TERAMO – Dopo il tormentato iter che ha portato alla nomina nel giugno 2016 dell’avvocato teramano Tommaso Navarra a presidente del Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga, l’ente potrebbe ripiombare nell’empasse amministrativa.
È stato infatti depositato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la sua nomina.
Da quanto si apprende ancora una volta per la presunta inconferibilità stabilita dalla legge Severino, che impedisce di assegnare incarichi a soggetti che abbiano svolto attività di consulenza nei due anni precedenti per lo stesso Ente nel quale si viene nominati: caso appunto relativo a Navarra, che è stato consulente legale del Parco.
Ma proprio su questa ipotesi si è era espresso a giugno il Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), presieduto da Raffaele Cantone, stabilendo che non sussiste nessun profilo di incompatibilità nella nomina di Navarra.
L’esistenza del ricorso – ignota ancora l’identità dei ricorrenti – è stata confermata ad AbruzzoWeb dal direttore del Parco Domenico Nicoletti, e a renderlo noto ai suoi collaboratori sarebbe stato lo stesso Navarra, nel corso del consiglio direttivo di oggi.
Contattato da questo giornale Navarra non ha però confermato, e ha chiesto tempo per verificare la notizia.
Intorno alla nomina dell’avvocato teramano, giova ricordare, si sono scatenate polemiche all’Aquila dove le forze politiche, in particolare quelle del centrodestra ma anche parte del Partito democratico, miravano ad un aquilano, in nome del principio non scritto dell’alternanza territoriale, visto che gli ultimi presidenti erano stati espressione del versante teramano del Parco.
Tra i papabili c’era stato l’ex procuratore della repubblica di Pescara e L’Aquila Nicola Trifuoggi, attuale vice sindaco del capoluogo di regione. Alla fine però l’ha spuntata Navarra, caldeggiato dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, con il beneplacito del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e del vicepresidente di giunta Giovanni Lolli, aquilano anche lui.





