PESCARA – Anche quest’anno la Capitaneria di porto di Pescara scende in campo con l’operazione “Mare sicuro”, per salvaguardare la vita in Adriatico durante la stagione balneare.

Già da un mese sono stati attivati i controlli sulle concessioni balneari e dal primo giugno gli operatori della Capitaneria, agli ordini del comandante, Pietro Verna, sono in spiaggia e in mare per controllare che sia tutto in ordine.

Questa mattina, in conferenza stampa, sono state ricordate alcune regole preziose che i bagnanti devono tenere a mente.

Lo specchio d’acqua in cui è consentito fare il bagno è quello che va dalla battigia fino a 300 metri, mentre negli ulteriori 50 metri (la cosiddetta zona cuscinetto) i bagnanti devono essere segnalati (a esempio con una boa).

In quest’area, cioè fino a 350 metri dalla spiaggia, le imbarcazioni non possono transitare se non negli appositi corridoi di lancio.

Lo spazio per le imbarcazioni è quello che va oltre i 350 metri. Vietato, poi, giocare (per esempio a racchettoni o con il pallone) sia in acqua che sulla spiaggia se non nelle zone recintate.

I numeri da tenere a mente sono 1530, che è il numero blu a cui risponde telefonicamente la centrale operativa, e il canale 16, per chiedere soccorso in mare.

Da quest’anno i bagnini, che devono avere il pattino sempre pronto per le emergenze, hanno in dotazione anche un caschetto di protezione tipo rafting.

A supportare l’azione della Capitaneria c’è anche il Nucleo aereo. Lo scorso anno, è stato ricordato oggi, sono state soccorse 16 unità e 38 tra bagnanti e diportisti.

L’attività di polizia ha portato a elevare 166 sanzioni amministrative. I controlli sono stati più di 3.400 e 3 le notizie di reato per abusivsmo demaniale.

La Capitaneria si è occupata, da gennaio, anche di prevenzione nelle scuole, e in questi giorni sta ospitando i ragazzi coinvolti nel progetto Campogiovani, che porta gli studenti a seguire di persona per una settimana tutte le attività delle Capitanerie, tra cui quella pescarese.