Riceviamo e pubblichiamo* di Pierluigi Mantini

Il dibattito sulla Perdonanza 2026 si è già arricchito di numerosi commenti, positivi e concreti.

Condivido molto quelli di Giustino Parisse e di Angelo De Nicola volti a riconoscere la crescente forza di questo straordinario evento come radicamento dell’ identità aquilana e della capacità di estendere  ben oltre i confini cittadini il messaggio celestiniano.

Bisogna riconoscere che negli anni recenti, grazie anche a convergenti fattori positivi, l’ Amministrazione comunale ha ben operato svolgendo uno straordinario lavoro organizzativo ben rappresentato dall’empatica  commozione di Pierluigi Biondi, alla sua ultima Perdonanza in veste di sindaco, e dall’appassionata azione, quasi un’immedesimazione fisica, del vice sindaco Raffaele Daniele.

Il tema è ora quello di scrutare l’ orizzonte per comprendere come si possa fare sempre meglio per coinvolgere i giovani e le componenti della società aquilana e rendere stabile la declinazione dei valori della Perdonanza, anche oltre le mura, durante l’intero anno e non solo nei giorni dell’ apertura della Porta Santa.

In sostanza, come i valori storici della Perdonanza, laici e religiosi, possano essere proiettati al futuro e divenire un’identità permanente e consolidata dell’Aquila.

Tra le molte idee e proposte mi permetto di rilanciare un progetto di cui ho parlato altre volte anche perché assai caro a Padre Quirino Salomone, fondatore lucido e infaticabile del Movimento celestiniano, che volle discuterlo con me anche negli ultimi mesi di vita.

Intendo riferirmi alla nascita, nell’ Università degli studi dell’ Aquila, di un Corso di laurea o di un Master in Scienze della pace, già presente nell’Università di Pisa e in alcune altre sedi.

Un corso attrattivo per i giovani, finalizzato alle professioni della mediazione dei conflitti internazionali e alla cooperazione, caratterizzato da una marcata apertura internazionale, da una forte interdisciplinarità e da un’interazione fra cultura umanistica e cultura scientifica.

Un titolo accademico in grado di fornire una solida formazione culturale, che consente di muoversi in realtà complesse con adeguati strumenti di conoscenza critica, di analisi e con specifiche capacità progettuali, realizzative e di valutazione. I laureati e le laureate, anche triennali, potranno essere in grado di operare in realtà complesse e in situazioni di emergenza e conflitto con elevato grado di autonomia e capacità gestionali.

Il percorso formativo potrebbe essere caratterizzato da tre curricula che condividono un primo anno in comune, basato sulle discipline storiche, giuridiche, economiche, sociologiche, lingue e relazioni internazionali, per poi caratterizzarsi con  piani curriculari distinti in peace building, cooperazione umanitaria, regolazione pacifica dei conflitti ed emergenze post-disaster.

Nel caso dell’ Università di Pisa il corso di laurea offre anche la possibilità, attraverso un percorso di selezione, di conseguire un doppio titolo con l’Università di Paris-Dauphine.

Ad un’ iniziativa di questo genere possono peraltro collaborare istituzioni di prestigio come l’ Istituto per gli Studi Politici Internazionali (I.S.P.I.) o l’ Istituto per gli Affari Internazionali (I.A.I.), e numerosi altri.

A L’Aquila si possono individuare percorsi scientifici e didattici originali e il Rettore ed il qualificato Senato accademico non hanno bisogno certo di consigli specifici.

Ma la forza di questo progetto, come eredità concreta dei valori della Perdonanza, risulta essere di straordinaria evidenza.

“ Non c’è pace senza pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono”: queste parole di Giovanni Paolo II sintetizzano le contraddizioni del nostro tempo illuminando le menti e le coscienze in un cammino di speranza e di pace fondato sul riconoscimento della dignità umana e il ripudio dei conflitti come mezzo di sopraffazione.

Non possiamo trascurare che la Bolla di Celestino è innanzitutto un atto radicale di ribellione alle ingiustizie, al mercimonio delle indulgenze, alla corruzione, nel nome della fratellanza.

Sono i valori di cui maggiormente  si avverte la mancanza nel tempo attuale, che attraggono i giovani, che sempre più sono disponibili a percorsi professionali su questi temi, nella ricerca del “lavoro buono”.

Un corso di formazione e specializzazione in scienze della pace a L’Aquila è possibile, con il concorso delle molte energie e risorse maturate nel corso delle edizioni della Perdonanza, e sarebbe uno dei migliori segni di identità culturale della città in Italia e nel mondo.

* docente aquilano di Diritto amministrativo e urbanistico presso il Politecnico di Milano, ex parlamentare, consigliere della Struttura commissariale ricostruzione sisma 2016,  ex vicepresidente del Consiglio di Stato, ed ex alto rappresentante dell’Ocse per i conflitti nell’Europa dell’Est. Consulente giuridico per la stesura delle Norme tecniche attuative nell’Ufficio del piano regolatore del Comune dell’Aquila,