PESCARA – Rivolta delle imprese a Pescara contro la Tares, la tassa sui rifiuti e servizi.
A surriscaldare gli animi la decisione del Comune di inviare nei prossimi giorni gli avvisi di accertamento a tutti coloro che non hanno ancora pagato l’importo relativo al 2013.
Mancano da riscuotere infatti 7,7 milioni di euro. Chi riceverà l’avviso, in particolare le 8.100 utenze commerciali morose, avrà 30 giorni di tempo per mettersi in regola, altrimenti sarà loro applicata una sanzione del 30 per cento del dovuto, più gli interessi.
Sul piede di guerra scende però la Confocommercio, a difesa in particolare dei titolari di ristoranti, bar e pescherie che hanno subito aumenti della tassa del 30-40 per cento.
“Il Comune – Tuona il presidente provinciale Ezio Ardizzi – si stupisce dell’alto numero delle aziende morose? Noi ci stupiamo piuttosto che il 20 delle imprese sia riuscito a farsi carico di un tributo sbagliato ed iniquo. La situazione era ampiamente prevedibile, soprattutto in considerazione dell’applicazione, miope, della Tares da parte dell’amministrazione uscente: sono scaturite cartelle insostenibili per le aziende in un momento già caratterizzato da una crisi epocale”.
“Basti pensare – prosegue Ardizzi – che un ristorante di 300 metri quadri deve pagare oltre 10 mila euro di spazzatura l’anno, per comprendere che occorre rivedere completamente le modalità di calcolo della nuova tassa per evitare di far scomparire da Pescara le poche attività economiche che ancora offrono occupazione”.
La Confcommercio chiede alla nuova Giunta Comunale guidata dal sindaco Marco Alessandrini di prorogare ulteriormente il termine di pagamento delle cartelle Tares 2013 e la rateizzazione senza interessi delle somme da pagare.
“Insistiamo su questo punto – conclude Ardizzi – perché chi troppo vuole alla fine non stringe nulla e l’idea di spremere le imprese con importi insostenibili ha portato il Comune non ad incassare di più ma ad incassare di meno: le aziende non hanno pagato non perché non vogliono ma perché non possono pagare”. Filippo Tronca



