L’AQUILA – Il candidato più competitivo e gradito all’opinione pubblica per il centrodestra alle comunali dell’Aquila del giugno 2027 sarebbe Roberto Santangelo, seguito da Raffaele Daniele e Guido Liris. Nel centrosinistra primo Americo Di Benedetto, secondo Paolo Romano, terza Simona Giannangeli.

A dirlo non è un sondaggio, ma una originale analisi sul “sentiment”  dell’opinione pubblica, realizzata con l’Intelligenza artificiale, pubblicata da Agensocial, agenzia di stampa basata sui social network, che usa l’ia per raccogliere, elaborare e distribuire notizie.

L’analisi è stata a cura di Alberto Bazzucchi, già ricercatore del Cresa, il centro di analisi della Camera di commercio del Gran Sasso, e dell’Istituto nazionale di ricerche sul turismo, il quale ha interrogato modelli di IA sulla base del dibattito sviluppato dalla stampa locale, delle attività consiliari e della presenza social dei principali esponenti politici, prendendo in esame testate come Il Centro, AbruzzoWeb, Virtù Quotidiane, Rete8 e AqBox.

Non si tratta, va ribadito, di un sondaggio, e il responso degli algoritmi  e dell’analisi “qualitativa” sorprende nel dare un esito ben diverso dai totonomi che vanno per la maggiore, stilati in base alle indiscrezioni e movimenti già in atto nei partiti.

Si può però prevedere che il primo posto ottenuto da Roberto Santangelo, assessore regionale al Welfare, Formazione e Istruzione, e presidente del Consiglio comunale, il più votato alle regionali del 2024 per gli azzurri in Abruzzo, sarà messo sul tavolo nazionale dal partito di Antonio Tajani allorchè occorrerà decidere chi sarà il candidato sindaco del capoluogo di regione alle comunali di giugno 2027, e che dovrà raccogliere il testimone di Pierluigi Biondi di Fdi, che sta completando il suo secondo ed ultimo mandato.

Del resto L’Aquila viene da Fdi considerata un suo feudo, a livello nazionale, dove è cominciata l’ascesa del partito con conseguente pretesa di scegliere anche il prossimo sindaco.

Ma Fi e Lega potrebbero mettere in discussione quella che non è una legge divina. Ed anzi lo stanno già facendo.

E per Fi a quel punto il nome più forte da proporre sarà proprio quello di Santangelo. Per la Lega ci sarebbe ad ad esempio il vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, altro campione di preferenze nel territorio aquilano.

I nomi al più alto livello istituzionale spuntati finora per Fdi sono stati ad oggi il senatore Guido Liris, capogruppo commissione Bilancio ed ex assessore regionale,  e il sottosegretario si Stato per lo Sviluppo economico Fausta Bergamotto, ma entrambi vorrebbero continuare la loro esperienza al governo nazionale e restare a Roma.

Spicca dunque il fatto che nell’analisi Liris è arrivato solo terzo, dietro al vicesindaco Raffaele Daniele.

Altra ipotesi spuntata con forza per Fdi è quello dell’assessore comunale al Turismo Ersilia Lancia, moglie del senatore e coordinatore regionale Etel Sigismondi.

Fdi è comunque in difficoltà nel trovare il nome giusto, perché pur avendo amministratori considerati preparati e in ascesa, a cominciare dalla nuova leva, come il capogruppo Leonardo Scimia e il presidente della Commissione Bilancio Livio Vittorini si ritiene che non siano ancora pronti per essere lanciati come candidati sindaci di un capoluogo di regione.

Agensocial indica Santangelo come il candidato “con il più elevato gradimento civico e trasversale grazie al forte radicamento sul territorio e alla visibilità regionale. L’unica vera incognita, secondo l’analisi, riguarda gli equilibri interni alla coalizione e l’eventuale decisione di Fratelli d’Italia di rivendicare direttamente la candidatura”.

Daniele è considerato “il profilo della continuità amministrativa grazie alla conoscenza della macchina comunale e alla gestione dei fondi PNRR e PNC”.

Liris, è  “forte di una consolidata popolarità personale e di una significativa capacità di mobilitazione elettorale, anche se l’analisi sottolinea come una sua candidatura dipenderebbe da valutazioni strategiche nazionali”.

Sul fronte del centrosinistra il nome ritenuto più competitivo è quello di Americo Di Benedetto, ex consigliere regionale de Il passo possibile, già candidato due volte alle comunali e due volte sconfitto da Biondi, nel 2017 con un clamoroso recupero al ballottaggio, e nel 2022 al primo turno, arrivato secondo davanti al centrosinistra della ex deputata del Pd Stefania Pezzopane. Di Benedetto però, questo aspetto gli algoritmi dell’Ia non l’hanno colto, ha dichiarato che non intende ricandidarsi a sindaco per una terza volta, auspicando però un candidato sindaco civico e rappresentativo di tutta la coalizione.

Nell’analisi Di Benedetto “è indicato come possibile figura federatrice capace di unire l’area civica, moderata e progressista”.

Subito dietro figurano Paolo Romano, consigliere comunale di Italia Viva  e del gruppo L’Aquila Nuova, premiato “per l’intensa attività consiliare e il presidio dei principali dossier cittadini”, e terza la consigliera comunale di L’Aquila Coraggiosa Simona Giannangeli, riconosciuta come “punto di riferimento dell’associazionismo e dei temi sociali”.

Anche il centrosinistra fatica a trovare un candidato condiviso: ultima ipotesi spuntata è quella di Alessandro Grimaldi, direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, in prima linea durante la pandemia del covid 19, capo dipartimento Medicina della Asl provinciale dell’Aquila, nonché presidente dell’Ordine dei Medici dell’Aquila, già segretario regionale Anaao Abruzzo.

Ancor prima sono entrati nel totonomi  il magistrato aquilano Fabio Picuti, attualmente sostituto procuratore generale della Cassazione, pm all’Aquila in prima linea nelle inchieste nel post terremoto, in particolare quella contro la commissione Grandi Rischi. Come pure il professor Pierluigi Mantini, 69enne docente aquilano di Diritto amministrativo e urbanistico presso il Politecnico di Milano, tre volte deputato dell’Ulivo e poi del Pd e dell’Udc, nominato a luglio del 2024 alto consulente giuridico per la stesura delle Norme tecniche attuative nell’Ufficio del piano regolatore del Comune dell’Aquila.

Ma in nessun caso si registrano conferme e smentite.

C’è poi, oltre il recinto civico, il consigliere regionale del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci, che gode di un buon apprezzamento nel popolo del centrosinistra, ma che sconta l’ostruzionismo sui tavoli della coalizione, soprattutto da parte della componente centrista  a cominciare proprio da Di Benedetto.

Ed è singolare che per Agensocial Pietrucci non compare, pur avendo una alta visibilità mediatica e un buon consenso in città presso il popolo della sinistra, mentre lo scettro va a Di Benedetto.

Si legge poi nell’analisi: “emerge un quadro nel quale il centrodestra parte da una posizione di vantaggio, ma con alcune incognite legate alla scelta del candidato, mentre il centrosinistra continua a scontare la difficoltà di individuare una leadership realmente condivisa”.

L’elaborazione dedica ampio spazio anche al sentiment ricavato dal dibattito pubblico. Roberto Santangelo risulta il candidato con la percezione più favorevole, con un sentiment positivo pari al 78%, davanti a Guido Liris (72%) e Americo Di Benedetto (70%). Seguono Raffaele Daniele (65%), Paolo Romano (64%) e Simona Giannangeli (60%).

L’analisi mette inoltre a confronto le priorità programmatiche attribuite ai due schieramenti.

Il centrodestra viene associato soprattutto “al completamento della ricostruzione, alla gestione dei fondi PNRR e PNC e allo sviluppo turistico della città”.

Il centrosinistra, invece, “concentra maggiormente l’attenzione sulle politiche sociali e abitative, sulla partecipazione dei cittadini e sulla pianificazione urbanistica”.

Tra i punti di forza percepiti del centrodestra emergono “la capacità amministrativa maturata negli anni di governo, la gestione delle risorse straordinarie e una leadership ritenuta complessivamente più compatta. Le principali criticità riguardano invece il delicato passaggio della successione al sindaco Pierluigi Biondi e il rischio di tensioni interne nella scelta del candidato. Uno scenario che resta aperto anche alla luce del dibattito politico sul possibile terzo mandato dei sindaci, ipotesi che negli ultimi mesi ha influenzato le riflessioni sul futuro della guida della città”.

Per il centrosinistra, invece, l’IA individua come principali punti di forza “il radicamento civico e la presenza di figure riconosciute sui temi sociali e della partecipazione. Le debolezze più rilevanti riguardano però la storica frammentazione dell’area progressista, la difficoltà nell’individuare una leadership unitaria e la necessità di costruire una coalizione realmente competitiva. Temi che negli ultimi mesi sono stati al centro del confronto politico, con il dibattito sulle primarie e sulla ricerca di un candidato condiviso”. Filippo Tronca