pescara da tempi non sospetti. Da quando ero ragazzo, cioè. Non un tifoso dell’ultima ora come alcuni miei colleghi. Seguo tutte le trasmissioni sportive e i miei abbonamenti, tutti pagati li conservo ancora. Non sarò un grande comunicatore. Ma almeno questo lasciatemelo dire: quella tessera numero uno me la sono proprio meritata.





