PESCARA – Una presunta truffa da 300 mila euro ai danni della Asl di Pescara con 66 indagati tra medici e funzionari delle commissioni di invalidità per il cumulo dei gettoni di presenza e degli stipendi e per i doppi e tripli gettoni percepiti in un giorno soltanto.
Sulla vicenda starebbe lavorando la Procura adriatica, in un’inchiesta coordinata dal pm Annalisa Giusti.
È questa la notizia riportata dal quotidiano Il Centro e finita anche sul Tg5 delle 13.
A indagare sulla vicenda sono gli uomini della Guardia di finanza di Pescara.
Secondo il rapporto depositato dai militari “I verbali appaiono, in tutto o in parte, rettificati o modificati: correzioni dell’orario di inizio di ciascuna seduta, redazione a matita, omessa indicazione in taluni casi dell’orario di inizio, totale assenza dell’indicazione dell’orario di chiusura di ciascun verbale e mancanza della durata della seduta della commissione”.
“Ciò nonostante – continuano i finanzieri – si evidenzia altresì la discordanza nella comparazione dell’orario di lavoro registrato dal cartellino marcatempo elettronico. Tale condotta, ripetuta negli anni 2006 e 2007, appare idonea a determinare un ingiusto profitto derivante dall’attribuzione dell’indennità prevista per le sedute delle commissioni invali civili, mai cumulabile con altre indennità erogate a qualsiasi titolo dalla Ausl di Pescara”.
L’esposto che ha fatto scattare l’indagine risalirebbe al 2007 e sarebbe stato presentato alla procura di Larino (Campobasso), per poi essere trasmesso a Pescara.
“È ormai sotto gli occhi di tutti lo scandalo indecoroso e ignobile lle commissioni di invalidità delle Asl d’Abruzzo, in particolare di quella della Asl di Pescara”, scrive un sedicente Vincenzo Esposito nell’esposto.
Sempre secondo quanto scrive Il Centro ci sarebbero verbali scritti con la matita, pieni di cancellazioni, con pezzi lasciati in bianco e senza pagine.
Dopo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, il prossimo 20 dicembre, il comandante provinciale della finanza, Mauro Odorisio, è pronto a dare il via a un’altra tornata di interrogatori.
L’ESPOSTO
“Solitamente è il politico di turno che sollecita. Dopo le visite – è scritto nell’esposto – si innescano una serie di meccanismi e comportamenti che favoriscono l’arricchimento illecito oltre al consenso per il politico di turno”.
“Dalle visite fino al riconoscimento dello stato di invalidità – spiega ironicamente – si immettono una serie di ‘lubrificanti’ che, oltre ad accelerare o ritardare i tempi, portano a una favorevole conclusione dell’istruttoria”.
“Per meglio completare e sbrigare le pratiche – aggiunge l’anonimo – i segretari portano con sé, al proprio domicilio o abitazione, la cartellina del paziente: poi cosa accade a casa del segretario di commissione chi lo sa? Basti pensare che non tutti i pazienti o richiedenti risiedono a Pescara e venire da fuori comporta sacrificio: bisogna prendersi ore di permesso, usare i mezzi pubblici e se privati, nel caso di soggetti non patentati, chiedere favori a familiari o altra persona di fiducia per farsi accompagnare oppure consegnare la certficazione medica richiesta”.
“Invece – si dice ancora allusivamente – se si abita a Pianella, Serramonacesca, Torre de’ Passeri o Popoli, Città Sant’Angelo, Montesilvano, risulta più comodo e facile raggiungere l’obiettivo: a casa del segretario si fa prima e meglio”.





