L’AQUILA – Quasi 8,2 milioni l’anno per retribuire 171 dipendenti di ruolo,e un numero imprecisato di collaboratori esterni.
Questo il costo complessivo del personale dei tre parchi nazionali abruzzesi, quello d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), della Majella e del Gran Sasso-Monti della Laga.
Calcoli effettuati al centesimo dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti, in una relazione del luglio 2018, da cui risulta che nei tre parchi abruzzesi, la spesa per il personale è di gran lunga superiore alla media nazionale, pari al 32,5%, della totalità delle spese correnti. Non solo: la spesa per il personale è diminuita in Italia rispetto al 2013 del 12,19%. Non però in Abruzzo, dove si registrano discostamenti minimi.
Delle due l’una, dunque: o per gestire i tre Parchi nazionali abruzzesi servono oggettivamente più persone e relativi soldi, per imprescrutabili ragioni territoriali e socio-economiche. Oppure tocca dare ragione a quei detrattori che definiscono i Parchi “stipendifici”, che bruciano risorse eccessive per il loro funzionamento interno, a discapito dei possibili investimenti produttivi a beneficio dei territori compresi nelle aree protette, che non solo devono essere tutelate e conservate, ma che vanno anche promosse dal punto di vista turistico e sostenute economicamente, per evitare l’inesorabile e definitivo spopolamento.
I dati consolidati della Corte dei Conti sono aggiornati al fine 2016, ma restituisco un quadro tutto sommato attuale, che dovrebbe interessare il nuovo esecutivo regionale, a cominciare dall’assessore Emanuele Imprudente della Lega, che ha la delega a “Parchi e riserve naturali”, almeno quanto la nomina dei nuovi presidenti (da parte del Ministero dell’Ambiente, in intesa con le Regioni interessate): quello del Parco della Majella vacante da oltre un anno, (rimasto anche senza direttore generale, da quando Oremo Di Nino è andato in pensione), e quello del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, dove il mandato di Antonio Carrara è scaduto proprio ieri.
Unico parco nazionale abruzzese con i ranghi al completo, ma dopo anni di commissariamenti è quello del Gran Sasso Monti della Laga, dove il presidente Tommaso Navarra rimarrà in carica fino al giugno 2021, e dal maggio 2018 è diventato direttore generale Alfonso Calzolaio.
Tornando dunque ai dati della relazione della Corte dei Conti, risulta che nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la spesa corrente è stata pari nel 2016 a 7 milioni e 154.274 euro, di cui 4 milioni e 417.928 euro solo per il personale, pari a 95 unità.
Una fetta equivalente al 61,75%, una percentuale altissima, quasi il doppio della media nazionale, superata solo da quella dei parchi della Maddalena (76,3%), Stelvio (65,4%) e Gran Paradiso (65%).
Per di più osserva la Corte dei Conti, la spesa nel Pnalm dal 2015 al 2016 è aumentata del 2,67%.
Nel parco nazionale della Majella, la spesa corrente è invece pari a 4 milioni e 446.776 euro, e per il personale si spende 1 milione e 801.440 euro, pari al 40,5% del totale. I dipendenti di ruolo, sottolineano i giudici contabili, sono appena 18, a cui però si aggiunge un non precisato numero di personale fuori ruolo, che nel 2016 è costato da solo 770 mila euro.
La spesa per il personale, nel Parco che ha sede nella bellissima abbazia di Santo Spirito a Sulmona, ad oggi acefalo e intento ad occuparsi della mera sopravvivenza di se stesso, tra l’altro è aumentata rispetto al 2013 di circa 527mila euro.
Va un pò meglio, nel Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga: la spesa corrente è di 4 milioni e 924.223 euro, la spesa per il personale, che conta 58 addetti, è di 1 milione e 980.030 pari al 40,2%. Nel 2013 la spesa del personale era del 33 per cento, dunque si è registrato un aumento.
In ogni caso, si è lontani dalla media nazionale del 32,25 per cento della spesa del personale rispetto al totale delle spese correnti.
Un’anomalia segnalata dalla stessa Corte dei Conti.
Solo per fare qualche esempio nel Parco nazionale delle Cinque terre in Liguria, su un budget per le spese correnti pari al 15 miioni di euro spende per il personale appena 434 mila euro, euro, il 2,88 per cento, o il parco Nazionale del Vesuvio, che con un budget di 5,3 milioni spende 713 mila euro per il personale (13%). E ancora per citare altre aree protette simili per budget, dimensioni, e tipologia di territorio a quelli abruzzesi, risulta dai dati della Corte dei Conti, che il Parco del Cilento e Vallo di Diano spende per personale il 30,4%, Pollino il Parco Appennino lucano il 18,6%, l’Appennino Tosco Emiliano il 19,2%.





