GIOIA DEI MARSI – “Ha sì percepito per dieci anni la pensione di invalidità, ma in quanto inidoneo allo svolgimento dell’attività di insegnante di educazione fisica e non perché invalido civile”.
Per questo l’avvocato Dario Visconti, che insieme al collega Antonio Valentini difende Arnaldo Aratari, ex professore e patron del centro di riabilitazione Medisalus di Gioia dei Marsi (L’Aquila) a cui la Guardia di Finanza ha sequestrato beni per oltre 200 mila euro, confida ora nella perizia affidata al medico legale Cristian D’Ovidio.
Secondo l’accusa il 59enne aveva richiesto ed ottenuto lo stato di invalidità attestando false patologie; attestazioni che, spesso carenti anche di adeguata documentazione sanitaria, avrebbero tratto in inganno le commissioni mediche deputate alla certificazione delle malattie invalidanti.
Il caso fece molto clamore, nel novembre scorso quando scattò il sequestro, anche perché Aratari è molto noto e ha beneficiato della pensione per dieci anni.
“L’accusa non si è basata su nessun dato scientifico”, dice ad AbruzzoWeb l’avvocato Visconti, che tiene a precisare come “falso invalido è un concetto sbagliato perché non si tratta di invalidità civile bensì di inidoneità assoluta e permanente allo svolgimento dell’attività di insegnante di educazione fisica”.
“Va inoltre rimarcato il fatto che tale inidoneità è conseguita all’esame di diverse commissioni mediche, ad esempio il comitato di verifica delle cause servizio presso il Ministero dell’Economia, e soprattutto la commissione medica di verifica di L’Aquila del 18 luglio 2007, che alla unanimità ha stabilito che si tratta di inidoneità all’attività in cui l’insegnante deve essere anche istruttore”.
“Non è vero – aggiunge Visconti – che gli accertamenti effettuati fossero sprovvisti di certificazioni, perché tutto è stato accertato da organismi qualificati. L’istruttore è tenuto a mostrare gli esercizi, potendo fare un salto in alto ad esempio. È un concetto diverso dall’invalidità civile”, ribadisce l’avvocato.
“A meno che le commissioni non siano tutte sprovviste di qualsiasi cognizione scientifica, c’è da chiedersi come mai abbiano espresso questo giudizio”, fa notare Visconti.
Per l’avvocato “è chiaro che c’è qualcuno che ha interesse ad un fumus persecutionis nei confronti del mio assistito, che è titolare di un centro di riabilitazione e ha generato parecchie invidie e ha subito parecchie ostilità”.
Visconti è sicuro che “sia questo uno dei moventi” della denuncia da cui ha preso le mosse l’indagine delle Fiamme Gialle.
Sarà ora D’Ovidio, nominato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, nei giorni scorsi in occasione dell’incidente probatorio chiesto dall’indagato alla presenza del pm, Roberto Savelli, a stabilire se Aratari aveva tutti i requisiti per usufruire della indennità alla mansione specifica.






