L’AQUILA – Alla fine gli allevatori del Gran Sasso l’hanno spuntata: potranno pascolare i loro animali sugli altopiani del Parco Gran Sasso-Monti della Laga per un altro mese ancora, oltre il termine fissato per la “monticazione” al 31 ottobre.

A darne annuncio Gino Guetti, portavoce di un comitato spontaneo di allevatori del versante aquilano, che aveva vivacemente protestato fuori palazzo dell’Emiciclo, spiegando che c’è ancora tanta erba fresca, grazie all’autunno particolarmente mite, che, se non viene pascolata, ostacolerà la crescita di quella nuova l’anno prossimo.

Assurdo dunque, per gli addetti ai lavori, riportare gli animali nelle stalle, anche a tutela del loro benessere. Risolutivo un incontro con l’assessore regionale Dino Pepe (Partito democratico) e il consigliere regionale di Regione facile Lorenzo Berardinetti.

“Non era scontata come vittoria – spiega Guetti – ma Pepe e Berardinetti, che ringraziamo, ci hanno ricevuto e hanno compreso le nostre ragioni, dando disposizione di modificare il regolamento regionale. Inoltre si è ragionato sull’ipotesi che dopo il 30 novembre, finita questa proroga, si potranno eventualmente concederne altre, con la rotazione dei pascoli, e in base alle domande che perverranno”.

Guetti non lesina comunque critiche alle associazione di categoria, che “in questa battaglia non ci hanno in nessun modo sostenuto, anzi ci hanno sconsigliato di mobilitarci, perché sarebbe stato inutile”.

E torna a criticare anche le politiche di tutela nel Parco nazionale.

“L’ente Parco dice che i pascoli sono in sovraccarico, e dunque tende a mettere limiti alla presenza durante l’anno dei nostri animali. Ma quello che accaduto è che si sono moltiplicate in modo sconsiderato le aree a tutela integrale, le i Siti di interesse comunitario, dove non possiamo andare, e così la superficie pascolabile si è ridotta in modo considerevole”. Filippo Tronca