PESCARA – ”Salve amici di Striscia, volevo segnalarvi un esempio emblematico di malgoverno, sperpero di denaro pubblico e atteggiamento contrario al benessere dei cittadini, messo in campo nella mia città: Pescara. In breve vi racconto che dopo 50 anni di traffico selvaggio, inquinamento a livelli insostenibili, degrado e pericolo concreto di essere investiti, finalmente è stato pedonalizzato il corso della città: Corso Vittorio Emanuele”.
Comincia così una lettera sarcastica e pungente di Anthony Micolitti, residente in via Milano a Pescara, parallela della strada più discussa della città, il Corso, ha contattato la redazione della trasmissione Mediaset Striscia la notizia, con l’intento di trattare l’argomento che sta spaccando letteralmente l’opinione pubblica della città adriatica.
“I lavori si sono appena conclusi (con una spesa di circa 2 milioni di euro) e la zona secondo molti si è trasformata in un’oasi di vivibilità, socialità e nuova imprenditoria commerciale – prosegue – Accade, però, che a maggio vince le elezioni comunali lo schieramento opposto a quello che aveva pedonalizzato (ora la giunta è di sinistra ed io, purtroppo, li ho pure votati) ed ecco qua che hanno appena annunciato di riaprire al traffico il corso. Una follia, anche perché la strada è stata di parecchio ristretta e i pedoni sono allo stesso livello della sede stradale (grande pericolo)”.
Alcuni vorrebbero la riapertura del corso, altri invece ritengono che la città è molto più salutare con questa nuova realtà senz’auto eppure l’amministrazione di Marco Alessandrini sembra non desistere dall’intento di riportare l’arteria della città, pur riducendo il numero delle corsie, al traffico delle auto.
Micolitti, che ha potuto personalmente godere dei benefici di questa pedonalizzazione messa in pratica dall’amministrazione dell’ex sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, ha avviato la sua battaglia sui social già all’indomani dell’avvio dei lavori, annoverando nel suo gruppo lanciato su facebook dal nome ‘Corso Vittorio’, centinaia e centinaia di adesioni.
”Ci troviamo di fronte a sperpero di denaro pubblico – prosegue – sono mesi che intrattengo con il nostro sindaco Marco Alessandrini una corrispondenza, nella quale il sindaco mi ha sempre detto che si sarebbe confrontato con la cittadinanza sull’argomento, ed invece leggo sul sito del Comune che la decisione è stata presa. È stato piuttosto scorretto il suo comportamento”.
Secondo Micolitti, infatti, molti commercianti hanno investito su questa nuova realtà pescarese e molti cittadini invece sono stati illusi perché convinti di essere chiamati a votare per un referendum o comunque coinvolti in un dibattito che in realtà non è avvenuto.
”Io vivo da una vita nei pressi di Corso Vittorio e posso garantire che quella strada era diventata invivibile – tiene a precisare da cittadino – il traffico era ingestibile, ogni giorno si rischiava di essere investiti, ma tralasciando il merito della questione, ormai la strada è stata pedonalizzata e sono stati spesi quasi 2 milioni di euro e dal punto di vista della vivibilità della zona la situazione è migliorata in maniera clamorosa, lo può confermare qualsiasi residente del centro di Pescara. Ora si riesce a dormire, respirare, passeggiare, cosa che prima non era possibile fare. E perché la situazione torni non come prima ma peggio di prima, verrebbero buttati all’aria i soldi spesi ed utilizzati dei nuovi”.
”La strada, se fosse di nuovo modificata, diventerebbe un imbuto risultando una camera a gas – conclude – perché le corsie ormai sono state ridotte. Io ho votato Alessandrini e credevo in lui, ma in questo momento devo dire che questa amministrazione sta sbagliando perché sembra quasi che vogliano distruggere quanto è stato fatto solo perché fa parte del programma della vecchia amministrazione”.





