L’AQUILA – Oggi è il giorno più importante della 721ª Perdonanza Celestiniana, l’annuale giubileo istituito all’Aquila per volere di Papa Celestino V.

Il corteo civile, con in testa il gonfalone della città capoluogo di Regione, partirà alle 16 da palazzo Fibbioni, la nuova sede che segna il rientro in centro del Comune, diretto verso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, nata proprio per volere di Celestino, lungo il tradizionale percorso.

Le autorità passeranno lungo corso Vittorio Emanuele, piazza Duomo, corso Federico II, viale Crispi, pochi giorni dopo le uova e i sampietrini contro il premier, Matteo Renzi, per finire con la passerella di viale di Collemaggio.

Al termine del corteo civile, si avvierà dalla Basilica di San Bernardino, recentemente ricostruita e vicina a palazzo Fibbioni, il corteo storico che, seguendo lo stesso percorso, scorterà la Dama della Bolla, la venezuelana Roxana Alejandra Oliveiros Garcia, già volontaria nelle tendopoli post-sisma, prima Dama di colore della storia nel segno dell’integrazione, fino al suo arrivo sul prato della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, previsto per le 17.45.

Sul prato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, riceverà dalle mani della Dama il contenitore dov’è custodita copia della Bolla del Perdono, tradotta dallo storico aquilano Alessandro Clementi e, salito sul palco antistante la Basilica, ne darà lettura ufficiale.

Il documento è di proprietà della Municipalità per volere proprio di Celestino, che da quanto ricostruito dagli storici intendeva difendere il privilegio dell’indulgenza concessa con la sola confessione e il passaggio per la Porta Santo dalla mano della Chiesa che a quel tempo la remissione dei peccati la commerciava a suon di denari.

Al termine della lettura, il cardinale Beniamino Stella, delegato della Santa Sede, celebrerà la messa solenne di apertura della Perdonanza 2015.

Al termine della celebrazione, il rito di apertura della Porta Santa darà inizio alla lunga notte di riconciliazione e perdono che Papa Celestino V volle donare al popolo aquilano ed alla Cristianità intera.

Sarà possibile lucrare l’indulgenza fino ai vespri del 29 agosto, quando la Porta Santa sarà chiusa, al termine della messa che sarà celebrata dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi.

La teca contenente le spoglie di San Celestino V, precedentemente trasportata sul luogo della cerimonia, sarà posta sul palco per l’adorazione da parte dei fedeli.

Come avvenuto negli ultimi due anni, data l’inagibilità della Basilica di Collemaggio, i cui lavori di ricostruzione ancora non cominciano a 6 anni e mezzo dal sisma, l’accesso alla stessa dalla Porta Santa, una volta aperta, è limitato a pochi metri.

Il Corteo Storico, con in testa il sindaco Cialente, sarà composto da oltre 800 figuranti. La figura principale è quella della Dama.

La Bolla originale, distesa sotto una teca nel 1997, in occasione del suo restauro, si trova attualmente esposta all’Expo di Milano nel padiglione di Eataly, dove resterà fino al 31 ottobre, all’interno della mostra “Il Tesoro d’Italia” curata da Vittorio Sgarbi, di cui questo giornale ha documentato la sostanziale inefficacia a livello turistico e promozionale, amara verità che ha però suscitato le ire del primo cittadino.

Altra figura fondamentale del corteo è quella del Giovin Signore, in questa edizione Mirko Schiavone, che porta il ramo d’ulivo dell’orto del Getsemani con il quale il cardinale Stella ordinerà l’apertura della Porta Santa, toccandola tre volte.

La Dama della Croce, Elisa Piccirilli, che partecipa al corteo fin da quando era bambina ed è figlia del componente del Comitato Perdonanza Pietro, infine, indosserà una croce realizzata dall’artista aquilana Laura Caliendo e che lo stesso cardinale indosserà nel momento più solenne della Perdonanza.

Sia la teca con la Bolla originale del 1294, sia l’astuccio che l’ha contenuta per secoli, sia il ramo d’ulivo sono usciti miracolosamente illesi dai crolli che ha subito palazzo Margherita, la sede storica del Comune di Piazza Palazzo, in seguito al terremoto del 6 aprile 2009, anche se in alcune edizioni post-sisma il ramo è stato sostituito tra le polemiche della Curia da altri oggetti sacri.

Il documento papale e gli altri preziosi oggetti del perdono celestiniano, fino a quella data, erano conservati nella cappella della torre civica di palazzo di Città.

In testa al corteo civile ci saranno il gonfalone della città dell’Aquila, scortato da tre agenti di polizia Municipale in alta uniforme; il vice sindaco, Nicola Trifuoggi, il capo di gabinetto, Mauro Marchetti, il segretario generale, Carlo Pirozzolo e i dirigenti comunali.

Segue il gonfalone della Provincia dell’Aquila con il presidente, Antonio De Crescentiis e i consiglieri provinciali.

Come anticipato ieri da questo giornale, il gonfalone della Regione Abruzzo, vittima della spending review, sarà scortato da un solo commesso al posto dei consueti tre.

Seguono poi il rappresentante ufficiale del Governo, il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, il questore, Alfonso Terribile, i parlamentari abruzzesi, l’ex sottosegretario Gianni Letta, presenza ormai tradizionale anche in assenza di incarichi pubblici.

Il Corteo procederà poi con l’assetto tradizionale che vede schierate tutte le realtà istituzionali, militari, culturali, scolastiche, del volontariato, sportive e dell’associazionismo aquilane, oltre alle città gemellate e le celestiniane.

Alla vigilia è stata annunciata la divisione dei vari Comuni del circondario sulla base dei “quarti” che contribuirono con la loro unione, secondo la leggenda in 99, a fondare la città dell’Aquila.

Tra gli ospiti sfilerà anche il vice sindaco di Lampedusa, Damiano Sferlazzo.