L’AQUILA – “Anche quest’anno, la gara per i service luce e audio per Collemaggio è stata deliberata soltanto il primo agosto, a poche settimane dall’inizio della Perdonanza, con la pubblicazione scivolata proprio a ridosso della serata inaugurale. Depositeremo una busta chiusa con il nome di chi, secondo noi, si aggiudicherà la gara: scommettiamo di non sbagliare”.
Esplode all’Aquila la polemica sugli appalti per la Perdonanza celestiniana, che si svolgerà dal 23 al 30 agosto, e il Partito democratico prende di mira la determinazione dirigenziale 3704 del primo agosto, per il servizio audio, video, luci presso la location di Collemaggio, con procedura negoziata, per un valore della commessa di 216.000 euro più iva.
Per il Pd è “ancora una volta una procedura poco trasparente” e chiede l’intervento della Corte dei Conti.
“Come mai ci si è ridotti, di nuovo, all’ultimo momento? Come è possibile giustificare tali procedimenti amministrativi dinanzi ad un evento che si ripete da centinaia di anni? Chi ha deciso di indire la gara anche quest’anno a ridosso dell’evento riducendo le opportunità di partecipazione per le imprese del settore? Il Dirigente, il vicesindaco o il Sindaco che ha la delega alla cultura? Ci sono enormi responsabilità e chiediamo formalmente un intervento alla Corte dei Conti, perché è chiaro si configuri, da anni, un pesante danno erariale per le casse comunali”, incalzano i dem.
“È evidente che, così, si rende impossibile una ampia risposta dal mercato che possa consentire una comparazione tra le offerte in grado di generare anche un risparmio economico; risponderà chi ha risposto, in emergenza, anche negli anni passati – prosegue la nota -. Lo avevamo chiesto sei mesi fa, con una conferenza stampa e nell’apposita commissione consiliare, organo istituzionale del Comune: avevamo chiesto che la gestione della Perdonanza celestiniana fosse incentrata, dopo anni di sperpero di risorse pubbliche, sulla piena trasparenza dei procedimenti e sui principi della buona e corretta amministrazione. D’altra parte, l’anno passato per il solo allestimento dei palchi erano stati spesi poco meno di 1 milione e 221 mila euro: una cifra astronomica, ingiustificabile”.
“Così come era ingiustificabile ci si fosse affidati al principio dell’emergenza per gli allestimenti, considerato che parliamo della più importante manifestazione annuale cittadina, non certo un evento straordinario e imprevedibile, procedendo in deroga e, così, finendo per affidare il servizio sempre agli stessi soggetti, senza ottenere i benefici dei ribassi che avrebbero garantito gare aperte. Dunque, avevamo avvisato per tempo della necessità di istruire procedimenti a evidenza pubblica Una situazione non più accettabile”.




