L’AQUILA – “Sono molto di più d’una semplice ripartizione, o di una semplice ramificazione, è il ponte più diretto fra l’Arma e la gente, è la connessione più stretta fra l’Arma e il paese. I carabinieri d’una stazione sono la Legge, ma sono anche l’interpretazione più bonaria e più umana della Legge. Sono la compagnia, sono l’amico, sono il confidente e quando serve anche il soccorso, l’aiuto”.

Così il comandante Provinciale dei Carabinieri di L’Aquila, colonnello Nicola Mirante, nel presentare il protocollo d’intesa per la diffusione della cultura preventiva e cura della malattia di Parkinson e disordini del movimento firmato con il direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, oggi all’Aquila in occasione di un evento che rientra nella giornata nazionale del Parkinson, che si è svolta nel capoluogo regionale, presso il MuNDA (museo nazionale d’Abruzzo).

La malattia in Abruzzo, secondo una recete ricerca, ha visto una recrudescenza rispetto alle altre aree geografiche del paese: gli aspetti propriamente clinici sono stati affrontati dal dottor Francesco Abbate, capitano medico dei Carabinieri e neurochirurgo dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dalla dottoressa Carla Di Pasquale del reparto di n+Neurologia dell’Aquila e dalla professoressa Irene Ciancarelli del servizio di riabilitazione territoriale.

Il protocollo tra l’Arma e l’Azienda sanitaria nasce “con l’obiettivo di dare il massimo vigore all’impegno sottoscritto, che prevede una continua assistenza ai cittadini della provincia aquilana e nel capoluogo, nell’affrontare e intercettare per tempo la malattia sin dalla sua insorgenza”.

“Intervenire con decisione sul Parkinson e indirizzare il paziente verso gli ambulatori multidisciplinari allestiti dall’azienda sanitaria nell’ambito di un vasto territorio è di fondamentale importanza, in modo da fornire un valido aiuto – da qui lo slogan ‘possiamo aiutarvi ‘ – e migliorare così la vita delle persone colpite dalla patologia – si legge in una nota – Lo schieramento sul campo delle competenze cliniche da una parte e la diffusione di una informazione capillare dall’altra, rappresentano oggi l’unica Arma vincente per combattere la malattia neurodegenerativa a progressione lenta”.

I Carabinieri affiancano oggi il personale medico e paramedico delle Unità Operative Complesse dei presidi ospedalieri aquilani, svolgendo così una intensa campagna preventiva di informazione, soprattutto in favore delle fasce più deboli della popolazione, lontane dai centri clinici specializzati. Le cinque Compagnie e le sessanta Stazioni Carabinieri del Comando Provinciale dell’Aquila, sono da subito a disposizione per indirizzare la cittadinanza e distribuire depliants informativi utili per facilitare le persone a riconoscere i segni premonitori della grave malattia.

L’evento ha visto la partecipazione di un testimonial d’eccezione che incarna tecnica e potenza vincenti: il campione olimpico di karate Luigi Busà, appuntato del Gruppo Sportivo Carabinieri, medaglia d’oro ai giochi di Tokio 2020.

All’evento, presentato dal giornalista del Tg5 Alberto Bilà, hanno partecipato le autorità civili e militari locali e componenti studentesche. Nel corso del dibattito sono interventi il senatore della Repubblica Guido Quintino Liris e il consigliere del comune di L’Aquila, Tiziana del Beato.