L’AQUILA – “D’Alfonso deve finirla di prenderci in giro, la candidatura di Navarra, avvocato ambientalista e teramano, a presidente del Parco è irricevibile, questa volta tocca ad un aquilano, oppure L’Aquila potrebbe uscire con un referendum” .

Uno scatenato consigliere comunale Giorgio De Matteis, L’Aquila città aperta, assieme al consigliere di Prospettiva 2022 Luigi D’Eramo lancia bordate contro il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, e contro la candidatura dell’avvocato teramano Tommaso Navarra, alla presidenza del Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga, il cui nome è stato portato al ministero dell’Ambiente Gianluca Galletti, “alla chetichella, senza consultare nessuno”. senza, sostiene De Matteis.

Appoggio invece all’ipotesi Nicola Trifuoggi, vicesindaco dell’Aquila, sostenuta anche dal sindaco Massimo Cialente e dal centrosinistra.

“E’ un ex magistrato – sottolinea il consigliere – è un nome di garanzia, ha le competenze adeguate per mettere ordine e amministrare un ente, per una volta a L’Aquila mette tutti d’accordo”.

Se D’Alfonso tirerà dritto, allora minaccia De Matteis del Comune dell’Aquila, può uscire dal Parco.

“Si può fare con un referendum, bastano 5mila firme, il 44 per cento del territorio del nostro Comune è nell’area protetta, e anche moti altri comuni di questo versante del Gran Sasso si accoderebbero, perché nel Parco vedono solo svantaggi e ostacoli”
 D’altronde quali vantaggi abbiamo? Neanche i dipendenti”.

“Il mio è campanilismo? – aggiunge poi De Matteis – chiamatelo come vi pare, resta il fatto che il 40 per cento del territorio del Parco è in provincia dell’Aquila che però da vent’anni non esprime un presidente”.

Dal 1996 al 2001, primo presidente dell’area protetta è stato infatti Giuseppe Rossi, di Civitella Alfedena (L’Aquila). Poi Walter Mazzitti, teramano, dal 2002 al 2007. A seguire i commissari Stefano Allavena, romano, Giandonato Morra, teramano, poi divenuto assessore regionale, infine Arturo Diaconale, romano ma teramano d’adozione, prima come commissario e poi, dal 2010, come presidente.

“Navarra – sottolinea ancora De Matteis – è l’attuale legale del Parco fino al prossimo dicembre e bisogna valutare se non ci sia un’incompatibilità”

Mentre Trifuoggi, baluardo della legalità sottolinea De Matteis, è la persona giusta per fare un po’ di repulisti dentro il Parco” infatti promette di rendere noti a breve un dossier sula mala gestione degli sprechi del Parco da inviare al Ministero  “Con il nuovo direttivo – spiega De Matteis – dell’ente si sta lavorando per vedere cosa si è fatto e speso negli anni passati. Per il Parco è necessaria una profonda riorganizzazione della governance e della struttura tecnica.

“Abbiamo scoperto che il Parco ha diverse sedi e di 65 dipendenti infatti solo 22 lavorano a L’Aquila, che circa il 70 per cento della spesa è finalizzata ai costi di gestione e, se si considerano quelle per gli animali, si arriva al 90 per cento. Insomma resta la miseria di un 10 per lo sviluppo del territorio”.

Infine De Matteis non perde occasione di stigmatizzare l’atteggiamento “oltranzista” degli uffici tecnici del Parco che con i loro pareri negativi, che contraddicono anche la posizione del consiglio direttivo, rischiano di impedire la realizzazione la stagione invernale della nuova sciovia delle Fontari, di mandare fallita tutta l’economia”.