PESCARA – “Nella città di Pescara, oltre che sull’intero territorio provinciale, i numeri del terzo settore sono davvero impressionanti. Centinaia di associazioni che operano fra le mille sfaccettature di una realtà su cui c’è bisogno di intervenire e su cui il pubblico non interviene o interviene in modo parziale, talvolta estemporaneo e limitato. E’ una realtà che aspetta risposte più che reazioni di sconcerto e di sdegno da parte degli enti pubblici e della pubblica opinione, o, peggio, interventi di forza per cancellare il degrado dalla zona dove si annida, per vederlo spostare, irrisolto, da un’altra parte”.
Ad affermarlo è Antonella Allegrino, presidente dell’associazione ‘Domenico Allegrino onlus’.
“La situazione di degrado che si è concentrata ora sugli spazi abbandonati dell’ex Cofa, forse, deriva proprio da questo, dalla mancanza di una risposta di accoglienza altrove, dalla mancanza di iniziative volte a questo, capaci di dare un’alternativa all’accampamento in spazi abbandonati. Ma non è che la punta di un iceberg fatto di povertà e problemi che non sono sempre così evidenti, anche se profondi e radicati. Una dimensione che si scopre solo intervenendo su questa ampissima realtà e cercando di dare risposte dove non arrivano da parte del pubblico. E’ questo quello che fanno le associazioni, la maggior parte delle volte con le proprie forze e la buona volontà di tantissimi volontari, in altri casi con il sostegno economico degli enti, che, però, talvolta finisce col diventare una condizione di esistenza e, peggio, di dipendenza, a prescindere dall’entità del contributo e a detrimento della stessa azione”.
Una condizione che non agevola, né favorisce la creazione di sinergie, che pur sono possibili, fra associazioni e sfere di influenza delle stesse e non consente azioni mirate a vantaggio di realtà che hanno bisogno di interventi, perché l’intervento diventa “politicizzato” e il sostegno degli enti finisce con l’allargare il panorama delle associazioni che si aspettano un contributo, talvolta perché amiche”.
“Così, viene a mancare un apporto importante per indirizzare la già limitata azione degli enti e succede che in una città come Pescara, con una tradizione di accoglienza radicata, sia difficile dare un tetto, un pasto e un’opportunità a chi non ce l’ha. Certo, non si esce da questo circolo senza una manifestazione di buona volontà da parte delle associazioni, ma un’alternativa è impossibile in mancanza di un’azione concreta, interessata e incisiva da parte di Comune, Provincia e Regione sul terzo settore, troppo spesso invece spogliato di risorse e progetti a vantaggio di altri settori”.
“Mi auguro che la festa del volontariato sia davvero l’occasione per guardare in faccia la realtà e capire come unire le forze e agire: associazioni ed enti, perché c’è davvero tanto da fare e tanto si è fatto e si può fare, stando al di qua della vetrina operosa dell’impegno e della buona volontà”.






