PESCARA – Il Wwf ha diffidato l’Arta Abruzzo ad ottemperare alle previsioni del decreto 195/2005 sulla trasparenza dei dati in materia ambientale dopo avere chiesto “senza esito” (come denuncia l’associazione) le analisi successive allo sversamento dei fanghi del porto di Pescara a mare e nella cosiddetta “vasca di colmata” del molo di levante.
“Ad oggi – afferma l’associazione – al Wwf non è data risposta, né sui dati delle analisi, né sulla scelta dei punti e le modalità di campionamento, sulle attrezzature impiegate, sull’accreditamento dei laboratori utilizzati, sui riferimenti legislativi e le linee guida sull’argomento utilizzate, sui criteri utilizzati per individuare i siti a mare; tutto ciò nonostante sia scaduto il termine dei 30 giorni previsto ai sensi del decreto legge 195/2005 sull’accesso ai dati in materia ambientale (di recepimento della Direttiva 2003/4/CE) e dopo vari contatti telefonici dove si rimandava da un dipartimento all’altro; ma alla fine nessuno ha reso accessibile il fascicolo”.
“È estremamente grave – dichiara Loredana Di Paola, della sezione regionale Wwf – quanto sta accadendo perché il diritto all’accesso ai dati ambientali è uno dei principi cardine della trasparenza amministrativa e della stessa vita democratica. Siamo lontani anni luce dagli standard europei”.






