L’AQUILA – Dal 2015 la Perdonanza Celestiniana sarà patrimonio immateriale dell’Unesco.

Lo ha annunciato in conferenza stampa un orgoglioso sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, con fascia tricolore indosso perché “voglio esprimere il mio onore di far parte della nostra comunità”.

Grazie all’aiuto di un nutrito numero di intellettuali del capoluogo e italiani è stato possibile raggiungere l’obiettivo tanto che, anche se non se ne ha la conferma ufficiale, “si può affermare con buona sicurezza che per il 2015 siamo gli unici in Italia a presentare la candidatura”.

Tra i sostenitori Walter Capezzali presidente della Deputazione di Storia d’Abruzzo, Maria Teresa Letta, vice presidenza nazionale della Croce Rossa, monsignor Giuseppe Petrocchi, arcivescono metropolita dell’Aquila, Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, Antonia Pasqua Recchia, architetto e segretario del Mibac, Francesco Sabatini, linguista e filologo, Franco Salvatori, geografo e direttore del dipartimento di studi di Scienze storiche dell’Università di Tor Vergata e Salvatore Santangelo, giornalista professionista,

“Quello di Celestino V è stato un atto d’amore e non potremo mai dimenticarlo – ha affermato Cialente – La tradizione politica e sociale della nostra città è testimoniata, insieme alla sua storia, dal nostro asse centrale, dal centro storico e urbanistico, che contiene e mantiene le caratteristiche sociali e culturali di una federazione perché L’Aquila è una federazione”.

PUGLISI (UNESCO): ”SARA’ SCELTA DI CERTO, IL DIFFICILE SARA’ DOPO”

A occuparsi dell’iter di completamento della candidatura è stato Giovanni Puglisi che, nel ringraziare tutti coloro che l’hanno aiutato nel lavoro, ha commentato: “L’Italia è stato sempre un Paese frammentato e questa frammentazione ha portato ricchezza materiale ma anche un ricco patrimonio di tradizioni, abitudini, manualità, artigianato. Dovrebbe essere patrimonio immateriale dell’umanità lo Stivale intero”.

“L’Unesco accetta una sola candidatura l’anno da ogni nazione – ha spiegato il presidente della Commissione nazionale italiana dell’Unesco – abbiamo individuato indicatori che si incrociano con la richiesta dell’Unesco e la Perdonanza Celestiniana è stata l’unica in Italia a rispondere ai criteri di valutazione. L’unicità indiscussa è data dalla Bolla, rimasta intatta dall’atto dell’emanazione”.

“La candidatura è avviata a riconoscimento perché il dossier ha una sua solidità – ha anticipato – e non ho dubbi che a Parigi avrà il plenum”.

“I veri problemi arriveranno quando la candidatura verrà ufficializzata – ha concluso Puglisi – ed è da tenere a mente che l’Unesco può anche disconoscere i suoi patrimoni. La questione poi, sarà legata alla valorizzazione dei luoghi e siti riconosciuti”.

“Quella di quest’anno – ha promesso l’assessore alle Opere pubbliche nonché vice presidente del Comitato Perdonanza Alfredo Moroni – sarà una Perdonanza d’eccezione. Sono particolarmente felice perché stiamo cercando di seguire un percorso di ritorno alle origini, immersi nello spirito di rivisitazione della verità storica, con rigore e sobrietà, ma ricchezza nei contenuti, che già ci proiettano al 2014 e al 2015”.

Tappa importante del discorso di Moroni è la tanto criticata chiusura della Basilica di Collemaggio a causa dell’inagibilità da poco scoperta, “è uno stop importante al nostro percorso, ma chi vorrà lucrare l’indulgenza potrà farlo e l’aiuto di un nutrito seguito di uomini della sicurezza permetterà le celebrazioni”.

Tema di quest’anno è la riconciliazione e la coesione sociale, “che passerà attraverso un momento significativo con l’incontro di ambasciatori e rappresentanti del Burundi. La necessità che abbiamo – ha proseguito – è riavviare un percorso nella riconciliazione locale, un ritorno al clima di solidarietà e pacificazione nella nostra comunità che subisce ancora disagi dopo il sisma”.

“L’Abruzzo e gli abruzzesi sono da sempre una regione e un popolo portato a sottovalutarsi e a ignorarsi – ha spiegato Francesco Sabatini – La tragedia del sisma spinge a ripensare alla tradizione e a quello che si è. La storia abruzzese ha bisogno di riacquistare coscienza di sé”.

“Non sono più questi i tempi di divisione e dualità con i comuni vicini ma c’è bisogno di coesione locale, c’è bisogno dalla città e della Regione Abruzzo, che ha dato segni di discordia – ha continuato il filologo – Se si ricorda che cosa è stato l’Abruzzo di Celestino V portando L’Aquila all’attenzione della Cristianità intera possiamo trovare ciò ci unisce e continuare a percorrere questa strada”.

Secondo Sabatini, “la rinuncia al papato di Benedetto XVI ha portato all’attenzione l’importanza che può avere un gesto come quello di Celestino V: è stato un gesto che fa riflettere, per cui non solo la Perdonanza, ma tutto l’ambiente nel quale è maturato segnano la storia e tornano all’attenzione pubblica”.

“Ora tutto dipende dalla decisione che prenderanno a Parigi – ha concluso – e poi, si spera, di poter essere degni del riconoscimento che richiederà una serie di attività e impegno da parte della città intera. Da parte nostra si è fatto il possibile”.

A fare eco in tal senso l’orgoglio di Maria Teresa Letta, che ha spiegato come “abbiamo lavorato moltissimo e documentato questa tradizione cosi forte e ci riteniamo fortunati ad averla. La Croce Rossa italiana ha dato un grande aiuto all’Aquila dopo il sisma – ha ricordato – il fatto che la teca di Celestino V fosse integra, a dispetto della distruzione che aveva intorno, per me è stato un segnale della provvidenza che ci faceva capire l’importanza dei valori spirituali”.

Sembra molto sicura del raggiungimento del traguardo, l’architetto Antonia Pasqua Recchia, che ha spiega che “è facile maneggiare il concetto di manutenzione del patrimonio materiale, maneggiare l’immateriale è più difficile e comporta la compenetrazione di più sfere e un lavoro congiunto di più aspetti”.

“Alla base di questa candidatura – ha sostenuto – ci sono un’eccezionale continuità storica, mai interrotta nei secoli, e l’autenticità dell’evento. La conservazione dei luoghi fisici lega la componente materiale all’immateriale”.

“Un altro criterio è la consapevolezza del suo valore, religioso, civile e morale – ha proseguito Puglisi – La Bolla è conservata nella casa del Comune dell’Aquila, la partecipazione della popolazione è corale e tocca i sentimenti religiosi ma anche il vissuto della comunità che in questa esperienza mette la sua identità storica, ma anche presente e morale. La Perdonanza non è solo il momento in cui si ottiene l’indulgenza ma anche un momento in cui gli aquilani si ritrovano”.

A non far perdere di vista ai presenti l’aspetto trascendente di questo importante raggiungimento è stato l’arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Petrocchi, per il quale “la questione è profondamente etica, perché ciò che ha consistenza sul piano della fede ha riverbero importantissimo sul piano della ragione”.

“Il motivo di fondo è che incarnato in un valore umano universale – ha concluso l’arcivescovo – La Perdonanza rappresenta un aspetto essenziale della grammatica etica che consente di costruire relazioni vere e di pane quotidiano di ogni uomo”.