L’AQUILA – “Fa effetto tornare all’Aquila dopo qualche anno, stasera io e gli aquilani ci rivedremo. E ci divertiremo”.

Parola di Patty Pravo, non una qualsiasi.

La ‘ragazza del Piper’, sì, bene, benissimo. O la ‘bambola’ che “finché viveva da sola era una grande signora”, perché viveva “come la luna”. Di luce riflessa, con tutta la sua bellezza, o ‘bellessa’, Vasco l’ha scritta con la doppia esse, l’ha pensata con la doppia esse. E l’ha cucita a misura di Patty.

Stasera, anzi, stanotte, questo talento biondo che da decenni inietta nelle vene della musica la maturità di chi resta giovane fino alla fine, toccherà il Set Action Stage, ‘catino’ aquilano che da poco ha aperto ma molto ha strabiliato.

Stesso palco di Cristiano De André, Fabrizio Moro, Marlene Kuntz, cioè grande musica dal vivo. In attesa di Eugenio Finardi.

“Non nego che rimettere piede in questa città mi farà un certo effetto – conferma al telefono la ragazza dalla voce adulta, perdonando, con dolcezza, il ritardo dell’intervistatore nel rintracciarla – specialmente perché, da quello che so, è stato fatto poco per rimetterla in piedi. So che la città è ferma, io sono stata da voi prima del terremoto, poi non più. E immagino quanto sia dura”.

“Purtroppo questa è una storia tutta italiana”, sospira la Pravo, che poi, messo da parte con amarezza l’argomento sisma, parla del suo ultimo tour, ‘SulLa Luna’, “un successo ovunque, da tutto esaurito”.

Dopo anni di successi ovunque e più di cento milioni di dischi venduti. La prova del fatto che la qualità paga sempre? “Ho ricevuto un dono, tutto qui”, ammette senza presunzione, anzi con un sorriso sincero che si vede anche via telefono.

Sarebbe da rubarle ore e ore di tempo, ma non si può.  “Domani sera ce la godremo”. Però, Patty, dia una voce a Vasco se può. Magari le scrive un’altra canzone.

“Perché no? Sta bene, è in forma, è ritornato”.

Chissà, forse riesce a trovare il tempo per passare all’Aquila. L’Aquila chiama Vasco, iniziativa di AbruzzoWeb, è del resto ancora in piedi. “Speriamo. Glielo dirò”.

L’AQUILA CHIAMA VASCO:
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