PESCARA – “No, proprio no, nessun passo indietro. Io sono il sindaco uscente, il candidato di Forza Italia, la prima forza del centrodestra”, dice Luigi Albore Mascia. “Io oggi mi candido a sindaco di Pescara per essere tra due mesi il sindaco di questa città”, ribatte Guerino Testa.
In un teatro Circus stracolmo all’inverosimile, almeno 1.500 persone stimate, si consuma ufficialmente lo strappo tra i due maggiori partiti del centrodestra per la fascia tricolore della città adriatica, che Mascia dovrà lasciare anche se spera di tenersela.
Presenti, tra gli altri, il coordinatore nazionale del Ncd, Gaetano Quagliariello, il ministro delle infrastrutture, Maurizio Lupi, la coordinatrice regionale del partito, Federica Chiavaroli, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, che fino all’ultimo ha lavorato per trovare una sintesi su un candidato unico.
Da entrambi i contendenti, tuttavia, è sembrata arrivare un’apertura ad appoggiare il vincitore di questa sorta di ‘primarie’ che andranno in scena direttamente al primo turno, in vista di un possibile ballottaggio con il candidato di centrosinistra Marco Alessandrini.
“Più volte è stato spiegato anche a livello nazionale che i sindaci uscenti, se non hanno avuto problemi di salute o disavventure giudiziarie, sono più che mai da ricandidare e questo lo ha detto più volte il presidente Berlusconi”, ha affermato Mascia arrivando al Circus per l’evento di Ncd.
“Si prende atto – ha detto Mascia commentando la corsa solitaria di Testa – che c’è una nuova forza politica, il Nuovo centrodestra, che non è stato mai testato elettoralmente; questa sarà invece l’occasione per vedere quanto questa forza viene apprezzata dagli elettori. È chiaro che tutto questo scaturisce dalla divisione del Pdl che ha consentito sia a me che a Testa di essere eletti trionfalmente nel 2009”.
Oggi Mascia ha ricordato che “lo schema è cambiato, ma ritengo anche che per denominazione stessa questo sia un partito di centrodestra e che quindi abbia delle affinità con Forza Italia, con Fratelli d’Italia, con la lista Pescara Futura di Carlo Masci e credo che sia un bene mantenere un rapporto umano, che è fondamentale, e poi politico, in vista di nuove prospettive”.
“Ci può essere un turno di ballottaggio – ha concluso il sindaco – per cui se non si ripetono degli schemi nazionali e renziani che riguardano il Nuovo Centrodestra ci si può ritrovare poi tutti uniti in una seconda fase”.
“A Gianni Chiodi e a Forza Italia – ha affermato Testa nel suo intervento – io dico che noi l’intesa l’abbiamo cercata fin dall’inizio e continueremo a cercarla fino alla fine. Il buon senso deve fare un passo avanti: stiamo insieme”.
Il candidato ha ricordato poi le attività svolte da presidente della Provincia sul fronte di infrastrutture, scuole e politiche del lavoro, passando per i lavori nella biblioteca provinciale “che ogni anno registra 100 mila accessi, come il pronto soccorso della città”, e l’impegno sul porto, per cui “mi sono preso un avviso di garanzia per una giusta causa”.
“Sogno che Pescara diventi la capitale dell’Adriatico – ha aggiunto – perché ha tutte le carte in regola per esserlo. Se le sue caratteristiche saranno esaltate, però, diverrà anche una città di rango europeo”.
Testa ha poi parlato dell’importanza di stazione, aeroporto e porto e della volontà di creare in città la pista ciclabile più lunga d’Italia, di portare le grandi mostre dell’arte contemporanea, di destagionalizzare il turismo, di riqualificare e coprire il teatro D’Annunzio. Innovativa e ‘social’ la comunicazione scelta per la campagna elettorale, con l’hashtag, il simbolo e l’inno #testacuore.
L’intervento del candidato è stato accompagnato dalla proiezione di slide contenenti slogan sulle principali idee per la città.





