PESCARA – Si va definendo il quadro delle prossime elezioni comunali di Pescara, senza retorica definite storiche in quanto quella che uscirà dalle urne a giugno 2024 sarà la consigliatura che porterà alla fusione, nel 2027, di Pescara con Montesilvano e Spoltore, in una unica grande città metropolitana.

Se il centrodestra ha confermato la ricandidatura del sindaco uscente di Forza Italia, Carlo Masci,  in base al principio della continuità applicato anche nelle altre città al voto, ieri è stata ufficializzata la discesa in campo di Domenico Pettinari consigliere regionale eletto col Movimento 5 stelle, mister preferenze in assoluto nel 2019, con oltre 9600 voti, vice presidente del consiglio regionale, e che di fatto ha detto addio ai pentastellati, e correrà da solo con sue liste civiche.
Il centrosinistra, come invece già anticipato da AbruzzoWeb, è pronto a replicare a Pescara l’esperienza del campo largo già applicata alle regionali di marzo prossimo, e si rafforza giorno dopo giorno la candidatura a sindaco di Pescara dell’avvocato Carlo Costantini, ex parlamentare e consigliere regionale dell’Italia dei valori, ora esponente di Azione, il partito di Carlo Calenda e Giulio Sottanelli che fino all’ultimo ha tentato di imporre Costantini come candidato presidente della regione per l’intera coalizione.

Un passaggio deciso in questa direzione la conferenza stampa di ieri al palazzo di città, con i rappresentanti  del Partito democratico, Movimento 5 stelle, della lista di Marinella Sclocco, di Pescara Città aperta  e appunto di Azione. Presente ovviamente Costantini, che ad esplicita domanda dei cronisti, ha affermato: “è presto per parlare di una mia candidatura dobbiamo prima ragionare sulle idee e sulla squadra. Una cosa è certa,  dobbiamo lavorare per una alternativa ai disastri causati dall’attuale amministrazione. E non dobbiamo dimenticare che questa sarà una delle amministrazioni più delicate e anzi storiche per Pescara, perché dovrà preparare il campo alla grande fusione”.