L’AQUILA – “Problemi di carattere tecnico ed economico”.

Queste le due motivazioni che hanno portato all’annullamento del concerto più atteso della Perdonanza Celestiniana 2012, quello di Riccardo Cocciante.

Quali sono stati questi problemi? AbruzzoWeb è andato in fondo alla vicenda, sono emerse la difficoltà logistica di organizzare un mega impianto con un maxi palco e, sopratutto, una differenza di budget complessivo di 40 mila euro.

Valutazioni che possono anche starci ma che andavano fatte ben prima di arrischiarsi ad annunciare alla stampa e alla città un concerto che oggi non si farà. Una leggerezza che costa quantomeno una figuraccia.

Dopo la ricostruzione di questo giornale il direttore d’orchestra Leonardo De Amicis ha contattato la redazione: “Non è colpa mia o di Riccardo se salta il concerto, non ci sto a passare per esoso” ha spiegato, svelando la sua versione.

IL MEGA IMPIANTO

Il concerto di Cocciante avrebbe richiesto un impianto particolarmente imponente: otto “torri layer”, quelle alte fino 16 metri, da posizionare in tutto il piazzale di Collemaggio, e un super palco di 600 metri quadrati per ospitare l’artista, 84 musicisti e il resto.

Uno spiegamento di forze davvero massiccio, anche perché dai primi contatti di qualche mese fa sembrava che le dimensioni dovessero completamente diverse.

Febbrili sono state le trattative, ma l’indicazione dello staff di Cocciante e del maestro Leonardo De Amicis, aquilano, è stata chiara: fatto con un impianto audio e luci di dimensioni ridotte, lo spettacolo non avrebbe avuto la stessa efficacia e spettacolarità.

UN BUDGET DOPPIO

Ancor più impattante l’aspetto economico, nonostante il concerto di Cocciante sia stato definito “a costo zero” in sede di presentazione perché l’artista aveva rinunciato al suo cachet.

Nonostante questo regalo, tra spese tecniche, l’ospitalità per i musicisti e gli altri costi organizzativi l’evento sarebbe costato 79 mila euro, praticamente più del doppio visto che, da quanto si è appreso, al Comitato si era preventivato 30 o al massimo 40 mila euro, rifacendosi ai precedenti di Fiorella Mannoia o Roberto Vecchioni.

Non va dimenticato che l’amministrazione Cialente da sempre è abituata a fare la Perdonanza con pochi spicci, al contrario di quelle milionarie (che però hanno lasciato “buffi” fuori bilancio come dote) dell’era Tempesta: per il 2012 il bilancio di tutto quello che ci sarà dal 23 al 29 agosto è di 165 mila euro, evidentemente pochi per stornarne la metà solo per il concerto del 25.

Adesso cosa succederà? Fervono le trattative per trovare un sostituto anche se ancora una volta per ragioni sia tecniche che economiche non sarà facile riuscirci in pochi giorni. Il “concertone” della Perdonanza rischia insomma di essere quello del 23, dei Subsonica.

In ogni caso, dallo scambio di mail tra Comune e Cocciante è emersa l’apertura a fare il concerto anche in seguito, qualora si trovino le condizioni per realizzarlo, per esempio uno sponsor.

DE AMICIS: ”NON E’ COLPA MIA E DI RICCARDO SE SALTA…”

Non ci sta a passare per esoso, Leonardo De Amicis, il direttore d’orchestra Rai nato all’Aquila che stava organizzando il concerto con il suo amico Riccardo Cocciante per il prossimo 25 agosto.

Un concerto saltato dopo che il Comitato organizzatore della Perdonanza Celestiniana ha scoperto all’improvviso che c’erano “problemi di carattere tecnico ed economico”, come scritto oggi in una nota.

AbruzzoWeb ha ricostruito lo scenario che ha portato al rinvio a data da destinarsi e al rischio di cancellazione dell’evento: sostanzialmente un palco e un budget troppo grandi per le esigue risorse, 79 mila euro il preventivo a fronte di 165 mila per tutta la Perdonanza.

Ma De Amicis ha contattato la redazione per spiegare la sua versione: non vuole passare per quello che ha fatto saltare il concerto.

“Diciamo le cose come stanno, non abbiamo chiesto un mega impianto – spiega – Non è vero che il concerto non si fa perché non è gratis, io e Cocciante non abbiamo chiesto cachet e avremmo pagato i musicisti: 54 dell’orchestra, 7 della sezione ritmica e 20 cantanti più noi due, allestimento tecnico sul palco, microfoni, schermi parole, assistenti, tutto pagato da noi”.

Quanto alla dotazione tecnica, “abbiamo solo chiesto un palco dove appoggiarci. Quello originario era di 40 metri – prosegue – sono sceso prima a 30×20 e poi a 24×18, ma 100 persone non posso metterle su un palco più piccolo di così”.

E le otto “torri layer” da 16 metri? “Il concerto si poteva fare dovunque, per 40 mila, 50 mila persone, a Collemaggio, piazza Duomo o Campo Imperatore – sbotta il direttore – abbiamo solo consigliato di allestire un impianto adeguato al pubblico, a discrezione del Comitato o del Comune”.

“Abbiamo poi chiesto – prosegue ancora De Amicis svelando la ‘lista’ – di ospitare a dormire l’orchestra e la cena. Quanto a transenne, servizio d’ordine, non voglio entrarci, non sono spese che mi riguardano. Noi eravamo gratis e lo siamo ancora”.

Alla luce di queste richieste, “79 mila euro (la cifra preventivata dal Comitato Perdonanza secondo quanto appreso da questo giornale, ndr) è un prezzo che non capisco: un palco costa 8 euro al metro quadrato e quindi se la sarebbero cavata al massimo con 5 mila euro, non so se gli hotel hanno chiesto molti soldi per dormire e mangiare”.

“Mi dispiace – ammette – noi eravamo a disposizione e lo siamo ancora, ma non siamo stati io e Riccardo a far saltare il concerto. Ho fiducia in Massimo Cialente, è una persona perbene che ha visto questo evento alle Terme di Caracalla e mi aveva chiesto di farlo un po’ più piccolo, ero pronto ad accontentarlo”.

“Forse dispiace più a me che a tanta altra gente – conclude De Amicis amareggiato – ma più di questo cosa devo fare? Se sono arrivati a questo punto forse proprio non potevano ospitare l’evento”.

Forse il problema è quello, ma se non erano in grado quelli del Comitato se ne sarebbero dovuti accorgere molto prima.