L’AQUILA – “Di tutte le aziende aquilane che stanno lavorando alla ricostruzione, non ne ho vista nessuna investire sulla Perdonanza e sul territorio”.

Non le manda certo a dire all’imprenditoria aquilana, il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, tracciando il bilancio della faticosa 720ª Perdonanza Celestiniana, da poco conclusa, caratterizzata prima da dimissioni e e scontri interni al comitato organizzatore, poi dall’incertezza sui fondi e sul programma fino a pochi giorni prima dell’apertura, e infine da un cartellone di eventi per certi versi deludente.

“Dall’anno scorso a oggi sono partiti cantieri per 1 miliardo 800 milioni – spiega il primo cittadino ad AbruzzoWeb – ma se si escludono i pochissimi imprenditori, due o tre, che si fanno carico dell’Aquila Calcio, non resta nessuno a contribuire al tessuto culturale e sociale. Se anche gli aquilani avessero lavorato sul 50% del totale dei cantieri, 900 milioni incassati sono davvero tanti soldi”.

È di qualche giorno fa l’invito rivolto tramite questo giornale al primo cittadino da parte del presidente di Confindustria della provincia dell’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, per la “costituzione immediata” di un tavolo tra istituzioni, imprenditoria e volontariato, allo scopo di lavorare fin da questa settimana all’organizzazione della prossima Perdonanza “per realizzare un evento importante e non solo una bella festa cittadina”.

Spinosa Pingue ha accusato l’attuale gestione del Comune e degli ultimi 30 anni di ‘medievalità’, proponendo un approccio manageriale.

Non ci sono soldi per l’approccio manageriale di cui parla Pingue. Noi abbiamo sempre puntato all’aspetto religioso, se si vuole puntare al turismo c’è bisogno di proposte concrete degli imprenditori con la creazione di pacchetti turistici e promozioni che non sono mai state neppure pensate per questa città, oltre a soldi da investire.

Accetta l’invito a lavorare di concerto con Confindustria per la 721ª edizione?

Certo, ma deve essere chiaro che non è il Comune a dover proporre un progetto agli imprenditori. Sono loro che devono avanzare delle idee. Quello di Pingue mi sembra il solito rilancio, ‘vorrei, ma non posso’.

Un cartellone incerto fino alla fine con un’organizzazione all’arrembaggio. Si è davvero rischiato di non avere la Perdonanza quest’anno?

C’è stata incertezza fino alla fine sui fondi. Cosa avremmo dovuto fare? Forse a molti è sfuggito che la copertura finanziaria è arrivata solo il 14 di agosto dalla Regione, perché l’ex governatore, Gianni Chiodi, non l’aveva inserita nel bilancio. Era impossibile organizzare qualsiasi cosa prima dell’arrivo dei 200 mila euro da parte della Regione. Devo ringraziare il Comitato per il lavoro svolto, considerando che in molti hanno dovuto firmare contratti alla cieca senza sapere se ci sarebbero o meno stati fondi a disposizione.

C’è il rischio che l’anno prossimo si ponga lo stesso problema?

Spero di no, se la Regione, come ha già fatto quest’anno, metterà a disposizione del Comune i soldi necessari per una manifestazione degna del valore che ha.

Il rettore della Basilica di Collemaggio, don Nunzio Spinelli, ad AbruzzoWeb ha sottolineato la scarsa conoscenza che si ha nel mondo e nello stesso Abruzzo del giubileo aquilano. 

Si tratta di una manifestazione prettamente religiosa, essendo un grande giubileo: a questo punto mi chiedo quale sia stato il ruolo della Chiesa in questo senso. Non spetta alla politica diffondere un messaggio reliogioso nel mondo, ma alla chiesa. Comunque ci stiamo muovendo per promuovere la Perdonanza a livello mondiale: porteremo la bolla all’Expo 2015, ma la rilevanza data dai giornali a questa cosa è stata minima. L’interesse della città è stato molto più vivo quando c’era l’incertezza sulla dama. Questo, sinceramente, fatico a capirlo.