PESCARA – “Non dobbiamo accettare che in un Paese civile dell’Unione europea diventino consuetudine vere e proprie guerriglie tra Forze dell’Ordine e gruppi di dubbia provenienza, come quella che anche ieri sera si è verificata in Val di Susa contro la realizzazione della Tav”.

Sono parole di Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, oggi a Pescara per celebrare la Giornata Nazionale della Legalità organizzata dal suo sindacato e giunta alla decima edizione.

Per il sindacalista “fatti così gravi che continuano a ripetersi devono suscitare la condanna e lo sdegno di tutti i rappresentanti della società civile, delle istituzioni e delle forze politiche, perché è così che si fa capire la presenza dello Stato e si orienta anche nella ‘direzione giusta’ il consenso dei cittadini. Una volta catturati e identificati, gli appartenenti, a vario titolo, a questi movimenti, soprattutto se stranieri, dovrebbero essere condannati in maniera esemplare impedendo loro, come avviene per i violenti che mettono sotto scacco gli stadi di calcio, di rimettere piede in Italia”.

“È dal G8 infatti – conclude Centrella – che non si riesce a fare luce e chiarezza sulla matrice e sui reali obiettivi di gruppi che continuano a prendere possesso di parti limitate del nostro territorio nazionale, in diverse occasioni. Una mancanza grave e pericolosa, vista anche l’instabilita’ e la crisi politica cui stiamo assistendo”.

“IMPEGNO DOVEROSO ANCHE PER IL SINDACATO”

“La Giornata Nazionale della Legalità che oggi abbiamo celebrato a Pescara, il prossimo anno si terrà a Locri perché cittadini e lavoratori hanno bisogno di questo impegno, di una presenza costante anche da parte nostra, doverosa anzi per un sindacato che deve sentirsi chiamato a rispondere e a comportarsi esattamente come un’istituzione”, ha detto Centrella, concludendo la Giornata Nazionale della Legalità organizzata a Pescara dal suo sindacato, in particolare dal segretario confederale Geremia Mancini, e giunta alla sua decima edizione.

Dal tragico 19 luglio del 1992, giorno della strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Borsellino e la sua scorta, l’Ugl in Abruzzo ha sempre organizzato manifestazioni con l’intento di tenere alto il messaggio dei due giudici simbolo della lotta alla criminalità organizzata, Falcone e Borsellino.

Un evento di straordinaria importanza – ha affermato il sindacato – che ha visto la partecipazione di persone, coraggiose e determinate nel combattere ogni forma di criminalità, come Don Luigi Merola, il sacerdote anticamorra, e Calogero Germanà, che nel 1992 subì un vile attentato da “Cosa Nostra”, ai quali è stata consegnata la “Campana della Legalità”, premio già consegnato negli anni alla memoria del magistrato Antonino Caponnetto, a Renato Cortese, l’uomo che arrestò Provenzano, a Emilio Alessandrini, il giudice pescarese assassinato da terroristi, alla Medaglia d’Oro Generale Umberto Rocca.

Sono intervenuti inoltre l’On. Francesco Paolo Sisto, l’On. Maurizio Scelli, l’On. Maria Grazia Laganà Fortugno, l’On. Lorenzo Diana, l’On. Angela Napoli, il Procuratore Nicola Trifuoggi e Salvatore Calleri della Fondazione “Caponnetto”, ai quali è stato consegnato il riconoscimento “Custode della legalità” dai segretari confederali dell’Ugl Geremia Mancini e Serafino Cabras, nonché dallo stesso segretario generale Centrella.

“CHI CI GOVERNA DEVE ESSERE TRASPARENTE”

“È sotto gli occhi di tutti – ha detto Centrella – quello che sta succedendo oggi nelle Camere del nostro Paese. Non tocca a me giudicare e non sono uno che giudica, i cittadini sono liberi di farlo e di vedere quello che sta accadendo. Dico sempre che chi ci governa dovrebbe essere il primo a essere trasparente”.

“Vedere un deputato, che è anche un uomo di legge, essere arrestato e – ha proseguito – il Parlamento dare l’autorizzazione all’arresto, dimostra che le cose non vanno bene. Allo stesso tempo nell’altro ramo del Parlamento non si autorizza l’arresto di un senatore. Anche questo dimostra che c’è qualcosa che non funziona nelle nostre istituzioni. Ripeto, non devo giudicare, può succedere a tutti e non è bello vedere persone che finiscono in carcere. Però credo che se non siamo noi o le istituzioni i primi a dimostrare che bisogna essere puliti, come possiamo volere che lo siano i cittadini?”.

“GLI ERRORI LI PAGANO I CITTADINI NORMALI”

“Oggi c’è un continuo attacco a tutto – ha detto – ai politici, alla magistratura e a chi cerca di fare qualcosa. I cittadini non capiranno mai chi ha ragione o torto perché vediamo i politici contro i magistrati e i magistrati contro i politici. Credo che ognuno dovrebbe fare il proprio dovere e ogni cittadino deve accettare quello che un giudice decide con molta trasparenza e tranquillità”.

“Non credo che – ha proseguito – a certi livelli ci siano degli errori. Gli errori li pagano solo i cittadini normali, che molte volte sono anche condannati e rinchiusi in carcere per poi scoprire dopo molti anni che non hanno fatto nulla. Quando si tratta di persone in alto prima dei giudizi bisogna vedere bene cosa succede o non succede. Però vedere la magistratura contro la politica e la politica contro la magistratura è qualcosa che rende il nostro paese poco civile”.

“E questo – ha concluso il segretario dell’Ugl – non va bene”.