SULMONA – Parco nazionale della Majella senza il presidente, il Parco del regionale Sirente-Velino senza nemmeno più il commissario, entrato nell’età pensionabile. Entrambi gli enti, entro pochi mesi privi pure del direttore, che è la stessa persona, pure lui prossimo alla quiescenza.

Ciliegina sulla torta, non c’è più neanche un assessore regionale con la delega specifica ai Parchi.

Di questo imbarazzante vuoto di potere, la natura che esplode in tutti i suoi colori e profumi nel pieno della primavera, non se ne è nemmeno accorta, come pure i turisti e buona parte dei residenti che frequentano e vivono le due meravigliose aree protette.

Ma il caso politico comincia ad assumere aspetti paradossali, e forse inediti.

Procedendo con ordine: nel Parco nazionale della Majella dopo le dimissioni di Franco Iezzi, a nell’autunno del 2017, il posto da presidente resta ancora  vacante.

In realtà un designato ci sarebbe: Michele Ianniello, consulente aziendale e stretto collaboratore del sottosegretario alla Giustizia del governo uscente Federica Chiavaroli, indicato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che aderisce come Chiavaroli, a Civica popolare. Ma non c’è nulla di cui stupirsi, le nomine ai vertici delle aree protette fann parte del pacchetto delle nomine partitiche secondo la consuetudine dello spoil sistem.

Manca ancora però l’ok da parte della Regione Abruzzo, con la palla che poi deve tornare al governo, quando e se ci sarà, e che dopo un parere della commissione ambiente dovrà approvare il decreto ministeriale di nomina. Vista impasse istituzionale sia alla Regione sia al parlamento dove non si riesce a dare un governo al paese, la poltrona rischia di rimanere vuota ancora per mesi.  E nel frattempo va detto che Civica popolare uscita pesantemente sconfitta dalle elezioni, difficilmente potrà pretendere la poltrona del Parco Majella.

Andando oltre, si è dimessa la scorsa settimana  la commissaria del Parco Regionale Sirente velino Annabella Pace, responsabile dell’Ufficio conservazione della natura del Servizio pianificazione territoriale della Regione Abruzzo, nominata da Luciano D’Alfonso del 30 giugno 2015. “Tale nomina – fu spiegato forse un po’ troppo ottimisticamente – avrà efficacia sino all’approvazione della nuova legge di riordino dell’Ente e al successivo insediamento dei nuovi organi”.

Il riferimento è al progetto di legge che però si è incagliato oramai da tre anni nelle commissioni, lungi dall’essere approvato.

Nel frattempo la dirigente Pace, è andata in pensione.

E i pensionati possono assumere incarichi e collaborazioni esclusivamente a titolo gratuito, e soprattutto per una durata non superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile. L’anno da quanto si apprende però scaduto.

E’ agli sgoccioli anche la lunga era di Oremo Di Nino, storico direttore sia del Parco Regionale Sirente Velino che del Parco Nazionale della Majella, anche lui prossimo alla meritata pensione.

A provocare polemiche, in primis da parte del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, era stata la settimana scorso la determina commissariale 34 del 28 dicembre del 2017 con cui  era stato prorogato l’incarico Di Nino per altri tre anni, con un aumento del compenso del 10 per cento.
 
Atto illegittimo, secondo Febbo, in quanto Di Nino andrà in pensione molto prima dei tre anni previsti nella determina.

E infatti in sede di Commissione vigilanza, presieduta dal forzista, si è appurato che la determina è stata rettificata: Di Nino lascerà l’incarico da direttore il 31 dicembre del 2018.

Con due Parchi senza un vertice e con un direttore agli ultimi scampoli di carriera professionale, si aggiunga infine che non c’è più nemmeno un assessore competente in giunta Regionale. La delega ai Parchi era infatti stata affidata a Donato Di Matteo, che però dopo le elezioni del 4 marzo, e la debacle del suo partito, il Pd, ha rassegnato le dimissioni lanciando strali contro il presidente e senatore D’Alfonso.

Per ora la delega non è stata assegnata ed è stata assunta dunque ad interim dal presidente. E nonostante la sua proverbiale efficienza, e capacità di multi-tasking, difficilmente il senatore presidente potrà dedicarci più di tanto tempo.    
Almeno per l’assessore ai Parchi, bisognerà attendere il completamento del rimpasto.