PESCARA – Governo pentastellato, con chi ci sta, e con gli onorevoli di buona volontà di qualsivoglia forza politica. No a questo tracciato del metanodotto Snam, no con ogni mezzo all’aumento del’Iva, si al reddito di cittadinanza che “è una misura di civiltà e inclusione lavorativa, non di assistenzialismo”.
Ha le idee chiare l’onorevole uscente Gianluca Vacca, 46 anni, romano ma che vive da anni a Pescara con la famiglia, rieletto nel collegio proporzionale Chieti-Pescara-Vasto per la Camera. Uno degli undici candidati del Movimento 5 stelle eletti, in virtù dello straordinario risultato anche in Abruzzo del 39,8 per cento alla Camera e 39,3 per cento al Senato,
Professore di lettere e latino, Vacca è un grillino della prima ora, eletto in parlamento nel 2013, dove è stato membro della commissione Cultura della Camera. Ora il bis, ma assicura, “non diventerò mai un professionista della politica”.
Gianluca Vacca, ve lo aspettavate questo risultato elettorale, superiore ai sondaggi ufficiali?
Ad essere sinceri si. Nelle ultime settimane percepivamo un consenso molto vasto, nel corso dei nei tanti incontri sul territorio, sempre partecipatissimi. E poi eravamo convinti che avrebbe pagato il buon lavoro svolto. Anche in Abruzzo, da parte degli amministratori comunali, regionali, ed anche di noi parlamentari
Lei sarà al secondo mandato in Parlamento, sta forse diventando anche lei un professionista della politica?
No, assolutamente. Un professionista della politica è colui che occupa una poltrona per svariati mandati, possibilmente a vita. Come Pierferdinando Casini, che sarà alla decima legislatura, in Parlamento da 35 anni. O anche Gianfranco Rotondi, o lo stesso presidente della Regione Luciano D’Alfonso, politico da una vita, ora onorevole, che per di più vuole mantenere il piede in due staffe il più possibile, ritardando le dimissioni da presidente. Noi al massimo invece possiamo fare due mandati, il nostro regolamento è stringente. E io tornerò a fare altro. Per noi è fondamentale il ricambio della classe dirigente. Altrimenti la politica diventa solo mera conservazione di una poltrona e rendita di posizione.
In questi ultimi anni in Parlamento per cosa si batterà, a favore del suo Abruzzo?
Per risolvere le vertenze lavorative e occupazionali, per prima cosa. E poi sarò in prima linea su vertenze territoriali ed ambientali. Se avremo la possibilità di governare, bloccheremo la realizzazione del metanodotto Snam e della centrale di compressione di Sulmona. Il tracciato va modificato, ed è possibile farlo passare in mare, non certo in un’area a forte rischio sismico, realizzando una centrale così impattante in una valle ristretta e delicata come quella Peligna. Poi c’è il capitolo delle discariche tossiche di Bussi, pagina vergognosa, perché la bonifica non parte, occorre dare una svolta, quei veleni non possono rimanere sotterrati a poco distanza da un fiume e da insediamenti umani.
Ha detto, “se governeremo”… in effetti non sarà facile dare un governo minimamente stabile al Paese…
Mi auguro che parta un governo del Movimento 5 stelle, con chi ci vuole stare, con chi appoggerà il nostro programma e l’azione di governo. Convergenza non vuol dire spartizione di poltrone. Abbiamo un’idea di Paese, siamo la prima forza politica.
Dovendo scegliere, e la politica è arte del compromesso, preferirebbe un governo assieme alla Lega, oppure con parte del Pd e Leu?
Non ho preferenze. Ripeto: noi ci rivolgiamo alle persone, alla loro coscienza, non ai partiti, proponiamo in altre parole un cambio di schema, quasi culturale.
Con chiunque governerete comunque dovrete per prima cosa mettere mano al Documento di economia e finanza, (Def) per disinnescare le clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento dell’Iva automatico a gennaio 2019. Pertanto dovrete trovare coperture economiche alternative per garantire l’equilibrio dei conti pubblici. Avete idea di come fare?
I nostri referenti economici sono già al lavoro per trovare soluzioni che evitino aumento dell’Iva, che sarebbe una catastrofe per la nostra economia, del resto su questo obiettivo c’è unanime convergenza tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Anche lo scorso anno, il governo precedente ha scongiurato l’aumento dell’Iva. Poi dovremo impostare il Def per dare copertura alle misure che ci siamo impegnati a realizzare. Le risorse saranno trovate dal taglio agli sprechi, tirando fuori dal cassetto il piano di Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review.
Per il reddito di cittadinanza, serviranno parecchie risorse…
E saranno soldi spesi bene, per i bisogni dei cittadini, a favore del numero record di giovani a rischio povertà, dell’esercito di lavoratori precari senza nessuna tutela. Il primo passo del reddito di cittadinanza sarà però la riforma e il potenziamento dei centri dell’impiego, che sono lo strumento centrale di questa rivoluzione. Il reddito di cittadinanza non sarà assistenzialismo, ma farà in modo che le persone possano trovare lavoro, è una forma avanzata di flexicurity, che non lascia nessuno indietro e nello stesso tempo crea buona occupazione.
A tal proposito, lei quanto continuerà a guadagnare per fare il parlamentare e quanto del suo stipendio restituirà?
Continuerò a guadagnare circa 5 mila euro lordi al mese, che fanno 3.500 euro netti visto che noi parlamentari dell’M5s ci riduciamo volontariamente lo stipendio base, che per gli altri è di 10 mila euro lordi. A ciò si aggiungono le spese che sostengo, più o meno 2 mila euro al mese, che utiizzo per pagare l’affitto dell’abitazione a Roma, le tante trasferte di lavoro e i viaggi da casa mia a Roma, per le iniziative politiche e istituzionali. Tutte spese rendicontate al centesimo.




