STRASBURGO – “Dal Consiglio Ue alcuni passi in avanti, ma c’è ancora molto lavoro da fare: l’impegno dell’Italia sarà profuso nella direzione della tutela della piccola pesca, creando una filiera del tonno italiano, garantendo attenzione anche alla pesca sportiva che, potenziata, meglio valorizzata e censita, contribuirebbe a eliminare conflittualità e fenomeni di illegalità”.

Così, in una nota, l’europarlamentare della Lega, del gruppo europeo Identità e Democrazia, componente della delegazione Pesca Massimo Casanova, eletto in Abruzzo.

“Sul meccanismo di compensazione è positivo il calcolo su base sforzo 2015-2017 anziché che sul complessivo annuale assegnato ad uno Stato membro. La misura – osserva Casanova – è difficilmente applicabile a causa degli impegni gravosi previsti”.

“A dispetto dell’auspicata e giusta eliminazione del fermo a dicembre, con effetti benefici sul mercato, del tutto irricevibile è invece quanto deciso sulle anguille, con il divieto alla pesca ricreativa e la permanenza dell’enorme questione delle cieche pescate dalla flotta Ue atlantica e africana e le conseguenti vendite illegali sul mercato asiatico penalizzando i nostri pescatori”.

“Bene l’accordo sul gambero: dal paventato 7% si è arrivati al 3%, ma una moratoria sarebbe stata preferibile, dal momento che la situazione quote è già critica poiché sottodimensionata. Ora bisogna lavorare sulla selettività anche per ottenere più credibilità in Ue, mentre esprimiamo soddisfazione per l’aumento della quota sul tonno”, conclude l’europarlamentare.